Archivio › n. 276

Archivio › Fuori Binario n. 276 · Settembre 2025 › pagina 12

RUBRICHE

Rubriche - Femminismi, Millefoglie, Un mondo ganzo

Vari (Marta Benettin, Valentina Nicastro, Fabio Bussonati) · Fuori Binario n. 276, Settembre 2025, pagina 12

!Rubriche

Pagina: 12

Quel sottile privilegio

Rubrica: FEMMINISMI | Autore: Marta Benettin

Qualche tempo fa ho lanciato un sondaggio anonimo online tra i miei conoscenti: 194 risposte. Un campione piccolo e non rappresentativo, ma con un dato interessante. La maggior parte delle donne si definiva femminista, ma solo poco meno del 70% crede che in Italia gli uomini, solo per il fatto di essere nati maschi, siano privilegiati.

Forse pensiamo al privilegio come a qualcosa che esiste altrove, dove solo i figli maschi possono studiare o lavorare. Da noi, nessuno vieta alle bambine di fare "cose da maschi". Ma siamo sicuri che le carte non siano comunque truccate, anche se in modo meno evidente? Magari non in famiglia, ma potrebbe essere da parte della società, a scuola, negli club sportivi, ecc ovvero tutti i luoghi frequentati dai nostri bambini e bambine.

Tre domande: Ascoltate le conversazioni al parco o sull'autobus: alle bambine si dice di non sporcarsi, di non urlare, di essere tranquille. Con i bambini vi capita mai di sentire "Eh, è vivace"? Entrate in un negozio di giocattoli: ancora oggi, nel 2025, vedete scaffali con scatole rosa (e solo rosa!) con bambole, cucine e ferri da stiro in miniatura da una parte, e colorate macchinine e attrezzi da lavoro dall'altra? Sfogliate oggi i libri per bambini: non ci sono mai mamme che cucinano, bambine che aiutano in casa mentre i papà leggono il giornale e i fratellini giocano?

Se avete risposto sì anche solo a una di queste domande, iniziate notare quel privilegio maschile che, pur essendo meno visibile, è reale e rende la vita delle donne più difficile. Quando un maschio e una femmina stanno facendo la stessa cosa, ricordatevi che la donna ci è arrivata nonostante la partita a carte truccata.

---

La cipressa sonora

Rubrica: MILLEFOGLIE | Autore: Valentina Nicastro

Più di 250 anni d'età e ben oltre 400 cm di circonferenza: sono due delle informazioni presenti nella scheda del Registro degli Alberi di un cipresso di notevoli dimensioni che per età, per la generosa circonferenza e per il bel portamento con branche ascendenti a candelabro e un fusto con marcati contrafforti si è meritato il titolo di Albero Monumentale d'Italia.

Ma questo esuberante antenato verde non è chiuso in un museo, tutt'altro: fino agli anni '60 del secolo scorso vegetava nel resede del Circolo Ricreativo di Rimaggio, tra via di Quarto e via di Vernalese, nel Comune di Bagno a Ripoli (Fi).

Il suo generoso tronco costeggiava la pista da ballo esterna, al punto da essere ribattezzato "la Cipressa sonora" perché chissà quante orchestrine ha avuto modo di ascoltare nei decenni, con piacere o rassegnazione. Testimone dei giorni di festa, la cipressa, ma anche dei giorni di lavoro, in quella comunità antica di "curandai" e lavandaie, quando le donne umili lavavano i panni sporchi dei signori per pochi spiccioli, signori che a Rimaggio avevano belle residenze fuori città, dove si recavano nei fine settimana o in periodi di vacanza o anche solo per cambiare aria e far festa, loro che potevano.

Adesso sono Mara e Daniele, due privati cittadini, a possedere quello spazio e ad avere acquisito con esso, l'orgoglio, il senso di responsabilità e la cura della cipressa maestosa, e ci hanno tenuto tantissimo all'iscrizione nel registro degli Alberi, per tutelarla nel presente e nel futuro. "Bisogna conoscere gli alberi: la conoscenza è l'anticamera dell'amore": l'ha scritto Paolo Pejrone, architetto e paesaggista autore del bel libro "In giardino non si è mai soli". Amare gli alberi è un modo per migliorare le nostre vite.

---

Un kit autoprodotto è per sempre

Rubrica: UN MONDO GANZO È POSSIBILE | Autore: Fabio Bussonati

Si fa un gran parlare di un kit di sopravvivenza di tre giorni nel caso malaugurato dovesse scoppiare una guerra, ma qui ormai non si sa neanche quando cominciano, figuriamoci se sappiamo quando finiscono! Quindi i tre giorni sono tanto per dire... intanto noi non possiamo che leggere l'incapacità totale del nostro territorio di sostenerci in una situazione di crisi di questo tipo: durante la seconda guerra mondiale gli abitanti della piana di Firenze si sono nutriti con i prodotti degli orti e i pesci dell'Arno, ora gli orti vicini alla città sono tutti parcheggi e in Arno non si pesca più nulla di buono.

Anche sul piano energetico va detto che siamo in una condizione di fragilità, ma in questo campo potremmo fare qualcosa come affidare ad ogni cittadino la possibilità di produrre l'energia elettrica minima indispensabile.

Certo per questo bisogna maturare la consapevolezza che l'energia elettrica è un presidio medico, che da consumatori si diventa produttori e si può creare ricchezza invece di consumarla, cosa che di questi tempi farebbe comodo. Non serve tanto: 2 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, due batterie da 100 Ampere, un regolatore di carica, un inverter e una striscia di led. Con queste cose ci si garantisce la luce, l'elettronica e gli apparecchi elettromedicali tutti i giorni, meno qualcuno intorno a Natale; nelle tre stagioni calde si può alimentare un frigo da campeggio per le medicine e gli alimenti deperibili. Tutto ciò richiede un piccolo sforzo d'orgoglio: acquisire la G.K.N. nel patrimonio pubblico.

Pagina 12 del numero 276 Uscito sul numero 276 (Settembre 2025), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero