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Archivio › Fuori Binario n. 284 · Maggio 2026 › pagina 11

SALUTE MENTALE

Pazzi da morire

Guido Leoni · Fuori Binario n. 284, Maggio 2026, pagina 11

!Pagina 11 del numero 284

Rubrica: SALUTE MENTALE | Autore: Guido Leoni

Il Collettivo antipsichiatrico Artaud denuncia i soprusi sui pazienti e le morti sospette.

Il mese scorso ho parlato con Anna e Diego del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud, un collettivo di Pisa che sulla scia di altri movimenti si occupa di abusi in psichiatria promuovendo incontri, sostenendo lotte, partecipando alle cause in tribunale, e tenendo un telefono sempre acceso, giorno e notte, per offrire ascolto a chi ne ha bisogno.

È appena uscito il loro ultimo libro "Pazzi da morire", edito da Sensibili alle foglie. Dopo averlo letto ho provato dolore e disgusto. Si tratta di un documento quanto mai faticoso da leggere, ma necessario.

Il testo sopracitato riporta 106 casi di pazienti psichiatrici deceduti nell'ambito della cura, spesso a causa della somministrazione di alte dosi di neurolettici e benzodiazepine. All'interno, dopo un'approfondita introduzione, ci sono sei capitoli che rappresentano le diverse casistiche in cui si verificano i decessi, e, come dicono gli stessi autori, la morte appare uno degli esiti possibili della cura, più che una tragedia evitabile. I familiari, dopo inutili tentativi di giustizia, nella maggior parte dei casi restano privi anche solo di una verità processuale.

Da pochi giorni la nostra Regione finalmente si è attivata almeno per monitorare le pratiche di contenzione nei reparti, con una delibera in linea con il piano nazionale, che prevede il superamento progressivo di questo dispositivo incostituzionale.

Il pitosforo è una pianta usata generalmente come siepe. È molto amata dai progettisti di verde urbano perché tollera ambienti assai inospitali, come i lungomare, dove c'è un alto tasso di salinità, e addirittura i piazzali dei benzinai, dove pochissimo altro resisterebbe. In questi luoghi di rado è al suo splendore, ma altrettanto difficilmente muore.

L'essere umano è complesso, se non complessato. Delicato. Sulla nostra pelle cerchiamo di mettere creme, oli, saponi adatti a questa delicatezza. Mi vengono in mente le parole di un educatore di un centro diurno che frequentavo... diceva che è fondamentale rispettare i tempi, le sensibilità, i limiti di determinati utenti, che questo è più importante a volte di una possibile realizzazione.

Qualcuno di noi può essere paragonato a una solida quercia o ad un ulivo che ricaccia sempre, tra i pazienti più spesso troveremo delle salvie timorose dell'ombra, ficus impauriti dagli spifferi, buganvillee bisognose di tutto... Ma nessuno di noi è un pitosforo.

Nessuno di noi è fatto per ricevere TSO dove ti schiacciano il torace, ricoveri coatti con legacci e punturoni da elefante, lunghi periodi di trattamento farmacologico pesante senza altro tipo di assistenza.

Abbiamo bisogno, come le piante, di luce, di aria, di parole, di impegno, dedizione, attenzione, accompagnamento.

Questi dovrebbero essere i capisaldi della cura.

Pagina 11 del numero 284 Uscito sul numero 284 (Maggio 2026), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero