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GREENWASHING
ENI fa extraprofitti inquinando
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 279, Dicembre 2025, pagina 8
!ENI e climate litigation
Sezione: GREENWASHING | Autore: Clara Baldasseroni
"La Giusta Causa" di Greenpeace e Re-Common per il clima
Con "climate litigation" si intende l'insieme di azioni giudiziarie promosse da individui, gruppi e associazioni contro governi e aziende per contrastare la devastazione ambientale causata da alluvioni, siccità, incendi, ondate di calore, imputabili al cambiamento climatico dovuto a scelte politiche o produttive. Le controparti sono solitamente negazioniste, non si sentono responsabili nei confronti della società civile e dell'enorme aumento di veri e propri 'omicidi climatici'.
È in questo contesto che si colloca anche La Giusta Causa, ovvero l'azione legale di Greenpeace Italia, l'associazione Re-Common e dodici cittadini e cittadine contro Eni, con l'obiettivo di indurre l'azienda a rispettare "Parigi 2015", gli accordi internazionali per il clima che richiedevano la riduzione di emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e altri parametri che non sono stati rispettati. Al contrario, è stato rilevato l'aumento dell'estrazione di petrolio e gas da parte di Eni, fino ad arrivare nel 2023 a investire undici volte in più rispetto a quanto speso per le energie rinnovabili. Eni nel 2024 ha avuto il più alto fatturato fra le aziende italiane, tra i primi a livello europeo. Tra i maggiori azionisti del gruppo si trovano il Ministero dell'Economia e Finanze attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Questo significa che viene utilizzato denaro pubblico per arricchire lobby e fare greenwashing.
ENI, chiamato in causa, ha risposto con una SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), un tipo di attacco legale teso a bloccare la partecipazione alla vita pubblica, al fine di intimidire reprimendo il dissenso. Ma, per fortuna, grazie a una sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, pubblicata lo scorso 21 luglio, è stata riportata una storica vittoria per il clima, che ha rafforzato la protezione dei diritti umani legati alla crisi climatica legittimando La Giusta Causa a proseguire.
Ecco il commento dei promotori: "La pronuncia allinea l'Italia agli altri paesi più evoluti in cui il clima e i diritti umani trovano una tutela giurisdizionale e indica la strada per tutte le future azioni giudiziarie nel nostro Paese. La tutela dei diritti umani fondamentali di cittadine e cittadini minacciati dall'emergenza climatica è superiore a ogni altra prerogativa e da oggi sarà possibile avere giustizia climatica anche nei tribunali italiani."
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Uscito sul numero 279 (Dicembre 2025), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
