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LAVORO
Ricatto Ex GKN sullo stabilimento
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 285, Giugno 2026, pagina 7
!Pagina 7 del numero 285
Rubrica: LAVORO | Autore: Valentina Baronti
Il collettivo rilancia l'azionariato popolare aperto fino al 30 giugno: saremo tempesta
Il ricatto sullo stabilimento ex Gkn si è reso palese all'inizio di maggio. Due le notizie fatte uscire sui giornali a un giorno di distanza l'una dall'altra. La prima, in sostanza, diceva: se liberate lo stabilimento vi pagheremo tutto il dovuto. La seconda annunciava la volontà di demolire l'immobile, ormai non recuperabile dopo anni di abbandono.
"Il sipario cala sulla commedia – ha scritto il Collettivo di Fabbrica sui social -. Ed è difficile pensare che non siano e non fossero tutti al corrente sin dall'inizio: dai colloqui al Ministero del 2024 fino ai ritardi del Consorzio".
Del resto, il Collettivo lo dice fin dall'inizio che in tutta questa vicenda si è continuamente invertita la causa con l'effetto. Si specula perché la Gkn ha chiuso o è l'inverso? Se fosse vero il contrario, allora si spiegherebbe perché il Consorzio non è mai decollato e in un anno non è nemmeno riuscito a portare al tavolo i proprietari dell'immobile, così come si spiegherebbe perché i progetti di reindustrializzazione presentati dagli operai non siano mai stati presi in considerazione.
E poi c'è il ricatto sul pagamento delle spettanze e neanche questo sta in piedi. "Le retribuzioni sono dovute a prescindere – scrive ancora il Collettivo - il diritto è stato riconosciuto da centinaia sentenze del tribunale e della corte d'appello di Firenze, sentenze che non vengono tuttavia eseguite". L'immobile semmai deve servire a garanzia di queste spettanze, perché invece si chiede di liberarlo per poi demolirlo? Dopo cinque anni da quel messaggio che annunciava il licenziamento di 500 lavoratori, l'unico sostegno vero che il Collettivo di Fabbrica ha ricevuto è arrivato dalla lotta, da quella comunità solidale sempre più larga che ha difeso il lavoro, la fabbrica, i diritti e la prospettiva di un pezzetto di economia giusta da costruire.
Mentre il mondo scivola sempre più velocemente verso la guerra e il disastro climatico, avere una piccola cooperativa che, invece di piegarsi al riarmo, rilancia la riconversione ecologica, sarebbe una di quelle gocce destinate a farsi tempesta.
Quel sogno di una fabbrica socialmente integrata è ancora possibile. L'azionariato popolare ha sfiorato quota un milione di euro raccolti e rimarrà aperto fino al 30 giugno (info su insorgiamo.org). Ognuno faccia la sua parte e poi ci ritroveremo l'11 e 12 luglio, per l'anniversario dell'inizio della lotta Gkn, per decidere insieme come mettere in mare la barca della cooperativa Gff, come una flotilla nell'economia.
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Uscito sul numero 285 (Giugno 2026), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
