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Archivio › Fuori Binario n. 288 · Ottobre 2026 › pagina 2

ATTUALITÀ

Chi semina cemento raccoglie conflitto

Controllo popolare a Livorno a difesa degli orti

Lorenzo Guadagnucci · Fuori Binario n. 288, Ottobre 2026, pagina 2

Per molti è un "rifugio climatico" da tutelare nella sua integrità, per altri un'area da "valorizzare" sacrificando una porzione di suolo. Siamo a Livorno, in via Goito, nell'area detta degli "orti urbani": sei ettari di terreni miracolosamente sfuggiti alla cementificazione per una lunga catena di fallimenti. Il bosco urbano, che è ricco di acqua e anche sede di un centinaio di orti avviati da frequentatori dell'area, sta per diventare un "ecoquartiere", con la costruzione di quattro palazzine di quattro piani in bioedilizia - più le strade di accesso e i necessari parcheggi - da parte di Stefano Frangerini, costruttore livornese che ha rilevato i terreni a un'asta fallimentare per 1,2 milioni di euro.

C'è un problema, però, ossia la lotta popolare avviata da un rete di associazioni e singoli cittadini che rivendica la tutela integrale del "rifugio", un'area privata sotto il profilo formale ma ormai "socializzata" dall'uso. Il Comitato Orti urbani chiede al Comune di fare propri i terreni, proponendo a Frangerini di costruire il suo "ecoquartiere" in un'altra parte della città, su terreni già sfruttati: questo sì, dicono gli attivisti, sarebbe un piano ecologico di rigenerazione, tutto il resto è greenwashing.

La parola d'ordine è dunque: consumo di suolo zero. Un motto che risuona da tempo nei palazzi della politica, ma che fatica a tradursi in atti concreti, nonostante le direttive europee di protezione dell'ambiente e nonostante i recenti proclami della Regione Toscana con il suo "Documento sulla difesa del suolo 2026".

A Livorno la tensione è alta. Il 5 settembre tremila persone hanno marciato in corteo dagli Orti urbani al Comune, ma il sindaco Luca Salvetti ha ribadito il no alla proposta di permuta, avendo sposato il progetto "ecologico" dell'imprenditore, che prevede l'80% dei terreni destinato a parco urbano pubblico. Qualche settimana dopo Salvetti ha però accettato un confronto con il Comitato e con lo stesso Frangerini, al termine del quale ha proposto "un'ulteriore concentrazione dei cantieri e dell'indice edificato a terra", chiedendo poi all'imprenditore di dirottare in altre aree (degradate) della città i previsti interventi di modifica del parco. Il Comitato resta fermo sulle sue posizioni, e la prospettiva della prova di forza, con lo sgombero del presidio e l'arrivo delle ruspe, resta incombente. In via Goito c'è un cartello che dice: "Chi semina cemento, raccoglie conflitto". Potrebbe diventare il motto del nostro futuro.

Pagina 2 del numero 288 Uscito sul numero 288 (Ottobre 2026), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero