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ATTUALITÀ

Attualità - Notizie brevi

Vari (redazione, Giulia Pellegrini) · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 11

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Sanità pubblica: Italia ultima nel G7

Nel 2024 sono state infatti costrette a rinunciare alle cure per motivi economici ben 5,8 milioni di persone, quasi un italiano su dieci. Nello stesso anno l'Italia, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, si colloca 14° posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La spesa sanitaria pubblica si attesta così al 6,3% del Pil, percentuale inferiore sia alla media Ocse (7,1%), sia a quella europea (6,9%). E per la spesa pro capite il gap con i Paesi europei è di 43 miliardi di euro. Sono i dati rielaborati dalla Fondazione Gmbe che chiede di restituire forza e dignità al Servizio sanitario. "Il sottofinanziamento pubblico della sanità italiana - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - è ormai una questione strutturale che, oltre a generare tensioni crescenti in Parlamento, sta mettendo in grandi difficoltà tutte le Regioni, sempre più in affanno nel garantire i livelli essenziali di assistenza mantenendo in ordine i bilanci. Il conto più salato di queste scelte miopi lo pagano anzitutto i cittadini, costretti a confrontarsi con liste d'attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e la necessità sempre più frequente di pagare di tasca propria visite e prestazioni sanitarie fino a rinunciare del tutto".

Ucciso dal taser

Ennesima vittima dell'arma a scariche elettriche in dotazione alla polizia

Si chiamava Claudio Citro, aveva 41 anni e viveva a Montecatini. È stato ucciso da un'agente di polizia che ha usato contro di lui il taser, la pistola che spara scariche elettriche, durante un intervento che avrebbe dovuto calmare gli animi all'interno di un negozio di pane di Reggio Emilia, lo scorso 15 settembre. La Procura ha immediatamente aperto un'inchiesta per fare luce su tutti gli aspetti della vicenda. Gli inquirenti dovranno stabilire se l'utilizzo del taser sia avvenuto nel rispetto dei protocolli previsti e se vi sia una correlazione diretta tra l'uso dell'arma elettrica e il decesso del 41enne.

Il taser funziona rilasciando due dardi collegati a fili elettrici che trasmettono una scarica capace di provocare una contrazione muscolare istantanea, che immobilizza temporaneamente il soggetto colpito. Il modello adottato nel nostro Paese è lo X2 della Axon, un'evoluzione del modello X26 che le Nazioni Unite avevano giudicato equiparabile a uno strumento di tortura. I 5.000 dispositivi disponibili nei 200 comuni italiani non sono stati testati.

Amnesty International ha documentato numerosi decessi legati all'utilizzo di questi dispositivi, e ha ribadito più volte che il taser non è un'arma a rischio zero, soprattutto quando utilizzato su soggetti in stato di alterazione o con problemi cardiaci.

Salvate vite? Fermi tutti!

Il governo fa la guerra alle navi ONG che soccorrono i migranti in mare

Uno dei più pesanti provvedimenti mai attuati: due mesi di fermo amministrativo e 10.000 euro di multa. Questo il prezzo che il governo Meloni sta facendo pagare a Mediterranea Saving Humans per aver sbarcato dieci persone nel porto di Trapani, disobbedendo all'ordine assurdo e disumano del Viminale di raggiungere il porto di Genova. I naufraghi erano stati soccorsi a oltre 690 miglia di distanza, traumatizzati dalla detenzione libica, brutalmente picchiati e gettati in mare. La colpa dell'ONG? Aver agito per garantire supporto medico e psicologico il prima possibile, nel rispetto di quella legge del mare che afferma un principio basilare per cui la dignità e la vita umana vengono prima di tutto.

Il Governo criminalizza le operazioni di soccorso bloccando navi pronte a soccorrere, attività necessaria visto il tragico bilancio di naufragi degli ultimi mesi davanti alle coste di Lampedusa; è il caso dell'unità Aurora di Seawatch, colpita da fermo dopo lo sbarco di 75 persone a Pozzallo.

Quali sono i numeri dei provvedimenti? Da febbraio 2023 le imbarcazioni delle ONG sono state oggetto di 29 fermi amministrativi, per un totale di 700 giorni trascorsi in porto invece di salvare vite in mare. Le stesse navi hanno navigato 822 giorni per raggiungere porti assegnati a distanze ingiustificabili, per un totale di 330.000 chilometri.

Queste misure, che inizialmente riguardavano solo le navi SAR (Search and Rescue) delle ONG, sono ora estese anche alle imbarcazioni più piccole, con ruolo di monitoraggio.

Quante vite si sarebbero potute salvare applicando le ragioni della vita e dell'umanità? Continuiamo a chiederci come sia umanamente sostenibile scegliere di lasciar morire persone in mare mentre i trafficanti di esseri umani e le violazioni dei diritti prosperano impunite.

Mentre Mediterranea è ancora bloccata nel porto di Trapani e nonostante gli ormai innumerevoli pronunciamenti di diversi tribunali che hanno giudicato "illegittimi" i fermi, il Ministero dell'Interno continua la guerra contro le persone migranti e le navi del soccorso civile, collaborando con quelle milizie libiche, lautamente finanziate dall'Europa, responsabili di ogni genere di violenza, nonché di sparatorie contro le navi umanitarie, come nel caso della Ocean Viking, costretta a sospendere momentaneamente le operazioni in mare a causa dei danni subiti.

Ma le ONG non hanno intenzione di arrendersi a un sistema criminale che sanziona chi soccorre persone in pericolo di vita. Fermatevi, noi non ci fermeremo. Giulia Pellegrini

Chi educa la Penitenziaria?

Antonio Fullone era il provveditore regionale del Ministero della Giustizia che dispose la perquisizione straordinaria del carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020, quando circa 300 agenti sono entrati nel carcere Francesco Uccella e hanno pestato i detenuti per quattro lunghe ore. Oggi Fullone è sotto processo con diversi di capi di imputazione, anche perché il più alto in grado tra i funzionari coinvolti nel maxi processo in corso a Caserta. Sul suo conto pesa la scelta di aver disposto la perquisizione straordinaria pur non avendone i titoli e le competenze visto che spettava alla direzione del carcere. La notizia è che Antonio Fullone sta per essere nominato dal Governo Meloni nel ruolo di Direttore generale della formazione del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia. Sarà lui a decidere che tipo di formazione dovranno avere gli agenti della Polizia Penitenziaria.

Toscana bocciata sulle residenze fittizie

Sono solo 10 i comuni toscani - censiti dalla Federazione italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora - che garantiscono un indirizzo fittizio alle persone prive di una casa. In questo modo i senza dimora ottengono una residenza anagrafica che permette loro di godere dei diritti civili e sociali, del diritto alla salute e alla cura di sé, etc., a partire dal rilascio della carta di identità. I comuni virtuosi, seppur con molti limiti, sono Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Santa Maria a Monte (PI) e Viareggio. Mancano all'appello, almeno per il censimento FioPSD, gli altri 263 Comuni della nostra Regione. Ci chiediamo cosa aspettino ad offrire un servizio che garantisce diritti e dignità alle persone costrette a vivere in strada.

Occupare non è reato se salvi vite

Un reato, se giustificato dallo stato di necessità, non è reato. È per questo che sono stati assolti 13 attiviste e attivisti - italiani, francesi, inglesi e nord europei - che erano finiti a processo a Torino per aver occupato una casa cantoniera dismessa, utile a salvare le vite dei migranti che attraversano la frontiera franco-italiana a piedi, senza cibo e attrezzature adeguate.

Lo stato di necessità è previsto dall'articolo 54 del Codice penale, secondo cui non si può perseguire chi ha commesso un reato perché "costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo di un danno grave alla persona". Prima dell'occupazione, nella zona erano morti 15 migranti provenienti dalla rotta balcanica per la fame e il freddo o per cadute accidentali nei dirupi.

Pagina 11 del numero 277 Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero