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SALUTE MENTALE
Osservatorio TSO
Mariella Marzuoli · Fuori Binario n. 284, Maggio 2026, pagina 11
!Pagina 11 del numero 284
Rubrica: SALUTE MENTALE | Autore: Mariella Marzuoli
Potrebbe nascere a Firenze, dove ci sono fino a 300 trattamenti all'anno.
> Stan lì con le mani inchiodate nel grembo a guardare fissi la terra. (Alda Merini)
Di che cosa stiamo parlando? Di Accertamenti Sanitari Obbligatori (ASO) e, soprattutto, di Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO). La Corte Costituzionale, con la sentenza 76 del 2025, configura il TSO come "una significativa compressione del diritto di difesa e al contraddittorio", dichiarando parzialmente illegittimo l'articolo 35 L. 833/1978. La sentenza dà una risposta definitiva all'impugnazione del decreto di convalida del provvedimento da parte di una paziente sottoposta al trattamento sanitario obbligatorio, senza averne ricevuta preventiva comunicazione. La sentenza riconosce infatti che la condizione di alterazione di una persona non può essere il presupposto per privarla di diritti sanciti dalla Costituzione, come la libertà personale, il diritto alla difesa e il diritto di agire. Purtroppo i dati a livello nazionale registrano un aumento notevole di trattamenti coercitivi come il TSO in risposta alla crescita del disagio psichico.
Secondo l'Istat, quasi la metà degli italiani soffrirebbe di una qualche forma di disagio psichico, soprattutto ansia e depressione, e solo il 57,9% delle persone con disturbi mentali riceve un trattamento adeguato, mentre il SSN riserva alla salute mentale solo il 2,5% del totale delle già magre risorse a disposizione dei servizi assistenziali erogati. Intraprendere un percorso di cura può essere in molti casi insostenibile per le persone.
Il Bonus Psicologo è una risposta insufficiente che, fra l'altro, rinuncia a un approccio strutturato e continuativo di presa in carico dei pazienti. Anche nell'ambito del Comune di Firenze, dal periodo del Covid, gli ASO sono quadruplicati e i TSO si sono attestati intorno ai non pochi 250/300 casi annui. Si parla di persone e famiglie in grave difficoltà, spesso senza mezzi per prevenire crisi e disagio.
È una questione che riguarda non soltanto il livello nazionale, ma anche quello locale, non solo perché il Comune è l'istituzione più prossima ai cittadini, ma anche perché il sindaco ha un ruolo determinante nell'iter di autorizzazione di tali provvedimenti. Ma a Firenze qualcosa si sta muovendo.
Il 30 marzo scorso il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la mozione su TSO, ASO e coordinamento istituzionale presentata da Sinistra Progetto Comune, con l'obiettivo primario di istituire un osservatorio comunale su questo tipo di trattamenti.
La mozione, fatta propria dalla commissione Politiche sociali e Salute, è stata ampliata prevedendo un sistema organizzato di coordinamento che vada oltre quello già in atto con AUSL Toscana Centro, Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, Tribunale di Firenze e la Polizia Municipale, arrivando a "istituire un tavolo permanente aperto anche a soggetti finora non coinvolti - dichiara il consigliere di Spc Dmitrij Palagi - a valutare la creazione di un Osservatorio permanente; e a rafforzare la formazione continua del personale".
Prima dell'approvazione di questo atto, il Comune di Firenze aveva aderito alla campagna "Diritto a stare bene", proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo ufficiale "Istituzione della Rete Nazionale dei Servizi Pubblici per il Benessere Psicologico", che prevede la creazione di una Rete Psicologica Nazionale integrata - nazionale, regionale, locale - e di una serie di servizi sul territorio come per esempio lo psicologo di base. La mozione approvata a Firenze è un atto importante dal punto di vista politico, perché è in direzione contraria rispetto alla crescente cultura del controllo, della marginalizzazione e della repressione delle persone che soffrono di qualche fragilità, sia essa economica che di disagio psichico, stati che spesso si alimentano a vicenda, come evidenzia il rapporto Caritas 2025 che rileva come sia peggiorata la situazione per i più deboli, poveri, migranti e giovani generazioni.
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