Archivio › Fuori Binario n. 288 · Ottobre 2026 › pagina 9
CULTURA
L'antirazzismo in un manifesto
Intervista a Paolo Contaldo, illustratore del Meeting di Cecina
Laura Tabegna · Fuori Binario n. 288, Ottobre 2026, pagina 9
Come si disegna l'antirazzismo? Forse solo un bambino potrebbe realizzare in maniera spontanea e immediata un concetto così difficile da sintetizzare. Difficile perché l'odio verso lo "straniero" cambia e striscia, muta e si nasconde anche tra i "buoni".
Paolo Contaldo, da 17 anni, riesce a raccontare, con la forza delle immagini e del segno, il messaggio universale del MIA, Meeting Internazionale antirazzista, che ogni estate viene organizzato a Cecina da Arci Toscana e di cui Contaldo realizza il manifesto. La sensibilità dell'illustratore, l'occhio del fotografo, la capacità analitica del marketing si uniscono nelle sue creazioni. Nell'ultimo manifesto del MIA, "No hate", Paolo trasmette il senso di annullamento, di cancellazione dell'identità umana, con la sua grafica inconfondibile, immediata come l'innocenza di un bambino.
Cosa ci racconta il manifesto del MIA 2026?
Il razzismo attecchisce bene in una società come quella contemporanea, che tende a isolarsi, non solo a causa del cellulare, ma anche per l'incapacità di condividere luoghi e vita di comunità. Un uomo senza volto, indecifrabile, è il frutto dell'odio e della paura dell'altro, ma prima di tutto è espressione di solitudine e chiusura.
Come si trasforma negli anni il modo di rappresentare l'antirazzismo?
Il manifesto 2026 è un'illustrazione tipica del mio modo onirico e fiabesco di raccontare. Diciassette anni fa, quando ho iniziato quest'avventura con l'Arci, ho scelto un soggetto da fotografo. Ho inserito lo slogan "Ìmpari" su una lavagna: tutti dobbiamo continuare a formarci contro il razzismo. Il messaggio non si dirige mai agli "altri", ma riguarda ognuno di noi.
Tecnica, colori, ma anche l'occhio della pubblicità.
Disegno con il mouse e scelgo colori che mi ispirano in quel momento. Ma prima c'è l'osservazione della realtà da professionista del marketing. Tutto ci racconta, anche le scritte sui muri del bagno, dove l'odio è rivolto, invece, agli invasori del turismo di massa.
Lei ha rappresentato Firenze come illustratore...
Sono arrivato a Firenze per caso. Dovevo andare a studiare alla Bocconi, ma quel treno diretto al nord si è fermato in questa città e mi sono innamorato di lei. Dopo gli studi di economia, ho iniziato qui il mio percorso artistico e lavorativo e qui stanno crescendo i miei figli. Il problema è che le città stanno diventando sempre meno accoglienti per le loro comunità. Provare a cambiare le cose è scoraggiante.
Che sogno vorrebbe disegnare?
Un luogo dove tutte le generazioni possano incontrarsi. I primi confini che dobbiamo abbattere sono nella nostra comunità. In un'illustrazione ho immaginato Ponte Vecchio sovrastato da un dinosauro, che ricorda più un giocattolo che un predatore. È come se i bambini ci stessero ricordando che tutti hanno diritto di vivere in questa città.
(nell'immagine: il manifesto "No hate!" del MIA - Meeting Internazionale Antirazzista 2026, XXXII edizione, 2-5 settembre, Cecina Mare)
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Uscito sul numero 288 (Ottobre 2026), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
