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Italia 2025: siamo sempre più poveri

Felice Simeone · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 10

!Italia 2025: siamo sempre più poveri

Sezione: INFOGRAFICA | Autore: Felice Simeone

Stranieri, italiani, occupati e lavoratori: sono gli assistiti dalla Caritas censiti nel suo allarmante rapporto annuale

Ci viene ripetuto quotidianamente, e da più parti, che in Italia va tutto bene: l'economia si espande, il lavoro c'è, la disoccupazione diminuisce. Eppure, il nuovo rapporto statistico della Caritas rivela un Paese in cui migliaia di famiglie vivono senza garanzie di dignità e stabilità. Nel 2024, la Caritas ha soccorso 277.775 persone: più della metà erano stranieri (56,2%), ma gli italiani, sia singoli che famiglie, sono stati 42,1%; nel Sud e nelle Isole gli italiani soccorsi sono stati la maggioranza. Ed è proprio questa una delle evidenze emerse dal rapporto: la povertà non è più confinata agli stranieri, ma coinvolge lavoratori, famiglie, anziani indipendentemente da dove sono nati.

Un dato significativo riguarda proprio l'occupazione: quasi un assistito su quattro ha un lavoro, e nelle statistiche governative contano come occupati, ma la realtà è che questi lavoratori e lavoratrici si sono rivolti alla Caritas perché non riescono a sostenere le spese di base. Si parla, appunto, di lavoratori poveri: rappresentano meglio di altri un'economia che non garantisce più sussistenza. Oggi anche chi lavora fatica a far fronte all'aumento dei prezzi: tra il 2008 e il 2024 i salari reali in Italia sono diminuiti dell'8,7%, peggior dato dei paesi più avanzati (i G20). Non stupisce, allora, il dato Istat dell'8% di lavoratori che, nonostante lo stipendio, vivono in povertà assoluta, con punte del 16,5% tra gli operai. Quindici anni fa i disoccupati rappresentavano i due terzi dell'utenza dei centri di assistenza Caritas, e gli occupati appena il 15%; nel 2024, i disoccupati aiutati dalla Caritas sono stati il 47% (cioè, meno della metà) mentre i lavoratori poveri sono stati il 24%.

In questo scenario, i bisogni primari sono anche quelli più urgenti da soddisfare: il 71,5% delle persone che si sono rivolte alla Caritas hanno richiesto aiuti per cibo, vestiario e beni di prima necessità. Al secondo posto ci sono le spese abitative: il 16,3% degli assistiti non riesce a pagare bollette e affitti; a questi si aggiungono quelli che una casa non ce l'hanno proprio: l'esclusione abitativa estrema riguarda stabilmente il 21% degli utenti. Seguono le spese sanitarie (7,4%), soprattutto farmaci e cure odontoiatriche, fuori portata per chi sopravvive con redditi minimi. Tra il 2019 e il 2024, le persone che hanno rinunciato alle cure mediche sono passate dal 6% al 10%.

Quest'ultimo rapporto Caritas, comunque, mette in evidenza come la povertà sia sempre più multidimensionale: non è solo il risultato della mancanza di reddito, ma l'intreccio di fragilità lavorative, familiari, abitative e sanitarie: uscire da questa condizione è difficile, e spesso impossibile.

Un aspetto preoccupante riguarda i cosiddetti "nuovi poveri": nel 2024 il 37,7% degli assistiti si è rivolto per la prima volta a Caritas. Non si tratta più solo di marginalità storiche, ma di persone che fino a poco tempo fa sembravano protette: giovani famiglie, donne sole con figli, padri separati, anziani soli. Biografie spezzate da eventi critici che trasformano difficoltà temporanee in vulnerabilità permanenti. Nonostante le nuove misure come l'Assegno di inclusione o l'Assegno unico, il sostegno pubblico appare inadeguato.

La povertà non è un incidente di percorso, ma un fenomeno strutturale che attraversa la società italiana. Caritas lancia un appello: senza politiche radicali su lavoro, casa e diritti sociali il numero degli esclusi continuerà a crescere.

Eppure, dentro i numeri, si intravede anche un'altra Italia: comunità che aprono mense, centri di ascolto, empori solidali; parrocchie e associazioni che resistono all'indifferenza e ricuciono le ferite sociali. È una rete silenziosa che tiene insieme ciò che rischia di frantumarsi. Forse è da lì, dalla prossimità e dalla solidarietà concreta, che può nascere un Paese più giusto.

Pagina 10 del numero 277 Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero