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Archivio › Fuori Binario n. 286 · Estate 2026 › pagina 7

PALESTINA

Se non ora, quando?

Crimini di guerra, abusi e torture su detenuti, violenze dei coloni: è tempo di dire BASTA all'impunità di Israele.

Fabio Sciola · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 7

Sul New York Times dell'11 maggio è apparso un lungo articolo inchiesta di Nicholas Kristof sui brutali abusi sessuali commessi dai militari, dalle guardie carcerarie israeliane, dai coloni e anche durante gli interrogatori dei palestinesi. Soprattutto per i contenuti, ma anche per l'autorevolezza della testata e di Kristof, due volte premio Pulitzer, l'articolo ha fatto rumore, diciamo così, e ha sollevato proteste di antisemitismo e la minaccia del primo ministro Netanyahu di querelare il giornale. La solita mancanza di argomenti di chi guarda al dito e si straccia le vesti per trascurare volutamente la luna di una serie di violazione di diritti umani e crimini di guerra; Kristof arriva dopo i fatti documentati, tra gli altri, dalla Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese (https://bit.ly/4o8kG8D) e anche dopo le accuse di genocidio della Commissione d'inchiesta internazionale dell'ONU presieduta dall'ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, magistrata sudafricana, oggi membro della Corte penale internazionale (il rapporto, in inglese, si trova facilmente scrivendo su Google "Legal analysis of the conduct of Israel in Gaza"). Si può proseguire ricordando che l'11-9-2025 anche il Parlamento Europeo (risoluzione RC10-0372/2025) ha dato un segnale forte chiedendo lo stop all'invio di armi, il riconoscimento delle violazioni dei diritti umani a Gaza, la sospensione degli accordi con Israele, il sostegno alla soluzione a due stati e la condanna delle politiche israeliane.

Ancora: Human Rights Watch, organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani con sede a New York, nel suo rapporto annuale 2026 parla di pulizia etnica.

È quindi solo la punta dell'iceberg un ministro in carica che umilia un detenuto palestinese anziano e mette il video su Facebook, che gioisce di fronte a persone fatte inginocchiare con la forza dicendo "benvenuti in Israele" e che esulta dopo aver contribuito ad approvare una legge sulla pena di morte che si applica ai soli crimini definiti di terrorismo commessi dai palestinesi.

Qualcuno ricorda di Manzoni il "cui fu prodezza il numero, cui fu ragion l'offesa, e dritto il sangue, e gloria il non aver pietà"?

Dire queste cose non significa fare antisemitismo ma segnalare che anche stavolta ci sono segni evidenti di un mix di fanatismo religioso, malvagità e poca lungimiranza (per non dire imbecillità) che produce le derive aberranti a cui stiamo assistendo e che nella storia si sono verificate anche sotto lo scudo di altre confessioni religiose (basti ricordare quel che avvenne a Srebrenica nel 1995 e l'elenco sarebbe troppo lungo). Parliamo di avvenimenti purtroppo incontestabili e infamanti per chi li commette e per chi omette di fare qualcosa perché possano interrompersi.

L'indignazione moltiplica le mie forze, scriveva Ibsen, e quel che possiamo e dobbiamo fare sempre e solo di NON violento è tenere alta l'attenzione e denunciare i crimini orrendi che sempre di più superano tutti i limiti e di ogni specie.

Pagina 7 del numero 286 Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero