Archivio › n. 288

Archivio › Fuori Binario n. 288 · Ottobre 2026 › pagina 11

ATTUALITÀ

Cucinare è un atto politico

Tour europeo per l'attivista trans indigena Abundia Alvarado: come si costituisce un consiglio autonomo di cucina

Camilla Lattanzi · Fuori Binario n. 288, Ottobre 2026, pagina 11

In un giardino davanti al centro sociale Exploit di Pisa, abbiamo conosciuto Abundia Alvarado, attivista trans indigena delle comunità Nahuatl e Apache, e assieme a lei, sotto quei pini, abbiamo sperimentato "l'abbondanza", impastando con le nostre mani inumidite la farina di mais, alimento che ha nutrito i popoli originari per millenni. Ogni quattro o cinque persone c'era un recipiente di plastica perché tutte potessimo lavorarla, con poca acqua, aggiungendo del sale e cuocendo sulla piastra elettrica delle semplici gorditas, piccole focacce simili alle tigelle, da tagliare, farcire e richiudere con le dita: il cibo più proletario che ci sia, utile da portarsi dietro per mangiarlo nelle pause dal lavoro. È stato un atto semplice, gioioso e comunitario, ma eravamo tutte consapevoli che fosse anche un atto politico, una forma di cura collettiva non assistenziale, che si oppone in modo contestatario alla colonizzazione individualista del fast food.

L'idea di Abundia è potente: Alvarado è tra le fondatrici della rete internazionale degli Autonomous Kitchen Councils (Consigli di Cucina Autonomi), un progetto, emerso con forza durante le storiche mobilitazioni per la difesa della Weelaunee Forest di Atlanta e che si basa su una rete di piccoli nuclei autogestiti: vicini di casa, attivisti e associazioni di quartiere che scelgono di occupare lo spazio della cucina per fare politica a partire dai bisogni primari. Ognuna di noi può crearne uno, nel proprio condominio come al lavoro. Il blog con le indicazioni non è più visibile, rientrato nella censura di Autistici/Inventati, ma online si trova un'utile fanzine.

Abundia ci ha raccontato le occupazioni delle terre da parte di famiglie nullatenenti, la resistenza fisica di persone che non avevano alternative per abitare, la difesa disperata dalle forze di polizia usate dal capitale per il mantenimento dei privilegi e per la difesa e l'eterno perpetuarsi di un sistema ingiusto, gerarchico basato sul denaro, sul potere e sulla forza violenta.

Cresciuta nel Nord del Messico e attiva nel Sud degli Stati Uniti, Alvarado incarna un attivismo intersezionale che lega indissolubilmente la giustizia ambientale, i diritti di genere e l'autodeterminazione dei popoli. Per l'attivista indigena, la cucina è il nucleo vitale in cui si nutre e si rigenera una comunità. I laboratori pratici proposti da Alvarado non insegnano solo ricette, ma creano uno spazio orizzontale in cui ognuno porta la propria storia culinaria e la propria identità, favorendo l'ibridazione culturale. E la solidarietà degli spazi di cucina comunitaria crea un'abbondanza reale di risorse, di relazioni e di cura, indispensabile in un sistema socio-economico strutturato sulla scarsità artificiale e sulla repressione. Invece di concepire la preparazione dei pasti come un lavoro domestico privato o una transazione commerciale, si cucina insieme comunitariamente, pubblicamente, e l'attenzione alle esigenze di ciascuno non può che diventare un atto sempre più inclusivo, fino a includere anche gli esseri viventi non umani, dunque il cibo che propone Abundia è naturalmente vegano, coerentemente con reti di persone consapevoli di voler proteggere le soggettività più vulnerabili, abbattendo al contempo le logiche dello spreco capitalistico tipico del modello carnista.

Il tour di Abundia l'ha vista attraversare l'Italia toccando spazi sociali e nodi transfemministi da Catania a Milano, passando per Pisa, Roma e la Val di Susa - Abundia Alvarado continua a tessere una rete transatlantica. Il suo messaggio è un invito universale a riappropriarsi della quotidianità: la padella e il mestolo, nelle giuste mani, possono diventare efficaci strumenti di liberazione.

Pagina 11 del numero 288 Uscito sul numero 288 (Ottobre 2026), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero