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LAVORO

Nel cuore del capitalismo

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 277, Ottobre 2025, pagina 6

!Nel cuore del capitalismo

Sezione: LAVORO | Autore: Valentina Baronti

I lavoratori licenziati della filiera Montblanc all'assemblea degli azionisti: il committente è responsabile dello sfruttamento

Ci avevano provato un anno fa, ma erano stati allontanati dalla polizia svizzera. Così i lavoratori sfruttati della filiera Montblanc sono tornati a Ginevra, ma questa volta avevano in tasca un lasciapassare: un pacchetto di azioni dava loro il diritto di partecipare all'assemblea degli azionisti di Richemont, il fondo finanziario proprietario del marchio di alta moda.

Un anno fa, gli operai della Z-Production di Campi Bisenzio, iscritti al sindacato Sudd Cobas, erano andati fino in Svizzera per protestare sotto le finestre dell'assemblea degli azionisti. Il loro licenziamento infatti era stato deciso, di fatto, in quelle sale, anche se non direttamente. Quando si erano iscritti al sindacato e, con gli scioperi e i picchetti, avevano ottenuto di lavorare 8 ore per 5 giorni, di avere ferie e malattia, insomma di non essere più gli schiavi delle 12 ore per 7 giorni con paghe di 3 euro l'ora, la casa madre, Montblanc appunto, aveva tolto la commessa alla loro azienda, per spostarla a un'azienda poco distante che garantisse le stesse condizioni di schiavitù. E loro avevano portato la protesta fino in Svizzera, in convergenza con i sindacati del posto e con i movimenti per l'abbigliamento etico, ma erano stati rimandati indietro. Da quella convergenza è nata però l'azione successiva. La Ong Public Eye, una delle realtà con i quali il sindacato Sudd Cobas è in contatto, è diventata azionista critica di Richemont e quindi ha acquistato il diritto di partecipare all'assemblea annuale, che si è tenuta, sempre a Ginevra, il 10 settembre scorso. A parlare, di fronte ai CEO Montblanc e ai più grandi shareholders, sono stati i lavoratori invisibili della filiera della moda e del lusso del distretto tra Prato e Firenze, chiedendo la ricollocazione dei lavoratori nella filiera Montblanc, il risarcimento per il danno che hanno subito e il ritiro delle denunce penali contro le sindacaliste e i sindacalisti Sudd Cobas che li supportano.

A rispondere è stato il fondatore ed Executive Chairman Johann Rupert "negando qualsiasi responsabilità da parte di Richemont e inanellando una serie di comprovate falsità - si legge in una nota dei Sudd Cobas -. Ma non ci ha stupito. La verità è che è già una piccola vittoria aver portato a rispondere in prima persona alle richieste dei lavoratori ex-Z Production l'uomo più ricco di tutta l'Africa – che ha costruito la sua ricchezza con le piantagioni di tabacco durante l'apartheid. Continueremo a portare questa lotta lì dove meno se la aspettano, grazie alla cooperazione e alla convergenza di associazioni, sindacati, organizzazioni di base, finché i lavoratori non avranno giustizia". Il prossimo appuntamento per la vertenza Montblanc è una mobilitazione il 2 dicembre, in occasione della seconda udienza del processo al Tribunale del Lavoro di Firenze.

Pagina 6 del numero 277 Uscito sul numero 277 (Ottobre 2025), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero