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UMANITÀ

Strategie di controllo

Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 8

!Strategie di controllo

Sezione: UMANITÀ | Autore: Francesco Martinelli

La marginalizzazione sociale come strumento di repressione, ovvero calpestare diritti civili e umani in nome della sicurezza

Da qualche tempo a Firenze le destre si riuniscono per discutere temi a noi tutti cari, come la nostra sicurezza e la nostra incolumità. Poi, però, associazioni vicine a questa ala politica devastano locali di aggregazione studentesca scrivendo "spazio ai fasci" (vedi quanto accaduto alla Polveriera, in via Santa Reparata, accanto alla mensa universitaria di Firenze). Parlano di politiche per le rotte migratorie come se avessero mai elaborato qualcosa di serio in questo senso.

E il DDL Sicurezza? Quello che la Cassazione ha dichiarato non "bypassabile in Parlamento", parlando addirittura di un "abuso della decretazione di urgenza"? Decreto che è stato poi difeso dal ministro della giustizia e compagnia fino allo sfinimento, nonostante non avessero letto una pagina di ciò che aveva scritto la Corte a proposito (come si evince dalla seduta parlamentare ripresa in diretta). In una di queste norme contenute nel DDL si chiede addirittura a strutture pubbliche di collaborare con i servizi segreti. Recentemente è emerso che ci sono stati infiltrati della polizia all'interno di gruppi politici (come Potere al popolo). In questo mondo paritario si salta sempre qualcuno, i numeri dispari, i cosiddetti ultimi, che non vengono considerati, così da essere a posto con i conti (e le contesse), ma lasciando sempre escluse quelle persone che non hanno titoli o documenti per pararsi il culo.

Caro uomo, cara donna, che hai votato a destra o che usi parole vecchie di cento anni fa per giustificare le tue azioni; o te, che scarichi la rabbia per la tua condizione di vita rivolgendola contro il morto di fame che hai davanti, dimmi: quando avrai deportato tutto ciò che disturba la tua sicurezza cosa farai? Davvero ti sentirai al riparo dalla tua coscienza?

Costruisci robot, caro visionario miliardario, ma temi gli umani e ci sei in competizione. Intanto tu, che sei credente e conservatore e credi nell'anima, che dogma proponi per cena? Sei fedele solo alla difesa del tuo esistere? E coloro che hanno il potere di accumulare e ingozzarsi alla faccia di tutti gli altri? Una vecchiaia sprecata nella cupidigia di chi non crede in niente, super milionari che dal bene comune non hanno ormai nulla da guadagnare – né, nel loro distacco dalla realtà, da perdere. Io mi auguro di ballare su quelle tombe piene di tesori, sotto un bene più prezioso chiamato "pioggia". Perché è ormai un secolo, o più, che si grida all'allarme idrico. Non acqua per ripulire le scorie nucleari, ma acqua da bere. A Gaza, che Israele sta occupando, si soffre per questo: non solo manca il mangiare, ma anche l'acqua potabile. E così via nel mondo.

Eppure, voglio ancora credere in una umanità non succube del dio denaro, seguendo le orme di gente gretta, che tiene solo al potere, ma invece riunita in una comunità, un insieme di persone. Etimologicamente "insieme" vuol dire "oggetto di una visione o considerazione complessiva": "insumul" significa in latino "riuniti in un unico luogo"; mentre "umano", come saprete, è il genere umano. Per menarla ancora col latino (se avete letto sin qui, siete certo persone pazienti) c'è stato un grande poeta, Terenzio, che in una sua commedia scrisse: "Sono un essere umano, niente di ciò ch'è umano mi è estraneo". Se ci si sente minimamente di appartenere al genere umano bisognerebbe volgere lo sguardo non ai propri beni, ma a questo gruppo di esseri viventi, simili a noi, E come noi gettati su questo mondo. O allontanarsene senza rompere troppo le scatole. Amen.

Pagina 8 del numero 277 Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero