Archivio › Fuori Binario n. 285 · Giugno 2026 › pagina 6
DIRITTO ALL'ABITARE
La dignità del cemento
Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 285, Giugno 2026, pagina 6
"Siamo sotto al ponte all'Indiano, un luogo dove purtroppo si è creato un insediamento abusivo che non era più accettabile. [...] Sono iniziate le operazioni di liberazione degli insediamenti abusivi e partiranno tutte le operazioni di abbattimento. Questa era un'operazione necessaria, non poteva essere accettabile avere una situazione come questa. [...] Ci tengo a ringraziare [...] tutti gli operatori che hanno lavorato e che stanno lavorando per restituire a quest'area una dignità...". Così parlò Sara Funaro in un reel su instagram giovedì 21 maggio.
Possiamo davvero dare "dignità" a un pezzo di cemento mentre la togliamo a degli esseri umani, peraltro senza nemmeno citarli? Oggi ragioniamo di come le parole possano essere usate per celare la realtà alla ricerca del consenso. La parola dignità ha un'origine latina densa di significato, legata all'idea di "valore" e "merito". La radice è quella indoeuropea che esprime l'idea di "prendere, ricevere, accettare". Da questa stessa radice derivano anche parole come decere: "convenire" o "stare bene" (da cui decoro). Docere: "insegnare" (nel senso di far accettare un sapere).
Dire che qualcuno ha dignità significa letteralmente che quella persona "vale", che è "adeguata" alla statura umana e che merita, per il solo fatto di esistere, una forma di riguardo e onore. È applicando questo concetto ad una proprietà che si arriva alle dichiarazioni della sindaca sopra citate. Sotto il ponte vivevano persone povere, ma a quanto pare prive sia di identità che di dignità. Questo giornale non può far finta di niente su questo. L'omissione sistematica delle persone e la confusione nei discorsi tra oggetto e soggetto pare ormai un tratto ricorrente. Come quando si nomina la proprietà comunale per poi ringraziare immediatamente le proprietà private in un triste reel che abbiamo sorbito come una medicina scaduta. È la differenza tra una politica che guarda ai soggetti e una che guarda solo agli oggetti. Ora per dare dignità ad un area bisogna sloggiare qualcuno e spostarlo… dove? Il PD (che non è l'acronimo di una bestemmia… ma pare sia un partito politico di sinistra) si impegna ad eliminare chiunque intralci il bello e proficuo. La disumanizzazione della persona ha un sapore di regime novecentesco, con l'aggravante che oggi ci riconduce a Gaza dove le ruspe anticipano la decorosissima "Riviera del Medioriente" immaginata da Donald Trump per le vacanze dei ricchi del mondo.
È così che il viadotto all'Indiano acquista improvvisamente una sua dignità (nonostante qualsiasi fiorentino lo definisca un troiaio). Ma se la "dignità" smette di essere un diritto intrinseco della persona e diventa una caratteristica estetica o funzionale di un luogo, allora forse siamo pronti per una "supercazzola". Insediamento abusivo non accettabile (come quelli che il comune promuove in centro come AirBnB e studentati di lusso?) e ringraziamenti vari tra cui ovviamente ai proprietari terrieri che fanno un po' ridere citati così. Le persone che alloggiavano sotto il ponte non vengono né menzionate né prese in considerazione, mentre il viadotto diventa una presenza fisica degna di tutto l'ottimismo della propaganda e la polizia/pulizia il rimedio per liberare. Pulire, liberare, deportare chissà dove… quanto mi sa di Novecento!
Nella comunicazione social immaginata per pascere il popolo (che si differenzia dai comunicati stampa, o dagli atti ufficiali) si ringraziano en passant anche i servizi sociali, senza specificare cosa abbiano effettivamente garantito nel contesto. Resta così una dichiarazione appesa, come servisse a dare una semplice copertura etica all'operazione e dire: abbiamo agito secondo le regole. Se però mancano i dettagli sulle soluzioni abitative alternative o sul percorso di assistenza, quel ringraziamento rischia di restare un guscio vuoto. Se a destra il linguaggio è spesso più muscolare e diretto (rivendicando l'ordine), qui si tende a usare un linguaggio asettico. Questo, personalmente, risulta ancora più straniante perché evita il conflitto semantico, nascondendo la durezza della realtà dietro concetti come appunto la dignità. Dignità che gli esseri umani in carne ed ossa cercano di conquistare giorno per giorno, nonostante il livello generale sia questo. Chiudiamo quindi con una domanda diretta alla sindaca. Cos'è che è inaccettabile esattamente? Le baracche come segno di degrado urbano, o le condizioni di vita che le rendono necessarie?
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- senza dimora
- diritto all'abitare
Uscito sul numero 285 (Giugno 2026), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
