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Archivio › Fuori Binario n. 288 · Ottobre 2026 › pagina 9

CULTURA

Stato di Palestina: il potere dell'arte

La costante è il logo creato dal fotografo fiorentino Marco Lanza: chiunque può aderire e inserirlo come firma del proprio lavoro

Laura Tabegna · Fuori Binario n. 288, Ottobre 2026, pagina 9

Il destino dei popoli non può essere deciso solo da bombe sempre più diaboliche e logiche di realpolitik sempre più ciniche. C'è un'altra forza che regge il mondo, soprattutto delle idee. È il potere delle immagini, delle parole, dell'arte. Così, quella che adesso più che mai sembra un'utopia diventa un logo, un adesivo, un movimento virale e trasversale: Stato di Palestina.

Nasce su questi presupposti il gruppo "Artisti per uno Stato di Palestina", riuniti attorno al logo lanciato dal fotografo fiorentino Marco Lanza per tradurre in due parole una speranza. L'idea è nata lo scorso anno, con il picco dell'escalation di violenza dell'esercito israeliano nella striscia di Gaza. "Oggi, che la questione palestinese non è più al centro della cronaca, e non certo per un miglioramento della situazione - ha detto Lanza - la necessità di non abbassare l'attenzione sul tema è ancora più forte".

Per realizzare il progetto, il fotografo ha potuto contare sulla collaborazione degli scrittori Marco Marrucci e Simone Lisi, quest'ultimo anche libraio di Todo Modo, che si sono occupati della comunicazione. "A coloro che scelgono di aderire - hanno spiegato Lanza e Marrucci - inviamo via email un pdf o per posta un adesivo che riproduce il logo 'Stato di Palestina' e chiediamo loro di fotografarlo (o filmarlo) nel contesto che giudicano più rappresentativo del proprio lavoro artistico. Dev'essere un gesto rapido, incisivo e naturale. Non è necessario incaricare le persone del gravoso compito di immaginare e creare opere dedicate; in accordo all'intuizione iniziale del binomio come segno che facendosi corpo si duplica e si diffonde, abbiamo preferito intenderlo come firma da applicare a uno scenario riconoscibile. La firma 'Stato di Palestina' certifica l'adesione e la convergenza d'intenti".

Destinatari dell'appello sono tutti coloro che fanno dell'arte la propria forma di espressione, musicisti, fotografi, designer, pittori, scultori, attori (e chi più ne ha più ne metta). Il risultato è una collettiva in divenire, visibile a tutti su Instagram nell'omonimo profilo. Già in settanta hanno aderito, grazie al semplice passaparola, regalando al pubblico speranza, ma anche la bellezza delle proprie idee.

I promotori dell'iniziativa hanno specificato che non volevano "cadere" nella retorica di argomentazioni politicizzate, proprio per non dividere e non togliere forza alla speranza del messaggio. "Nella sintesi dell'immagine e nella semplicità del segno si realizza il senso della campagna - ha spiegato Lanza -. Anche io, all'inizio, mi ero scervellato per realizzare uno scatto adeguato a questa idea. Poi ho posato gli occhi sulla scatola che contiene gli adesivi e ho capito che, alla fine, ogni soggetto poteva avere una carica evocativa, tanta è l'urgenza della situazione".

Forse, il sogno di uno Stato libero di Palestina è davvero nascosto in una scatola di cartone. Aderire a questa iniziativa rappresenta un modo forte, ma pacifico, per tenere viva la speranza.

Gli artisti che volessero partecipare e ricevere l'adesivo possono scrivere un messaggio al profilo IG "Stato di Palestina" oppure all'indirizzo 1statodipalestina@gmail.com.

(immagine di Marta Murgia)

Pagina 9 del numero 288 Uscito sul numero 288 (Ottobre 2026), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero