Archivio › Fuori Binario n. 288 · Ottobre 2026 › pagina 4
DIRITTO ALL'ABITARE
E i berlinesi guardano a sinistra
Il commento di Donatella Della Porta sulla vittoria di Die Linke e sulle sue politiche abitative contro la speculazione finanziaria
Cristiano Lucchi · Fuori Binario n. 288, Ottobre 2026, pagina 4
Donatella Della Porta è preside fondatrice della Facoltà di Scienze Politiche e Sociali della Scuola Normale Superiore di Firenze, dove dirige il Centro di Studi sui Movimenti Sociali (Cosmos). Ha vissuto e condotto ricerca a lungo a Berlino: le abbiamo chiesto di commentare la vittoria di Die Linke alle elezioni amministrative con uno storico 25,7% che ne fa il primo partito della capitale tedesca. Il successo si basa su un programma incentrato sulla lotta al caro-affitti e sull'espropriazione dei grandi gruppi immobiliari quotati in borsa, come Vonovia e Deutsche Wohnen, per trasferire circa 220.000 appartamenti sotto controllo pubblico.
Per un berlinese con un lavoro normale oggi è impossibile vivere in città. Da dove nasce questo fenomeno?
Da privatizzazioni e finanziarizzazione del mercato della casa, alla base della negazione del diritto all'abitare. Un gruppo di fondi immobiliari controlla quasi 250.000 alloggi. Deutsche Wohnen da sola ne controlla 140.000, come se quasi tutta Firenze fosse in mano a un fondo speculativo. Altri fondi - svedesi, statunitensi, anche franco-italiani come Convivio - controllano pacchetti da 20.000 appartamenti.
Berlino trasformata in un prodotto finanziario?
Esatto. E accade in una città dove, per tutto il dopoguerra, l'abitare era stato economico: nonostante l'unificazione e lo spostamento della capitale a Berlino l'accesso alla casa è rimasto a lungo più economico che nel resto del paese e in altre capitali europee.
Il costo degli affitti è decollato, anche a causa di una legge a favore degli affitti brevi.
Oggi a Berlino servono con urgenza circa 200.000 alloggi per i più poveri, la classe media, i giovani, gli immigrati. Chi ha un affitto da tempo è protetto dalle leggi sul controllo dei canoni; chi cerca casa oggi paga 1.500 euro per due stanze, anche lontano dal centro. Conosco molte persone andate via da Berlino come un tempo, e oggi di nuovo, si andava via da Firenze perché l'affitto non era più sostenibile.
Ci sono leggi sulle locazioni contraddittorie.
Ci sono norme che calmierano il mercato, e che consentono un affitto a metro quadro di circa 8 euro. Ma c'è una norma del Codice civile che esenta i contratti di locazione per uso temporaneo dalla legislazione sul controllo degli affitti, è così che questo mercato può arrivare anche a 50 euro al metro quadro. Una vera e propria scappatoia che permette ai proprietari degli affitti brevi arredati un modo per ottenere entrate esorbitanti. Questo in un contesto in cui più dell'80% dei berlinesi vive in affitto.
Nel 2021 un referendum chiedeva l'esproprio degli appartamenti in mano a grandi società finanziarie, con ampia partecipazione e vittoria di chi contrasta la speculazione. Oggi Die Linke ne raccoglie i frutti.
Sì, le loro proposte nascono dalle proteste dei movimenti sociali, sfociate nel referendum per l'espropriazione di Deutsche Wohnen. Che a un solo proprietario, estraneo all'edilizia sociale, sia permesso controllare appartamenti spesso sfitti - perché ridotti a bene finanziario, occasione di rendita - è per molti una situazione inconcepibile.
Cosa propone Die Linke?
Un'espropriazione che non tocca piccoli proprietari o privati, ma solo i grandi gruppi quotati in borsa con migliaia di appartamenti. Propone inoltre un blocco rigido degli affitti sulle quasi 400.000 abitazioni pubbliche e una tassa patrimoniale sulle circa 3.000 ville di extra-lusso della regione.
Niente di radicale, a prima vista.
No. Sappiamo bene quanto sia più facile privatizzare e deregolamentare che deprivatizzare e riregolare. Servono investimenti enormi per riparare i danni della finanziarizzazione. Le politiche di Die Linke servono a trovare risorse dove sono, per chi non accede più al mercato degli affitti.
Questa vittoria porterà la sinistra al governo?
I risultati nello Stato federale di Berlino sono stati trasformativi. Die Linke sfiora il 26%, guadagnando circa 13 punti, anche grazie alla scelta di rappresentare ceti popolari, minoranze etniche, giovani. La candidata sindaca ha ottenuto la maggioranza dei voti e ha la legittima aspettativa di essere nominata. Ma formare un governo non sarà semplice: democristiani e socialisti sono crollati, anche i Verdi perdono punti, ma insieme hanno i seggi per governare. Sono però divisi sulla visione del futuro, anche perché la SPD è stata parte delle politiche che hanno portato al disastro abitativo, e ha rapporti di interesse con chi ha approfittato della negazione del diritto all'abitare a Berlino. Vedremo nelle prossime settimane cosa accadrà.
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Uscito sul numero 288 (Ottobre 2026), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
