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Archivio › Fuori Binario n. 284 · Maggio 2026 › pagina 7

SOCIETÀ

Altre case nel deserto

Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 284, Maggio 2026, pagina 7

Nove appartamenti e nessuno spazio pubblico al posto della storica occupazione abitativa di viale Corsica 81. Si chiude così una vicenda che negli ultimi anni era diventata un baluardo collettivo in una città svenduta, in cui gli spazi collettivi sono ridotti al lumicino.

L'immobile di viale Corsica 81 che era stato occupato nel 2012, da un gruppo di due famiglie sfrattate e di una quindicina di attivisti più giovani, fu sgomberato nell'Agosto 2023. In seguito a quell'occasione il Ministro dell'Interno Piantedosi si espresse così: "Ringrazio la Direzione distrettuale antimafia di Firenze, il prefetto e le Forze dell'ordine per l'operazione condotta nel capoluogo toscano che ha permesso di liberare, senza criticità per l'ordine pubblico, un immobile privato, occupato abusivamente da oltre un anno da soggetti vicini ai movimenti anarchici".

Con il piano terra adibito a bar, laboratori artistici, biblioteca e altri progetti, con gli eventi culturali, la creazione di un'area cani autogestita e molte altre attività, Corsica 81 era luogo di sperimentazione di un altro modo di vivere. Molti cittadini ne parlavano positivamente, tanto che in seguito al primo tentativo di sgombero del 2022, dopo che gli occupanti si erano reinsediati, alcuni residenti di viale Corsica avevano diramato una nota in cui spiegavano: "Sono tornati e noi siamo contenti. Sono rientrati nello stabile abbandonato di Viale Corsica 81, dopo lo sgombero che ci aveva lasciato un'enorme tristezza, sono rientrati, lasciateli stare, lasciateci in pace. Eravamo abituati a vederlo vivo quel fabbricato, pieno di vita. Levate l'assedio dal nostro quartiere".

Già dall'aprile 2022 con numerose interrogazioni al Consiglio comunale i Consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu chiedevano informazioni sul destino dell'edificio, ossia se sarebbe andato all'asta o se avrebbe fatto parte del patrimonio del Comune di Firenze, chiedendo di finalizzarlo ad uso pubblico. Le risposte furono in un primo momento affermative, ma in breve tempo le speranze rimasero disattese perché dagli uffici comunali è emerso che le fidejussioni relative al palazzo erano state riscosse nel 2014 e già spese altrove, con ciò perdendo ogni diritto pubblico sull'immobile e lasciandolo in mano ai privati.

Quindi l'edificio è stato abbattuto, perché demolire costava meno che pagare la vigilanza privata per impedire nuovi episodi di autogestione. Poi si è proceduto ad abbattere anche gli alberi. Dunque l'iniziale disponibilità del Comune a trattare per un uso pubblico dell'area, era in realtà finalizzata a mantenere l'ordine pubblico e a limitare le proteste. Le dichiarazioni ebbero esclusivamente l'effetto di calmare l'inquietudine generata dallo sgombero, ma si sono dimostrate senza fondamento.

L'edificio è stato poi acquistato dal gruppo Mestor Srl Roma, che ha affidato la progettazione all'architetto Marco Casamonti dello studio Archea Associati, con sedi a Genova, Milano, Roma, Parigi, Tirana, Dubai, San Paolo, Pechino. I lavori in viale Corsica potrebbero terminare già entro la fine dell'anno: un nuovo condominio con nove appartamenti di diverso calibro, una palestra e una nuova area verde con la sostituzione degli alberi tagliati, sebbene in minor numero.

Destinatarie delle nuove abitazioni famiglie a medio reddito, ma il prezzo degli appartamenti nella zona di viale Corsica si aggira intorno a cifre che partono da 200 mila euro per un monolocale. Dal canto loro i costruttori parlano di nuove prospettive urbanistiche come il social-housing, ma sicuramente con prezzi non sostenibili per un cittadino medio, mentre per il 2026 viene stimato un aumento del mercato immobiliare approssimato fino al 7,4% che smaschera la vera intenzione di questa opera edilizia meramente destinata al profitto.

Pagina 7 del numero 284 Uscito sul numero 284 (Maggio 2026), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero