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AMBIENTE

Niente giustifica la caccia

Camilla Lattanzi · Fuori Binario n. 278, Novembre 2025, pagina 7

!Niente giustifica la caccia

Sezione: AMBIENTE | Autore: Camilla Lattanzi

La nuova legge in discussione al Senato regalerebbe ai cacciatori libertà di sparare ovunque e comunque

Un cacciatore è già posizionato per sparare a un cervo, ma il suo cane abbassa la canna del fucile: è uno spot di Fondazione Capellino (proprietaria del marchio Almo Nature) diffuso a partire dal 4 ottobre, giorno di San Francesco. Lo spot si conclude con un'affermazione categorica "niente giustifica la caccia" e chiede ai parlamentari di ogni schieramento di non votare a favore della riforma della caccia attualmente in discussione in Senato.

Il disegno di legge riformerebbe la legge 157/92 in vigore, allentando la protezione della fauna selvatica: una promessa fatta dal ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida al suo bacino elettorale di agricoltori e cacciatori. Meriterebbe più clamore questo regresso verso una "veterocaccia" deregolamentata, eppure si tratta di una delle norme-bandiera della destra di governo: l'occasione per mostrare tutto il suo disprezzo verso scienza, natura, questione ecologico-ambientale e l'odiatissima "questione animale". Danilo Selvaggi - direttore generale LIPU lega Italiana Protezione Uccelli – ci informa che la caccia in Italia è prevalentemente agli uccelli migratori. Non sono gli ungulati, le lepri e i fagiani le vittime principali delle stagioni venatorie: le specie più ambite sono tordi, anatre, pavoncelle e tortore selvatiche. E non si tratta solo di tradizione ma anche di un giro d'affari non facilmente quantificabile.

Il regalo chiesto dai cacciatori alla politica è la cancellazione di quattro divieti che da 33 anni tutelano la fauna invece di tutelare la loro "libertà di sparare": caccia a febbraio, cattura in natura di richiami vivi (uccellini canori che vengono tenuti in gabbie per richiamare altri uccelli), aumento delle specie cacciabili e riduzione delle zone protette. Per ammantare di retorica questa azione di forza, si ricorre a due argomenti. Il primo, più pretestuoso, è la tutela degli agricoltori dai danni da fauna, danni che ci sono sempre stati e sempre ci saranno e per prevenire i quali ci sono già numerosi strumenti come recinti, ristori, cani da pastore, ecc. L'altro più concettuale, che vede l'umano come bio-regolatore, una grande narrazione-fiction secondo la quale la natura deve adattarsi alle attività umane.

Ma non è la fauna ad essere invasiva, sono le attività umane ad aver riempito il territorio di strade, strutture, ferrovie, raccordi, abitato e coltivazioni, e così facendo prima o poi gli animali li incontriamo per forza, perché non abbiamo lasciato loro uno spazio a disposizione per vivere. Il centrosinistra in aula sta presentando moltissimi emendamenti al disegno di legge, ma va segnalato il testo di una lettera di cacciatori del Pd indirizzata a Elly Schlein, che contiene tutte le argomentazioni della lobby venatoria. La minaccia è esplicita: cara segretaria, il Pd siamo anche noi, e il Pd non può rappresentare «istanze massimaliste», come sarebbero quelle di chi vorrebbe evitare l'estinzione di uccelli e altre specie in pericolo.

A reagire costruttivamente è stato un gruppo di associazioni animaliste: la proposta di una legge di iniziativa popolare contro la caccia ha raggiunto in soli due mesi le 50.000 firme necessarie per passare all'esame del parlamento, vedremo come si muoverà il Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Gianluca Felicetti presidente della Lega Anti Vivisezione (LAV) spiega che il disegno di legge delle destre al governo va fermato anche perché si salda con altri aspetti: il declassamento a livello europeo della tutela del lupo e degli orsi, che vede il lupo tornare nel mirino dopo 50 anni di protezione integrale e la criminalizzazione del dissenso, perché le destre vogliono impedire contestazioni e proteste da parte dei cittadini contro la caccia. Accettare questo modello di caccia significa accettare la legge del più forte. Intanto si registra il primo morto umano della stagione venatoria che si è appena aperta: è un cacciatore, ucciso per sbaglio da un compagno.

Pagina 7 del numero 278 Uscito sul numero 278 (Novembre 2025), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero