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Archivio › Fuori Binario n. 286 · Estate 2026 › pagina 6

SOLIDARIETÀ

La tenacia di 'Avvocato di strada'

L'associazione offre assistenza legale gratuita alle persone che vivono in strada e a chiunque non abbia residenza.

Barbara Cremoncini · Fuori Binario n. 286, Estate 2026, pagina 6

Anche fra gli ultimi ci sono gerarchie sottili ma palpabili, chi ha un documento, un foglio che ne attesti l'esistenza è un po' più visibile di chi, invece, non ce l'ha. Una linea divide chi ha una casa, un lavoro, un tetto o anche solo una residenza, sia pure fittizia, da chi non può avere niente di tutto questo. Perché, per averlo, dovrebbe dimostrare di esistere. E per dimostrarlo dovrebbe avere tutte queste cose, o almeno alcune di queste, che non può avere perché non esiste.

Una spirale perversa, da cui è difficile uscire. Un meccanismo che ben conoscono all'associazione "Avvocato di strada" dove, una volta a settimana, nell'ufficio di via Liguria, ospite della comunità delle Piagge, si cerca di venire a capo dei tanti problemi che affliggono i senza dimora. Nata a Firenze nel 2013 - a livello nazionale parte da Bologna nel 2000 e conta oggi oltre 60 sportelli, di cui 4 toscani - Avvocato di strada ha nel proprio statuto l'assistenza legale, gratuita, alle persone senza fissa dimora e alle vittime di tratta.

Spiega l'avvocato Silvio Toccafondi, coordinatore della sede fiorentina, che "La residenza è strategica, non averla significa essere escluso da tutto: dalla sanità al voto, dal lavoro ai bandi per gli alloggi, dall'Inps ai servizi sociali. È su questo che si concentra il grosso della nostra attività, cercando di volta in volta di trovare un appiglio, qualunque cosa, persino multe prese sul bus, per dimostrare che una persona, pur non avendo casa, è legata stabilmente ad un territorio".

I Comuni, preposti alla gestione dell'anagrafe (che è competenza dello Stato) si comportano spesso in modo difforme. Quasi sempre, però, fanno resistenza. Nell'area fiorentina, il capoluogo è l'osso più duro. Perché di fronte all'aumento innegabile della pressione, si alzano barricate senza apparente giustificazione. A Firenze ad esempio c'è un regolamento che rende tortuoso l'iter e lo allunga, affidando istruttorie, che i legali considerano illegittime, ai servizi sociali. "Viene da pensare che il Comune di Firenze cerchi di evitare un costo: ma non ha molto senso visto che, ad esempio, chi non può avere un medico di base, finirà prima o poi in ospedale, contribuendo a intasare pronto soccorso sovraffollati e costando senz'altro molto di più, in cure e degenze".

Resta la strada dell'iscrizione con l'articolo 700 del codice civile, previsto per tutelare in via d'urgenza un diritto. "L'abbiamo fatto qualche anno fa per una coppia che aveva perso il lavoro, con una bambina piccola e la madre malata. Stavano in una casa occupata dove, però, una norma del governo Renzi del 2014 vietava loro di prendere la residenza. Dopo un primo provvedimento a nostro favore, poi ribaltato da una sentenza del tribunale favorevole al Comune, grazie ad una sentenza, di segno opposto, in appello, la famiglia ha potuto prendere la residenza e accedere a una casa popolare. Una vittoria - commenta Toccafondi - Ma ci sono voluti sei anni, troppi". Non è una prassi generalizzabile, così gli avvocati di strada devono continuamente inventarsi qualcosa, cercare soluzioni "creative".

Allo sportello di via Liguria si alternano in quattro, tutti volontari, coadiuvati da un segretario condiviso con gli uffici della comunità. Dietro ogni caso c'è tantissimo lavoro e le richieste sono in aumento.

Nel 2025 gli accessi allo sportello sono stati circa 300, una media di 20-30 persone al mese. Significativa anche la composizione degli utenti. Fino a una decina di anni fa per la maggior parte era composta da stranieri, soprattutto non europei. "Oggi una buona metà sono italiani, in genere fra i 40 e i 60 anni, più spesso uomini. La povertà aumenta e anche le situazioni di fragilità: persone che magari perdono il lavoro o divorziano, si trovano per strada, non riescono più a ripartire".

Poi ci sono gli immigrati. Lo sportello non tratta i problemi specifici del diritto dell'immigrazione, per questo rimanda a colleghi più specializzati che operano in altre associazioni di volontariato. Per statuto si occupa però anche delle vittime di tratta. "In questo periodo stanno arrivando persone da paesi come Pakistan o Bangladesh che si rivolgono a noi perché, dopo aver pagato un'organizzazione che garantiva loro il viaggio e un lavoro, una volta in Italia non hanno trovato nulla. Sono stati truffati e, in alcuni casi, esposti ai ricatti di chi sfrutta manodopera al nero e sotto costo. Niente di molto diverso, purtroppo, dal commercio di uomini scoperto con il tragico rogo dei giorni scorsi in Calabria".

Lo sportello di Avvocato di Strada, via Liguria 3, è aperto ogni giovedì dalle 17.30 alle 19. avvocatodistrada.it/sedi-locali/firenze/

Pagina 6 del numero 286 Uscito sul numero 286 (Estate 2026), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero