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CULTURA
L'utopia realizzata del Teatro Povero
Laura Tabegna · Fuori Binario n. 278, Novembre 2025, pagina 9
!L'utopia realizzata del Teatro Povero
Sezione: CULTURA | Autore: Laura Tabegna
Monticchiello: un piccolo borgo rurale in Val d'Orcia da sessant'anni luogo di resistenza per l'identità contadina
Siamo nel 1967 quando la comunità di un borgo contadino della Val d'Orcia decide di scendere in piazza per mettere in scena il proprio smarrimento di fronte alla fine di un'epoca, della mezzadria e del suo sistema di riti e valori.
Oggi, nel 2025, quella stessa collettività abita un territorio patrimonio Unesco, immagine della Toscana nel mondo. Sono passati sessant'anni di cambiamenti epocali, eppure quella comunità non ha mai tradito la propria anima grazie a un fenomeno unico: il Teatro Povero.
Il luogo in questione è Monticchiello, un borgo rurale in provincia di Siena e frazione della rinascimentale Pienza. Monticchiello oggi è un presidio del turismo internazionale, ma la sua vera peculiarità è una comunità che da 60 anni è protagonista di un autodramma collettivo, elaborato durante l'anno e messo in scena d'estate, in piazza, dagli stessi abitanti.
Fenomeno sociologico, antropologico e di autocoscienza, il Teatro Povero ha raccontato con l'urgenza della sopravvivenza la crisi del mondo contadino fino a identificarsi nei dubbi dei nostri tempi. L'ultimo spettacolo, non a caso, s'intitola "La casa silente", allusione ai borghi storici trasformati in scenografie di lusso per turisti. Per quanto riguarda la drammaturgia, gli esordi presentano il linguaggio "verista" degli abitanti del borgo, che rielaborano un racconto collettivo nella loro assemblea. La regressione "povera" e popolare è la vera cifra di questa messa in scena unica, che piano piano prende coscienza in una strehleriana espressione di autodramma. Ma non solo. Il Teatro Povero è oggi una cooperativa al servizio della comunità stessa e un motore culturale in funzione tutto l'anno.
"Siamo diventati una sorta di utopia, che va avanti da 60 anni – spiega Gianpiero Giglioni, co-regista con Manfredi Rutelli -, mescolando teatro, servizi per i cittadini, cooperativismo, creazioni culturali, come il recente festival "Avanti Popolo", per parlare di temi culturali con ospiti del calibro di Walter Siti e Anna Foa".
Invece di spopolarsi o trasformarsi in un museo vivente, Monticchiello ha aperto la sede del Teatro Povero tutto l'anno. La cooperativa gestisce un'edicola-libreria, ufficio turistico, servizio di distribuzione farmaci, biblioteca, emporio poli-funzionale. La comunità rimane dunque al centro e, nonostante i temi siano evoluti verso la globalizzazione, il punto di vista rimane quello dei monticchiellesi, dell'umanità più autentica che guarda la luna e i suoi misteri con gli occhi dell'anima.
Info: https://teatropovero.it/
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Uscito sul numero 278 (Novembre 2025), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
