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UMANITÀ
Il progresso è vecchio, ammettiamolo
Tommaso Martinelli · Fuori Binario n. 279, Dicembre 2025, pagina 10
!Il progresso è vecchio
Sezione: UMANITÀ | Autore: Tommaso Martinelli
Sprofondati nella tecnologia, perdiamo relazioni, condivisioni, amicizie, pace e amore
Il grande intellettuale argentino Ernesto Sabato (1911-2011) scriveva: "Ci sono epoche in cui il progresso è reazionario e i reazionari sono progressisti. Costruire palazzi di trenta piani, a Madrid o a Buenos Aires, perché in questi cubicoli di cemento armato e aria condizionata vivano bambini che mai vedranno la nascita di un cane, o come una gallina depone un uovo, o la nascita del sole e della luna, bambini che saranno futuri drogati, bambini alienati e tristi, bambini che domani saranno nelle mani degli psicoanalisti, questo oggi non è progresso, è reazionario. Quello che sta succedendo ora è un imbroglio come la barba che continua a crescere ad un uomo appena morto. Tutto questo è già mortale. Oggi è rivoluzionario proporre l'abolizione dei grattacieli".
Ma in che senso oggi il progresso è reazionario e i reazionari sono progressisti? Il mondo in cui viviamo è fondato sul progresso tecnico scientifico. Tutte le nostre vite sono protese verso questa idea di progresso che è sempre considerata un bene. Siamo ormai fatti così, ognuno si emoziona per le nuove scoperte scientifiche, gioisce intimamente quando compra l'auto nuova piena di stupefacenti accessori, il cellulare o il televisore nuovo.
In Italia è dal dopoguerra che abbiamo imparato a "sentire" così, altrove hanno iniziato prima. È tanto tempo e oggettivamente un mondo fondato sul progresso tecnico non può più essere considerato una novità. Udite udite gente! Il progresso è vecchio… sono almeno settant'anni che ci siamo immersi fino al collo.
Al netto di tutti i benefici, troppo spesso privati, che ha portato, però, ci sono grandi nubi nere che si aggrumano all'orizzonte. Il sistema industriale che rende possibile il progresso tecnico è in conflitto con la vita, come ci dice chiaramente Sabato: il distacco dalla natura, il cambiamento climatico, le psicopatologie di massa, i conflitti altamente tecnologici che ci permettono di essere, serenamente, sempre in guerra.
L'idea di mondo basata sul progresso tecnico è quindi da superare. È in questo contesto che oggi chi è progressista è in realtà reazionario. È per questo che oggi chi impone il progresso tecnico come panacea di tutti i mali, come unica dimensione di senso del mondo, è reazionario perché impone e protegge una idea di mondo vecchia facendo di tutto per ostacolare il cambiamento che in tanti sentiamo necessario.
Forse è arrivato il momento di mettere nel cassetto questa logora idea di progresso e cominciare a sognare e sperare altro: collaborazione, condivisione, amicizia, pace, contemplazione, relazione, interconnessione, amore? Quel che è certo è che per cambiare ci vorranno tutti i nostri migliori talenti e che singolarmente dovremo mettere in discussione gran parte di quello che siamo ma, sono sicuro, riusciremo ad "abolire i grattacieli" liberandoci del progresso per tornare a essere nuovamente progressisti.
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Uscito sul numero 279 (Dicembre 2025), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
