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CULTURA
Instabile, appello per uno spazio da salvare
V. Bocc. · Fuori Binario n. 283, Aprile 2026
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Rubrica: CULTURA | Autore: V. Bocc.
"...il circo è prima di tutto, lo spettacolo stesso della vita. Tutti gli elementi vi si ritrovano, gettati là, alla rinfusa, così violenti, così tragici, così teneri. Tutti, senza eccezione. La vita collettiva, per esempio. La più difficile che ci sia. Fatta di lavoro di squadra, di successi personali, di fallimenti, di gelosie, di bellezza e di miseria, d'amore, di vergogna, di odio. E il tetto provvisorio. Temporaneo come noi sappiamo essere – da qui la nostra perenne angoscia – la maggior parte delle case vere."
Nella lirica di Federico Fellini sul circo c'è tutta l'essenza del lavoro svolto dalle tre socie fondatrici dal 2020 ad oggi. Natalia Bavar, Caterina Fabbri e Sara Santarnecchi crearono l'InStabile-Culture in Movimento sulle "ceneri" di un luogo che per lunghi anni è stato teatro di violenze e degrado. Adesso, le lampadine a filo accese e la presenza del caratteristico "Chapiteau" o tenda da circo, rendono lo spazio sottostante il viadotto del Varlungo, a Firenze Sud, un luogo amico e allegro. Questa "magia" è data grazie alle numerose collaborazioni con le varie associazioni artistiche indipendenti e i singoli artisti che, stagione dopo stagione, si sono esibiti in vari spettacoli di teatro e di circo contemporaneo, musica, danza, laboratori di formazione artistica ed anche attività ludico-motorie aperte a tutti e principalmente a titolo gratuito. L'InStabile è stato anche un "bistrot" dove ristorarsi in compagnia con prodotti a filiera corta, prima che gli Uffici dell'Urbanistica del Comune di Firenze non lo abbiano fatto smontare ad ottobre 2025, affinché venga adeguato alle "normative vigenti". Adesso gli occhi dell'Urbanistica sono puntati sullo Chapiteau. Nonostante la sua provvisorietà – viene montato soltanto per proseguire le attività nel periodo autunnale/invernale (da ottobre ad aprile) – è stato dichiarato non conforme alle normative di sicurezza – tra le quali il carico neve! – senza neanche dare la possibilità alle tre socie di poter dimostrare che i collaudi e le certificazioni ci sono, ed anche la specificità temporanea della struttura. "I permessi sono gli stessi, la tenda da circo è la stessa, le regolamentazioni sono le stesse. Ci chiediamo perché quest'anno ci venga contestato il montaggio della tenda da circo" affermano con amarezza le socie.
Intanto è partita una grande mobilitazione popolare in difesa dello spazio culturale e artistico indipendente, con la raccolta di quasi settemila firme e di oltre quattromila Euro per far fronte alle spese legali per il ricorso al Tar, contro la decisione del Comune. È stato anche organizzato un evento – lo scorso 29 marzo – di sensibilizzazione e difesa dell'InStabile, del valore sociale, artistico e di esempio di riqualificazione dello spazio urbano che rappresenta. Ma la lotta si estende anche a tutte le altre realtà culturali indipendenti cittadine che vorrebbero riempire e riqualificare gli spazi vuoti ed abbandonati della Città, per ridare loro dignità e allo stesso tempo dare "casa" a nuovi progetti artistici e culturali. "Il Comune dovrebbe valorizzare questo tessuto vivo e vitale, invece di penalizzarlo con tecnicismi burocratici" aggiunge Natalia Bavar.
La politica è invitata ad accogliere un confronto costruttivo con tutte le realtà capaci di mettere in piedi "azioni positive" come l'InStabile, invece di minare il futuro e il lavoro costruito negli anni delle poche realtà di aggregazione sociale. Attendiamo fiduciosi una risposta.
"Sì, il circo, Luigino, è uno spettacolo sempre al bordo della follia. È per questo che mi appassiona. E questa follia, noi vogliamo, come nella vita, crederla organizzata. In effetti lo è. Ma organizzata da dei pazzi. Pensa ai clown. Hai capito fino a che punto ci mettono in scena impunemente la tragedia dell'allegria? E noi ne ridiamo, invece di piangere?..." (da "Libro dei sogni" di Federico Fellini)
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Uscito sul numero 283 (Aprile 2026). Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
