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Archivio › Fuori Binario n. 283 · Aprile 2026

SALUTE

La clinica di MEDU torna in strada

Barbara Cremoncini · Fuori Binario n. 283, Aprile 2026

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Rubrica: SALUTE | Autore: Barbara Cremoncini

L'inverno non è stato freddo, ma ci sono stati molti giorni di pioggia incessante e alcune notti particolarmente rigide, con il termometro vicino allo zero. Poco più di un fastidio per chi vive e lavora in luoghi riscaldati e può asciugarsi al tepore di un radiatore o di una stufa, ma un rischio in più per chi vive in situazioni precarie, o per chi, come ad esempio i rider, lavora in strada con qualunque tempo o condizione meteo. Figurarsi poi quando le brutte stagioni si sommano una all'altra, anno dopo anno, con il loro regalo di umidità e gelo che si infila dentro le ossa e non ne esce mai, nemmeno quando la temperatura si fa più mite e arriva il bel tempo. Le malattie da raffreddamento e le loro complicazioni più serie sono patologie frequenti fra i senza dimora, spesso aggravate dall'età o dalla presenza contemporanea di malattie croniche. Ad avere il polso della situazione, ormai da diversi anni a Firenze, è la clinica mobile di Medici per i diritti umani che a intervalli regolari, con il suo team di medici, operatori sanitari, mediatori culturali copre alcune zone della città dove la salute dei più fragili è minacciata, spesso anche a causa dell'ignoranza dei diritti, da ostacoli culturali e linguistici, dalle difficoltà nell'accesso alle cure.

Dopo un forzato stop nella primavera 2025 a causa dei "tagli di Trump" alle organizzazioni umanitarie (come UNHCR, fra i finanziatori di Medu), dal settembre scorso il camper è tornato, anche se con un numero di uscite e un raggio di azione ridotti. Una volta al mese sosta davanti alla mensa Caritas di via Baracca, poi alle Cascine e, da pochi mesi, anche a Casa Rider, punto di sosta e di ristoro per i lavoratori delle consegne a domicilio. Volontarie e volontari, senza camper, sono presenti periodicamente anche in piazza del Carmine vicino al dormitorio della Caritas e in piazza Tasso.

"La nostra presenza nelle strade – spiega la coordinatrice della sede di Firenze di Medu Silvia Ciofi Baffoni – non vuole sostituirsi ai servizi sanitari. Quando le persone vengono da noi per una prima visita, oltre a dare un aiuto immediato, cerchiamo di facilitarne i contatti con i servizi delle Asl, dando informazioni e un aiuto a districarsi nella burocrazia, anche in collaborazione con altre associazioni di volontariato che sono sul territorio".

Non sovrapporsi e fare rete, sia con i vari servizi Asl, che con altre organizzazioni (fra queste Caritas, Cat, Stenone), secondo le necessità dei pazienti e il contesto in cui di volta in volta ci si trova ad operare: questa la modalità di lavoro dei circa trenta volontari che si alternano secondo disponibilità e turni, nel camper di Medu. Fra loro, presenza fissa, il medico, poi, secondo i casi, infermieri, mediatori socio-linguistici, fisioterapisti, psicologi.

"Il nostro compito è aiutare le persone – spiega Sarah Turtulici coordinatrice della clinica mobile – creare per loro un ambiente tranquillo dove si sentano al sicuro e capiscano come prendersi cura di sé. È indispensabile e c'è quasi sempre il mediatore culturale. Fra i migranti, chi si rivolge a noi spesso non legge o scrive nemmeno nella lingua di origine, sommando così fragilità a fragilità. Succede ad esempio alle Cascine, dove troviamo pazienti giovani, provenienti soprattutto dal Nord Africa o dall'Africa Sub Sahariana, spesso irregolari e con problemi di dipendenze".

Non è facile, dicono gli operatori, far capire che la salute non è un lusso a chi, da sempre, è portato a ignorare sintomi e malattie semplicemente perché non può curarsi. La clinica mobile, in tutte queste realtà, ormai è una presenza riconosciuta, un posto dove le persone sanno che possono fidarsi e parlare dei loro problemi. Cambiando il contesto cambiano anche i problemi. "Fra i frequentatori – racconta Sarah – ci sono molti italiani, romeni, Rom, Sinti e altri provenienti da vari paesi Ue. A volte sono persone che hanno perso la residenza e noi cerchiamo di aiutarle ad accedere ai servizi sanitari. Fra i rider, invece, cerchiamo soprattutto di fare opera di sensibilizzazione: alcuni studi hanno infatti rivelato che è più alto, per chi fa questo lavoro, il rischio cardio-vascolare. Al momento stiamo partecipando a uno screening proprio su questo".

Grazie a una prima visita molto spesso si scoprono malattie croniche che, se non curate, portano a gravi conseguenze, come il diabete, l'ipertensione, ma anche artrosi, obesità, tumori, malattie neurologiche. Malattie, in molti casi, da associare a una vita precaria, a un'alimentazione inadeguata, a un consumo eccessivo di alcol o altre sostanze.

A sottolineare l'emergenza salute per chi vive in strada è l'annuale report della Fiopsd, la federazione organismi per le persone senza fissa dimora: nel corso del 2025 le persone morte in strada sono state 414, in linea con gli anni precedenti. Si tratta di morti premature (46,3 contro i quasi 82 anni media italiana), di persone straniere (56,5%) in maggioranza uomini (91,5%). I decessi sono concentrati soprattutto al Nord (oltre la metà), seguono il Centro con il 26% e il Sud (17%). Dal report emerge che la strada amplifica gli effetti di problemi anche banali, come una caduta, un'influenza, un malore generico, del freddo o del caldo. Dei 414 decessi registrati, ben 226 si sono verificati nei mesi invernali e primaverili, i più duri per chi non dispone di un alloggio adeguato.

Alla luce di tutto questo il lavoro del Camper risulta davvero prezioso e sarebbe auspicabile il suo potenziamento. Per ogni paziente – spiegano gli operatori – viene redatta una scheda socio-anagrafica e clinica, per ciascun insediamento viene compilata una scheda epidemiologica per valutare le condizioni igienico-sanitarie e strutturali complessive. La cura diventa così anche l'occasione per mappare il territorio, dare un nome al disagio sociale, cercare soluzioni e interventi più adatti ai bisogni delle persone che vivono nelle diverse realtà.

Uscito sul numero 283 (Aprile 2026). Leggi nel PDF · Sfoglia il numero