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CULTURA
Accogliere chi è di lontan venuto
Laura Tabegna · Fuori Binario n. 279, Dicembre 2025, pagina 9
!Nenia del Giglio
Sezione: CULTURA | Autore: Laura Tabegna
Il patrimonio di musica popolare dell'Isola del Giglio rivive ogni 31 dicembre con la tradizione della Nenia di Capodanno
Ci sono isole che accolgono chi è "di lontan venuto" con l'abbraccio di una serenata antica. È ciò che succede da trecento anni all'Isola del Giglio, perla dell'arcipelago toscano e custode di un patrimonio unico di musica popolare. La notte dell'ultimo dell'anno, fino all'alba, i cantori-musicanti gigliesi dedicano la tradizionale Nenia di Capodanno a tutte le famiglie del Giglio, compresi i forestieri, portati "dalle onde del mare".
"Questo signore è di lontan venuto / Benedetto chi ce l'ha portato / Ce l'ha portato la barca a liuto / Le onde del mar ce l'hanno accompagnato".
Per capire il significato della nenia, bisogna affidarsi allo spirito spontaneo e popolare degli isolani. Un punto di riferimento è sicuramente Aldo Scotto. "La nenia di Capodanno – spiega Cesare Nobile, maestro del coro del Giglio – nasce come canto di questua, espressione della cultura contadina, e risale ai primi del 1700, quando i napoletani giunsero nell'isola ottenendo la licenza per pescare il corallo".
Un tempo i musicisti itineranti suonavano e cantavano tutta la notte percorrendo le vie di Giglio Castello. "Questo canto – continua Nobile – rappresenta un esempio del sincretismo tipico della tradizione popolare, che unisce Sud e Toscana, la cultura napoletana del Porto e quella senese del Castello. La struttura musicale è formata da due linee melodiche differenti per strofe e ritornello: coro maschile all'unisono senza accompagnamento, alternato alla serenata toscana in un ritmo allegro di 3/4, mentre il ritornello è una tarantella in 6/8."
Al Giglio si porta in piazza anche una danza popolare tipica, la quadriglia. "Siamo riusciti a far ballare fino a 420 coppie – spiega Sandro Brizzi, maestro di quadriglia e direttore del testo della nenia –. Insieme alla bumbabà e alle serenate, il Giglio mantiene vivo un patrimonio musicale".
Eredi di questo talento spontaneo oggi sono la banda Enea Brizzi e un gruppo folkloristico. Tra di loro anche il cantautore Alessio Guarnieri: "La leggenda vuole che la nenia venga cantata solo la notte di Capodanno e, da tempo immemore, i gigliesi onorano questa tradizione, mantenendo vivo lo spirito dell'Isola".
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Uscito sul numero 279 (Dicembre 2025), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
