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Archivio › Fuori Binario n. 288 · Ottobre 2026 › pagina 4

DIRITTO ALL'ABITARE

Casa, emergenza europea

Il nuovo regolamento è troppo blando. Contini dell'Unione Inquilini: "Usiamo gli strumenti che ci sono già, a partire dalla requisizione"

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 288, Ottobre 2026, pagina 4

"Le case devono tornare a essere case e non merce. Per fare questo ci vuole un'imposizione dall'alto, non si può aspettare che il mercato si regoli da solo". L'avvocata Giulia Contini, esperta di diritto alla casa e membro della segreteria nazionale di Unione Inquilini, commenta così il regolamento della commissione europea "Affordable Housing Act", che tanto piace all'europarlamentare Dario Nardella e alla Sindaca di Firenze Sara Funaro, che di città in emergenza abitativa dovrebbero saperne qualcosa, visto che Firenze, stando ai dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare e delle Finanze, ripresi da Oxfam, è la città italiana in cui l'affitto erode la maggior parte del reddito: il 46,5%, contro la media nazionale, comunque molto alta, del 35%. "In Europa si fa finta di andare nella direzione della presa in carico della questione abitativa - continua Contini -, ma in realtà la regolamentazione, o è del tutto blanda come in questo caso, oppure, come nel piano casa, va nella direzione di avvantaggiare una speculazione edilizia che si sta mangiando le città". Quindi l'emergenza c'è, lo ammette persino l'Europa, ma non si fa niente per risolverla o meglio, si fa finta di risolverla.

Perché questo regolamento non risolverà il problema?

Perché la linea politica è debolissima e non delinea nemmeno dei limiti chiari. Si parla della possibilità per gli Stati di intervenire sulle locazioni turistiche dove c'è uno stress abitativo, ma questo parametro non viene definito in maniera univoca, dato che viene rimessa ai comuni la scelta di individuare queste zone. In Italia c'è oltre un milione di persone che vive in affitto ed è in povertà assoluta: è un paese intero in stress abitativo.

Cosa servirebbe?

Più case popolari, per esempio. Bisogna investire nell'Erp non nel social housing, che in Italia riguarda una fascia di reddito tra i 25 e 30 mila euro l'anno, la cosiddetta "fascia grigia". E invece, ancora una volta, non si affronta il problema dell'edilizia residenziale pubblica, che in Italia è appena il 3% del patrimonio abitativo.

Manca una visione di insieme?

Sì, ma non è un caso. La questione abitativa viene sempre affrontata in maniera parziale e non è sciatteria ma scelta politica, perché se io inquadro il problema guardando solo un pezzettino, posso far finta che su quel pezzettino sto intervenendo. C'è bisogno di una reale distribuzione delle risorse, in accordo con le forze sociali, e non di una politica che fa accordi con i fondi di investimento a cui svende il patrimonio pubblico, perché poi succede come è successo a Spin Time. Non ti puoi aspettare che il fondo di investimento si metta a sedere a un tavolo e faccia il bravo. Sei tu istituzione che devi usare gli strumenti normativi che hai. La questione abitativa è complessa, riguarda piani diversi e dobbiamo usare tutti gli strumenti per spostare la coperta. Strumenti che già abbiamo, è la volontà politica che manca.

Quali sono questi strumenti?

Sono tanti, da una tassazione diversa per chi mette le case in affitto, alla promozione di agenzie sociali in cui sono i comuni a pagare i canoni come garanzia per i proprietari, fino alla requisizione in uso.

Intendi la requisizione degli appartamenti sfitti?

Esatto. Non è un vezzo ideologico, è una scelta politica. Il nostro ordinamento prevede che si possa fare in una situazione emergenziale e l'Europa stessa ha riconosciuto questa emergenza. Siccome l'abitazione è un diritto fondamentale, che incide sul diritto alla salute, all'infanzia, alla riservatezza e senza questo diritto non puoi avere una vita dignitosa, se non hai le risorse per garantirtelo, io Stato devo farlo per te. Lo Stato invece sceglie di abdicare al suo ruolo di occuparsi delle persone più fragili e punta a investire sull'edilizia residenziale sociale dove sa che recupererà qualcosa.

Come funziona la requisizione in uso?

Prevede il recupero di un appartamento sfitto, per darlo a un nucleo in emergenza abitativa per 6 mesi, pagando un'indennità al proprietario. È uno strumento che può essere regolamentato a livello comunale e infatti il gruppo consiliare di Pisa "Diritti in comune", di cui faccio parte, aveva presentato un emendamento, che ha avuto parere tecnico favorevole, anche se poi, ovviamente, non è stato approvato. Questo dimostra che è una cosa che si può fare con gli strumenti che già oggi ci sono.

Spin Time è stata un'importante occupazione abitativa (400 persone) e sociale nel centro di Roma, in un palazzo ex sede dell'Inpdap, svenduto dallo Stato nel 2004 al fondo immobiliare Investire Sgr, che possiede anche ex edifici pubblici di Firenze, tra cui l'ex caserma dei Lupi di Toscana e la Manifattura Tabacchi. Dopo un incendio a fine luglio 2026 Spin Time è stata sgomberata e ogni trattativa tra il Comune e la proprietà al momento non ha avuto esito.

Pagina 4 del numero 288 Uscito sul numero 288 (Ottobre 2026), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero