Archivio › Fuori Binario n. 277 · Ottobre 2025 › pagina 4
SALUTE MENTALE
Vuoi raccontare la tua storia?
Claudia Daurù · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 4
!Vuoi raccontare la tua storia?
Sezione: SALUTE MENTALE | Autore: Claudia Daurù
Incontro con Sconfinando nella nostra sede il 17 ottobre
Dal settembre scorso Fuori Binario ospita il progetto "Vite in autostop", curato dall'associazione Sconfinando in Toscana, per condividere le storie autobiografiche di persone comuni, che diventano straordinarie nel momento in cui vengono ascoltate. Dal 18 settembre, presso la nostra redazione, è iniziato il ciclo di incontri, gratuito e aperto a tutti, "Racconta la tua storia". Il prossimo appuntamento sarà venerdì 17 ottobre. Per capirne di più abbiamo intervistato Elisabetta Caiani, Sara Eisa, Eleonora Antonelli e Ilaria Mavilla, animatrici del progetto.
Come nasce quest'idea?
"Vite in autostop" crea occasioni d'incontro, in cui persone comuni raccontano pezzi della propria vita e altre le ascoltano in maniera partecipe e non giudicante. Nasce dall'integrazione di esperienze già sperimentate in altri ambiti, come le biblioteche viventi (human library) e il metodo pedagogico di scrittura autobiografica praticato nella Libera Università di Anghiari. Abbiamo notato quanto siano scarse oggi le occasioni di incontro autentico, in una realtà di vite iper-connesse ma spesso isolate, che però nasconde un forte desiderio di creare relazioni di prossimità, di risonanza tra persone diverse che si riconoscono simili.
Perché raccontare la propria storia e ascoltare la storia di altri?
Raccontare è fondamentale, non solo per tessere relazioni, ma anche per ricordare e comprendere meglio il proprio vissuto. L'ascolto di una storia personale richiede curiosità, rispetto e disponibilità a vedere qualcosa di nuovo attraverso le esperienze di altri. È una capacità che rischiamo di perdere in mancanza di spazi e tempi adeguati in cui esercitarla. L'esperienza ci mostra che dedicare tempo al racconto e all'ascolto, in questi spazi protetti, crea veri momenti di benessere e serenità.
Avete lavorato anche in contesti sociali difficili. Come è andata?
Abbiamo lavorato nei contesti scolastici, alle superiori e nei centri per l'istruzione degli adulti; poi nei quartieri di Sorgane e Isolotto, dove i nostri interventi hanno creato un "salotto diffuso" in cui gli abitanti hanno condiviso le loro storie di vita. Dal 2020 abbiamo avviato una collaborazione con alcuni istituti penitenziari, lavorando prima con i detenuti e poi con il personale. Il progetto ha creato un ponte comunicativo tra il dentro e il fuori, alleviando il senso di isolamento e rompendo alcuni stereotipi sul mondo carcerario. I riscontri ricevuti testimoniano un desiderio diffuso di spazi per raccontarsi e di contatto diretto con la diversità.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Avere una "casa" per ospitare periodicamente i nostri incontri e sviluppare percorsi con chi voglia dare voce al proprio vissuto. Vogliamo consolidare un metodo e una comunità di narratori per promuovere ascolto attivo, dialogo, relazione. L'avvio della collaborazione con Fuori Binario potrebbe trasformarsi in un approdo ideale per le nostre storie. Chi fosse interessato a partecipare può contattarci a vite@sconfinandointoscana.it.
La parola "sconfinando" ci risuona positivamente, come mai avete scelto questo termine?
Il termine "sconfinando" è stato scelto per suggerire l'idea di superare confini sia fisici che culturali, attraverso viaggi di conoscenza del territorio e al tempo stesso uscire dai confini personali, raccontandosi, mettendo in parole la propria esperienza. Creare un territorio comune: il confine, una volta superato, diventa punto di contatto e non più barriera.
info@sconfinandointoscana.it
- autobiografia
- narrazione
- ascolto
- inclusione
- carcere
- biblioteca vivente
- human library
- comunità
- volontariato
Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
