Archivio › Fuori Binario n. 286 · Estate 2026 › pagina 5
ATTUALITÀ
Squadrismo a San Frediano
Aggressione transfobica da parte di un commesso della Conad. La risposta è solidarietà, presenza e boicottaggio.
Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 5
Firenze, San Frediano, metà giugno. Un quartiere storico, le strade strette, il caldo che comincia a farsi pesante. Un supermercato come tanti, una Conad City in via Santa Monaca. Un luogo ordinario che, all'improvviso, si trasforma nel teatro di una violenza lucida, metodica, squadrista. Ma andiamo con ordine.
Tutto comincia con un pretesto banale. Una ragazza fa la spesa. Alla cassa, il delirio: un commesso la aggredisce, urla, la accusa di aver rubato. Lei nega, chiede solo di essere lasciata in pace, ma viene inseguita fin fuori dal negozio. Una scenata? No. L'inizio di un copione già scritto.
Passa una settimana. Le voci corrono nel quartiere. Un'altra persona deve fare la spesa nello stesso posto ma, temendo il peggio, si fa accompagnare da due amicizie. Paura fondata? Purtroppo sì. Appena mette piede nel negozio, lo stesso commesso esce e si piazza fuori ad aspettarla. È una trappola psicologica. Quando le amicizie della persona lo affrontano chiedendo spiegazioni, scatta qualcosa. Il commesso invade lo spazio vitale, insulta, accusa di furto. Ma il furto non c'entra niente; le amicizie non sono nemmeno entrate. È solo l'innesco. Poi, la frase che toglie ogni dubbio, sputata in faccia a una delle persone presenti: "Non mi importa se avete rubato, io voglio ucciderti, travestito di merda."
Ecco il fatto. La maschera cade. Non è difesa del negozio, è caccia all'uomo, o meglio, caccia a chi non rientra nei loro canoni. Un pretesto per colpire donne, trans e frocie. Un ribaltamento totale: il carnefice che si fa vittima, una specialità del fascismo più puro.
La situazione precipita. Un passante si unisce al linciaggio, colpisce una persona con un pugno in faccia: "Tu sei un travestito, mi fai schifo". Arriva un secondo commesso. Diventa un tre contro uno. Una persona viene presa per il collo, minacciata di morte. Le vittime riescono a fuggire, ma il commesso lancia l'ultimo agghiacciante invito per la sera: un appuntamento per "ucciderlx senza perdere il lavoro".
Ma la sera, la risposta non è il silenzio. Anni di lotte transfemministe hanno insegnato una cosa: la solidarietà è un'arma collettiva. All'appuntamento si presentano in tantx. Nessuna vendetta, solo presenza. I commessi si fanno trovare pronti, ma con tirapugni e coltello. Alla vista della folla scappano, tentano una sortita armata in un vicolo, poi chiamano i rinforzi. Spunta un terzo commesso in divisa che aggredisce una ragazza intenzionata a filmare e colpisce chi si mette in mezzo, urlando: "Sei morto, nessuno tocca mio fratello". Già, come se a quel "fratello" trentenne fosse stato fatto qualcosa, oltre a ricordargli che fare i bulli a quell'età è solo patetico.
La gente di San Frediano osserva, interviene, offre supporto e testimonianza. Perché la matrice è evidente: omofobia, transfobia, patriarcato.
Mentre le istituzioni puntano il dito sulle marginalità, il vero pericolo indossa la divisa aziendale. Sono i fascistelli machisti e bianchi che, forti del proprio status e legittimati dal clima politico attuale, pensano di poter disporre dei corpi altrui. E se la direzione di quella Conad tollera questo, ne è complice. Nonostante uno di questi "fratelli" sembra sia stato trasferito e forse verrà licenziato, invitiamo al boicottaggio in qualsiasi luogo e istante si presenti una situazione analoga. Colpirli nel portafoglio e nella reputazione. Scrivere reclami, fare pressione. I video ci sono, i volti sono noti.
Perché se toccano unx, toccano tuttx. E questa storia, statene certx, non finisce qui.
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Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
