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SOCIETÀ
A Sad Story
Disagi per i lavoratori del Servizio Assistenza Domiciliare
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 282, Marzo 2026, pagina 11
I disagi per i lavoratori del Servizio assistenza domiciliare (SAD) di Firenze si sono manifestati da tempo anche a causa di frequenti cambi di appalto del servizio: il 1° aprile 2025 passaggio dalla cooperativa uscente Elleuno alla cooperativa Ancora che è subentrata e lavora a sua volta tramite il consorzio Blu. Il cambiamento ha suscitato ulteriori preoccupazioni tra i lavoratori che si trovano ad assistere persone anziane, non autosufficienti, malati psichici, famiglie in difficoltà, persone fragili, secondo lunghe liste d'attesa. Sono circa 900 gli utenti che possono ricevere assistenza direttamente a casa da 104 operatori distribuiti su cinque quartieri di Firenze. Sin dal 24 marzo dello scorso anno, i lavoratori hanno organizzato presidi sotto il Comune di Firenze. I delegati sindacali di Cub, Usb e Uil avevano chiesto la riassunzione di tutto l'organico in seguito al cambio di appalto e maggior rispetto nella stipulazione dei contratti. La vicenda è tuttora in evoluzione e attualmente la gestione dei turni resta il nodo più urgente.
Già da prima dell'estate era stato definito un accordo dove la cooperativa si impegnava a pagare tutte le ore di lavoro, a partire dalla timbratura (attraverso i nuovi telefoni in dotazione) e considerare non solo i dodici minuti stimati per ogni spostamento, ma calcolare i tempi effettivi che possono arrivare fino trenta/quaranta minuti, per ricevere un pagamento completo di turni continui e evitare di svolgere ore non pagate o doverne saltare. Secondo quanto riportato, gli assistenti domiciliari sono stati aggrediti più volte dagli utenti per i ritardi dovuti alle difficoltà nell'arrivare ai domicili, come per trovare i parcheggi, visto che i permessi rilasciati non permettono la sosta sui posti per disabili dove restano multabili.
Le aggressioni sono state molteplici, alcune anche gravi. Ultimamente un'assistente è stata assalita da sei persone durante una visita e ha riportato lesioni, nonostante nei giorni precedenti lei avesse informato la Cooperativa di una situazione difficile presso un'abitazione. Inutilmente: non sono intervenuti preventivamente, né con telefonate, né inviando una compresenza in suo aiuto, ma hanno abbandonato la lavoratrice al suo destino. La Cooperativa non ha ancora commentato ufficialmente la situazione che, giunta a un punto critico, richiede un intervento istituzionale urgente. Il committente del servizio è il Comune di Firenze che, chiamato in causa, ha assicurato di essere sensibile alle problematiche e ha garantito l'impegno per trovare una soluzione in futuro e per migliorare la qualità del servizio. Dal momento che non c'è stata ancora nessuna conciliazione, i lavoratori stanno organizzando uno sciopero per richiedere un trattamento equo e per richiamare l'attenzione sulla sicurezza dei lavoratori che nel frattempo continuano a chiedere giustizia.
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Uscito sul numero 282 (Marzo 2026), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
