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Archivio › Fuori Binario n. 282 · Marzo 2026 › pagina 10

INFOGRAFICA

Le mappe del disagio a Firenze

Precarietà, isolamento, povertà: zona per zona, i dati rilevati dall'ISTAT sulla situazione socio-economica

Felice Simeone · Fuori Binario n. 282, Marzo 2026, pagina 10

Il sottofondo della città-vetrina è agitato da correnti di invisibilità che i numeri, finalmente, provano a fotografare. L'ISTAT ha recentemente rilasciato i valori dell'indice IDISE (Indice di Disagio Socio-Economico), un nuovo strumento statistico che permette di mappare la vulnerabilità non più solo per grandi medie cittadine, ma al livello di singoli isolati dei diversi quartieri delle città.

Per chi scrive su questo giornale, la povertà non è un numero, ma un volto incontrato in strada. Tuttavia, capire come l'esclusione si distribuisce o, al contrario, si aggrega sul territorio è fondamentale per proporre politiche di prossimità che non siano solo emergenziali.

L'IDISE è un indice composito che misura quanto sia difficile, per individui e famiglie, soddisfare i bisogni di base a fronte di carenze lavorative, educative o abitative. La media comunale è fissata convenzionalmente a 100: ogni valore superiore a questa soglia indica un disagio maggiore rispetto alla media cittadina.

L'indice si compone di nove indicatori chiave, suddivisi in tre grandi aree:

1. Lavoro: tasso di occupazione, precarietà lavorativa e famiglie a bassa intensità di lavoro. 2. Istruzione: adulti con basso livello di studio, abbandono scolastico precoce e la quota di NEET (giovani di 15-29 anni che non studiano né lavorano). 3. Vulnerabilità abitativa e sociale: anziani over 70 che vivono soli in case non di proprietà e famiglie con figli senza redditi da lavoro o pensione.

I dati ISTAT su Firenze disegnano una città dove il disagio si concentra in specifiche aree.

Il Quadrilatero di Novoli è l'area con l'IDISE più alto della città (108,6). Qui, tra via Torre degli Agli, via Valdera e via Lippi e Macia, l'ISTAT rivela una combinazione di condizioni di disagio particolarmente gravi: quasi il 60% dei residenti ha un basso livello di istruzione e ben il 35% dei giovani ricade nella categoria NEET: qui la mancanza di titoli di studio si traduce in marginalità lavorativa cronica.

A Brozzi, Quaracchi e alle Piagge, il disagio è strutturale. Le Piagge, in particolare, registrano una delle quote più alte di abbandono scolastico (fino al 23,8% in alcune micro-aree), alimentando un ciclo di povertà educativa che condanna le nuove generazioni.

Spesso percepito come borgo residenziale tranquillo, il Galluzzo nasconde un'area di forte fragilità tra via Massapagani e via Santi di Tito. Qui il disagio è prevalentemente generazionale: oltre il 44% degli over 70 vive solo e senza casa di proprietà. È la solitudine degli anziani senza rete, esposti al caro affitti e all'isolamento sociale.

Lungo l'asse di viale Guidoni, a Firenze Nova, oltre ad una diffusa povertà scolastica, il disagio è legato alla precarietà abitativa e alla forte incidenza di cittadini stranieri che vivono in condizioni abitative sovraffollate o precarie, spesso invisibili ai servizi sociali tradizionali.

I dati ISTAT rivelano sacche di disagio perfino in diverse zone del centro storico. In San Frediano, l'IDISE arriva molto vicino a 104, determinato prevalentemente dal basso reddito delle famiglie e dal basso livello di istruzione fra i giovani, che, infatti, per il 25% sono NEET. La vera sorpresa è che queste condizioni si ritrovano anche in ampie aree intorno a Santa Maria Novella che si estendono anche in Oltrarno (IDISE 105,6). Qui i residenti storici non riescono più a sostenere il costo della vita in un quartiere trasformato in un parco giochi per il turismo di lusso.

Nell'area di Santa Croce, compresa tra via Ghibellina e il mercato di Sant'Ambrogio, l'IDISE arriva quasi a 105. Qui il disagio è legato alla precarietà lavorativa. Molti nuclei familiari vivono di lavori stagionali legati al turismo o alla ristorazione, senza garanzie e ad un'incidenza significativa di famiglie con figli che non hanno redditi stabili da lavoro (32%).

Questi dati confermano che l'esclusione a Firenze ha diverse facce: c'è chi non ha mai iniziato (i giovani NEET di Novoli), chi è caduto lungo la strada (i precari delle periferie nord) e chi è rimasto solo al traguardo (gli anziani del Galluzzo). La capillarità della mappatura dell'IDISE fornisce informazioni molto dettagliate che le Istituzioni, se non le ignorano, possono usare per elaborare azioni mirate.

Pagina 10 del numero 282 Uscito sul numero 282 (Marzo 2026), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero