Archivio › n. 280

Archivio › Fuori Binario n. 280 · Gennaio 2026 › pagina 10

INFOGRAFICA

L'infanzia negata dalla povertà

Felice Simeone · Fuori Binario n. 280, Gennaio 2026, pagina 10

!Infografica povertà minorile in Italia

Sezione: INFOGRAFICA | Autore: Felice Simeone

In Italia cresce il numero dei minori che vivono nell'indigenza

Un milione e 283mila bambini e ragazzi. È questo il numero di minori che nel 2024 si sono trovati in condizioni di povertà assoluta in Italia. Il 13,8% di tutti i residenti sotto i 18 anni vive senza potersi permettere i beni essenziali per una vita dignitosa. Un dato stabile su livelli record dal 2014.

Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Dietro le statistiche ci sono bambini che saltano le visite mediche perché la famiglia non può pagarle, che vanno a scuola senza il materiale necessario, che crescono in case inadeguate e mangiano in modo insufficiente.

Una povertà che colpisce la salute. Nel 2025 oltre mezzo milione di persone hanno dovuto rivolgersi agli enti assistenziali per ottenere gratuitamente farmaci e cure, con un aumento dell'8,4% rispetto all'anno precedente. Di queste 501.922 persone, ben 145.557 sono minori: il 29% del totale, più degli anziani che rappresentano il 21,8%.

Vent'anni fa erano proprio gli anziani la fascia più esposta alla povertà, mentre oggi i più colpiti sono i bambini. La spesa sanitaria delle famiglie nel 2024 ha raggiunto i 23,81 miliardi di euro. Di questi, 10,16 miliardi sono pagati interamente di tasca propria, senza contributi del Servizio Sanitario Nazionale. In sette anni questa voce è aumentata del 21%. Il risultato: il 5,3% della popolazione, circa 3,1 milioni di persone, ha rinunciato a visite ed esami per ragioni economiche.

I dati Istat tracciano un profilo preciso delle famiglie più colpite. Nel 2024 quasi 734mila nuclei con minori a carico si trovavano in povertà assoluta, pari al 12,3% del totale. Ma le percentuali cambiano drasticamente a seconda della composizione familiare. Nelle coppie con figli, l'incidenza della povertà cresce con l'aumentare del numero di figli: dal 7,3% per le famiglie con un solo figlio al 20,7% per quelle con tre o più figli. Le famiglie monogenitoriali registrano anch'esse valori allarmanti, con un'incidenza del 14,4%.

Il titolo di studio della persona di riferimento gioca un ruolo determinante. Dove l'adulto ha almeno un diploma, l'incidenza si ferma al 4,2%. Con la sola licenza media sale al 12,8%, fino a raggiungere il 14,4% con la licenza elementare. La condizione lavorativa è l'altro fattore critico: tra le famiglie in cui la persona di riferimento è operaio, l'incidenza della povertà minorile raggiunge il 18,7%. Quando il capofamiglia è disoccupato, si supera il 20%.

Secondo i dati Istat del 2020, la percentuale di famiglie monoreddito con almeno un figlio sotto i 6 anni varia enormemente: dal 31,5% di Andria e il 28,3% di Barletta, fino al 10,9% di Cagliari. Tra i venti capoluoghi con le percentuali maggiori figurano quasi esclusivamente città del Mezzogiorno. Napoli (24,4%) e Palermo (23,8%) mostrano livelli particolarmente preoccupanti.

La povertà minorile non è un destino ineluttabile, ma il risultato di scelte politiche. Investire nell'istruzione e nei servizi per l'infanzia significa rompere la trasmissione intergenerazionale della povertà. Servono politiche mirate, ma per progettarle è necessario disporre di dati sempre più aggiornati e territorialmente dettagliati.

Mentre scriviamo, più di un milione di bambini italiani vive in povertà assoluta. Non hanno scelto di nascere in una famiglia numerosa, con genitori poco istruiti o disoccupati. Investire su di loro non è solo un imperativo morale, ma l'unica strada per costruire una società più giusta.

Pagina 10 del numero 280 Uscito sul numero 280 (Gennaio 2026), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero