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UMANITÀ

Spaccate alla fiorentina

Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 278, Novembre 2025, pagina 8

!Spaccate alla fiorentina

Sezione: UMANITÀ | Autore: Francesco Martinelli

Il degrado fra pagliuzze e travi

Il degrado cittadino a Firenze viene sempre preso sul serio. Come la moda a Milano. L'ultima collezione fiorentina sono le "spaccate". I giornali cittadini sono pieni di notizie preoccupate e preoccupanti verso questo fenomeno, che sta dilagando in particolar modo nel quartiere 5: la spaccata, ossia quando con un mattone o simile si rompe una vetrina per rubare all'interno di un negozio. Un posto d'onore nella collezione autunno-inverno se la aggiudicano le "rapine a buon mercato", che si risolvono spesso in un nulla di fatto, con un bottegaio trasformato in "eroe per un giorno" perché ha messo in fuga a scapaccioni il pericoloso delinquente di turno. Adrenalina e paura che si muovono alternandosi, come in una clessidra, tra i giocatori di ruolo nella notizia del giorno. Spaccate e rapine: un cocktail che entusiasma la morbosità dei lettori. Spesso chi compie questi reati viene facilmente individuato ed arrestato. Sono furti semplici, improvvisati, dettati dalla disperazione e gli autori vengono subito acciuffati, andando a ingrossare le fila dei detenuti da inserire nella piaga carceraria.

Chi è che si accolla di fare queste spaccate? Io no grazie, ho i menischi rotti e già spaccati, ma chissà che a qualcuno venga voglia, perché non ha abbastanza fantasia o istruzione per fare altro, ma abbastanza rabbia e giramenti di coglioni per incasinarsi la vita. Chi compie spaccate, come in politica, sceglie il negozio meno peggio e ci rimette di sicuro.

Ecco, le elezioni del meno peggio in Toscana lo dimostrano. Delusa l'anima restano le spaccate. E mentre discute di degrado, la politica contribuisce a fornire ingredienti per la sua preparazione. Il sistema crea psicopatici di cui ha ragione poi di difendersi. Ipocrisia. Le carceri: costringi un uomo a lottare con sé stesso per anni e cosa ottieni? Un buon antisociale. Lo mandano al serd tutt'al più. Al cimitero i più tosti. Io per me ...me la cavo. Male. O libero o morto è il detto criminale. Ma di altri criminali i giornali parlano molto meno. Non vanno di moda. Non sono nella nuova collezione fiorentina. Non ci sono paginate sui reati studiati a puntino, dettati dai giochi di potere, che privano non il singolo negoziante ma una comunità intera. Gli autori di quei reati si nascondono bene, non si lasciano acciuffare tanto facilmente e quasi mai finiscono in gattabuia. E allora mi trovo a sognare colpi seri. Amo le braghe calate del potere, il re nudo su tutto. Una mattonata in faccia che faccia rotolare giù dagli scranni le teste di chi le leggi le fa ma non le rispetta, oppure se le fa su misura così le aggira meglio.

Pagina 8 del numero 278 Uscito sul numero 278 (Novembre 2025), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero