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SALUTE MENTALE
Bonus o non bonus?
Maddalena Giannelli · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 5
!Bonus o non bonus?
Sezione: SALUTE MENTALE | Autore: Maddalena Giannelli
Fino al prossimo 14 novembre è possibile presentare la richiesta per il Bonus psicologo 2025, il contributo economico che consente di sostenere parzialmente le spese dei cittadini che intendono accedere a un percorso di psicoterapia. Al Bonus psicologo possono accedere soltanto i cittadini residenti in Italia e con un valore ISEE non superiore ai 50.000 euro, in relazione al quale, se selezionati per l'agevolazione, corrisponderà un contributo tra i 600 e i 1500 euro da spendere nelle proprie sedute di psicoterapia.
Per presentare la richiesta si accede al portale INPS, si seleziona il servizio "Contributo sessioni psicoterapia – domande 2025", e si inseriscono i propri dati personali, compreso il valore del proprio ISEE. L'INPS redigerà successivamente una graduatoria dove sarà registrata la domanda. Se quest'ultima verrà accolta, l'utente riceverà un codice da comunicare al proprio psicoterapeuta, il quale, avendo aderito a sua volta al bonus, potrà ottenere il rimborso dal portale INPS entro trenta giorni.
Un procedimento che sembrerebbe lineare e pratico, finalmente inclusivo e attento ai bisogni dei cittadini che, la maggior parte delle volte, non possono permettersi il lusso della propria salute mentale. Come denunciano, però, gli utenti che hanno presentato la richiesta negli anni passati, il meccanismo burocratico ostacola e rallenta l'ottenimento del servizio. Le attese sono eterne, la graduatoria sembra non scorrere mai, il numero delle richieste è sempre più alto di quanto i finanziamenti possono effettivamente coprire. Nella prima fase del bonus, quella immediatamente successiva alla pandemia, furono registrate 395.604 domande. Tra queste, solo 41.657, sono state accolte, nonostante i 10 milioni di euro stanziati dal Ministero.
Nicoletta Donadio, psicologa e psicoterapeuta fiorentina, che si occupa anche di aiutare i cittadini a compilare la richiesta, racconta di casi in cui alcuni utenti sono stati selezionati addirittura a distanza di quattro anni dalla loro prima registrazione. Un'altra critica diffusa è che il bonus è utile ma solo per accedere a psicoterapie private, fuori dal Servizio sanitario nazionale che invece dovrebbe garantire la gratuità della cura. Visto il costo di mercato di una seduta di psicoterapia, insomma, serve semplicemente ad avere uno sconto.
Il bonus pare una conquista carica di limiti e sottofinanziata, che non funziona fino in fondo. Cosa fare, quindi? Come sempre alla base di una scelta serve spirito critico, valutate la vostra situazione e scegliete cosa fare. Il nostro compito è quello di informare e rendere consapevole chi ancora non sa di potervi accedere. Resta però doveroso sottolineare le incongruenze. Che l'Italia non sia il paese in cui la burocrazia rende più svelti e accessibili i servizi, è ormai noto; ciò non deve però oscurare l'importanza della cura della propria salute mentale, che, ancora oggi, sembra un lusso difficilmente accessibile ai più e non, come dovrebbe invece essere, un diritto garantito dallo Stato ai propri cittadini.
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Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
