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SALUTE MENTALE

Diritto al benessere

Barbara Cremoncini · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 5

!Diritto al benessere

Sezione: SALUTE MENTALE | Autore: Barbara Cremoncini

Andare dallo psicologo è un lusso. Firma per una legge popolare che istituisca un servizio pubblico gratuito

Una campagna per una proposta di legge che istituisca una rete psicologica nazionale pubblica e gratuita per tutti. Si chiama "Diritto a stare bene" ed è promossa dall'associazione senza scopo di lucro "Pubblica" con l'obiettivo di raccogliere 50mila firme. L'idea parte da una lucida analisi della realtà italiana, fatta di servizi psicologici pubblici carenti o inesistenti, distribuiti a macchia di leopardo, variamente organizzati e comunque poco accessibili. La nostra è una realtà dove la salute mentale non ha ancora trovato cittadinanza, a dispetto dell'aumento esponenziale della domanda e del disagio.

Se stare bene è un diritto, in un momento in cui ad essere sotto attacco è l'intero sistema sanitario pubblico e l'accesso universale alle cure, il benessere psicologico continua ad essere un problema nel problema, finendo per diventare un lusso per pochi, una possibilità negata il più delle volte proprio a chi ne avrebbe più bisogno, ma non può permettersi il costo di una psicoterapia.

Se la tutela della salute è minacciata soprattutto dai tagli al budget della sanità pubblica, quella della salute mentale deve fare i conti anche con una cultura che la considera ancora una sorta di Cenerentola del sistema. Un lusso, appunto. Ma così non è. "Crediamo - scrivono gli estensori della proposta - che il benessere psicologico non sia un lusso né un'opzione. Crediamo invece che sia un diritto umano fondamentale. Senza stare bene non c'è vera libertà, senza ascolto non c'è partecipazione e senza cura non c'è giustizia".

La proposta di legge, in tutto 60 pagine e 35 articoli, nasce dal lavoro, durato più di tre anni, di un Comitato scientifico composto da professionisti ed esperti, con l'obiettivo di riconoscere il diritto al benessere psicologico come diritto fondamentale per tutte e tutti, garantito e tutelato.

Il risultato, come spiegano gli estensori, è una proposta di legge che "non chiede l'impossibile, ma propone una riforma realistica e necessaria: integrare stabilmente la psicologia nel Sistema Sanitario Nazionale e nei servizi pubblici, con strumenti, risorse e visione a lungo termine".

Per costruire una rete capillare, che metta in collegamento i servizi di psicologia pubblici servirebbero, si prevede, oltre 3 miliardi e 380 milioni di euro annui entro il 2026. Un costo elevato, ma ampiamente compensato dalla possibilità di prevenzione di molteplici forme di disagio e di accessi impropri al sistema sanitario.

Il disegno prevede interventi psicologici in tutti i principali ambiti di vita e di lavoro. Tra i servizi previsti, quelli in ambito ospedaliero e sanitario, nelle scuole e nelle università, quelli per l'infanzia e l'adolescenza, per le persone disabili, nei servizi per le emergenze, nel mondo del lavoro, nello sport e nelle carceri. La legge introduce anche due nuove figure professionali: lo psicologo delle cure primarie a livello nazionale, ponte tra medicina territoriale e benessere psicosociale, con funzioni di prevenzione, diagnosi e accompagnamento nei percorsi di salute. Oltre all'operatore per l'emotività, l'affettività e la sessualità per le persone con disabilità. Fra le previsioni, anche il consolidamento dello psicologo di base e il potenziamento del bonus psicologo, finanziato anche con donazioni private deducibili dalle tasse, in modo da dare risposta a tutte le richieste.

Per informarsi e firmare: https://dirittoastarebene.it/

Pagina 5 del numero 277 Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero