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Archivio › Fuori Binario n. 286 · Estate 2026 › pagina 6

SOLIDARIETÀ

Le Rose, maneggiare con cura

Edificio inagibile: l'Asl sposta la storica cooperativa sociale di Tavarnuzze, ma la cittadinanza rivendica il bene comune.

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 6

Trent'anni di attività con persone disabili e integrazione con il territorio spazzati via dal trasferimento in un'altra sede. La cooperativa sociale Le Rose di Tavarnuzze, che in questi anni ha costruito percorsi di inclusione in un continuo scambio tra i laboratori organizzati per le persone disabili e la comunità circostante, a settembre dovrà trasferirsi a San Casciano. Pena la revoca immediata del servizio da parte della Società della Salute e quindi la dispersione degli utenti fragili in altre strutture e la perdita del posto di lavoro per tutti gli operatori.

"La crisi è iniziata ormai 5 anni fa – si legge in una nota stampa -, quando la proprietà dell'immobile, ovvero l'Azienda sanitaria locale (ASL), ha dichiarato inagibile la sede di via Quintole per le Rose. Da quel momento, è iniziato un confronto con le istituzioni che, tuttavia, non ha mai portato a proposte concrete per risolvere il problema della struttura, se non la richiesta di spostarsi altrove, rinunciando a 30 anni di storia e investimenti sul territorio. Per evitare di esporre gli utenti e le loro famiglie a una gravosa precarietà e alle pressioni delle istituzioni, la Cooperativa ha dovuto accettare lo spostamento a Casalta (San Casciano)".

Ma la sede di Tavarnuzze non è soltanto un centro diurno, è uno spazio di inclusione e di educazione, aperto a tutta la cittadinanza, che infatti ora ne rivendica l'uso come Bene Comune. Per questo, accanto alla cooperativa sociale è nata l'associazione Le Rose, con l'obiettivo di "continuare a presidiare, abitare e custodire questo luogo storico con l'aiuto di tutta la cittadinanza. Già cinque anni fa le istituzioni avevano promesso l'avvio di un tavolo di co-progettazione sugli spazi di via Quintole, che non ha mai preso avvio: la ASL infatti non ha firmato il protocollo d'intesa, nonostante questo fosse già stato sottoscritto da tutti i comuni e dalla Cooperativa. Negli anni la Cooperativa ha fatto proposte di ristrutturazione e collaborazione, che non hanno però trovato un riscontro concreto. Gli ultimi confronti con la proprietà hanno messo in luce che al momento non ci sono progetti per l'area: l'allontanamento della Cooperativa rischierebbe di portare il luogo all'abbandono oppure in futuro alla vendita, sottraendolo così alla cittadinanza e alla comunità che da anni lo anima. La nuova associazione nasce per impedire che questo accada". Alle istituzioni si chiede inoltre una transizione graduale verso la nuova sede, così da permettere agli utenti di abituarsi gradualmente al nuovo spazio.

Info e adesioni su www.cooperativasocialelerose.it

Pagina 6 del numero 286 Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero