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CULTURA

L'arte alla conquista dello spazio

Laura Tabegna · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 9

!L'arte alla conquista dello spazio

Sezione: CULTURA | Autore: Laura Tabegna

Muri, sottopassi, ponti: tante opere raccolte in una mappa

Pareti di cemento, muri di periferia e sottopassi diventano lo spazio ideale dove urlare e moltiplicare, attraverso il colore, quel disagio scomodo che la società non vuole guardare.

L'era della street art inizia con i graffiti, fenomeno sociale contro il sistema, per continuare con espressioni più figurative, che nell'evoluzione e istituzionalizzazione del genere hanno comunque mantenuto sempre fede al proprio imprinting: dribblare censure scendendo in strada.

Omar Rashid è art director fiorentino, già writer e oggi produttore e regista. Nato artisticamente dal mondo dei graffiti, Omar ha mappato nel sito firenzestreetart.com le opere in strada più importanti di Firenze, dall'Sms di Peretola al ponte del Varlungo, fino ai grandi murales commissionati dal Comune di Firenze, quando la street art è stata riconosciuta dalle istituzioni: a Rifredi, via Canova e via Pisana, con ritratti di Mandela, Gramsci e Terzani, mentre Nemo's ha avuto il suo spazio di satira in via Palazzuolo. E ancora, in centro si manifestano spesso incursioni temporanee firmate Blub, Exit/Enter, Clet, Lediesis.

"Il fenomeno originale – racconta Rashid – è più sociale che artistico e parte dal basso, con questo intento: non ho uno spazio per comunicare e me lo prendo. I graffiti sono scritte con lo spray, con cui si ripete il proprio nome, in luoghi non autorizzati, quante più volte possibile, per affermare con forza e ribellione di non essere solo un numero. Poi è arrivata anche la street art figurativa, più accettata e meno percepita come vandalismo. Non conta la tecnica usata, ma la costante dell'incursione nello spazio pubblico".

Tra gli street artist più importanti, Omar ricorda Ninjaz, writer armato di spray, capace di interpretare spazi enormi, e Bue2530, creatore di animali fantastici dai colori vividi, frutto di grottesche fusioni. Tra i big della strada anche Clet, che pur non arrivando dal mondo di frontiera dei graffiti, sfida la legalità e interviene sui segnali stradali e non solo.

"Negli anni '90, prima della globalizzazione di internet – continua Rashid – ogni città aveva uno stile particolare di street art. Firenze sentiva le influenze newyorkesi, portate dagli studenti americani, mentre Bologna esprimeva quelle nordeuropee di un writer di origini scandinave. Adesso, con la contaminazione del web, si è tutto omologato. In ogni caso, il punto fondamentale rimane sempre lo stesso: non ho uno spazio e me lo prendo".

Pagina 9 del numero 277 Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero