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ATTUALITÀ

Attualità - Notizie brevi

Vari (redazione) · Fuori Binario n. 275, Estate 2025, pagina 11

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I soci Coop Firenze dicono no a Israele

La campagna "No ai Prodotti Israeliani nella Grande Distribuzione" ha centrato un obiettivo: il 30 maggio scorso Unicoop Firenze ha deciso lo stop alla vendita dei prodotti alimentari provenienti da Israele nei suoi punti vendita. Quei prodotti, magari coltivati in terre sottratte con la forza e la prepotenza alla popolazione palestinese, verranno sostituiti da merci provenienti da altri Paesi, rispettando "l'obbligo di astenersi da relazioni commerciali con Israele che possano contribuire o consolidare la situazione illegale creata da Israele nel Territorio Palestinese Occupato" affermato dalla Corte internazionale di giustizia il 19 luglio 2024.

Finite le scorte, le arachidi la salsa tahina e altri prodotti inclusi quelli "occultati" dal marchio Coop ma dall'origine opaca, non saranno riforniti. C'è la fatica di Coop nel maturare questa decisione quando altri supermercati vendono di tutto. Ma se "la Coop sei tu", non si poteva ignorare la mobilitazione straordinaria in atto da parte dei soci e delle socie di cui abbiamo dato conto nel numero di giugno di Fuori Binario. Una decisione giusta ma tardiva: è stato necessario che la situazione a Gaza e in Cisgiordania arrivasse a livelli così imbarazzanti e insostenibili da trasformare in complicità omicida qualsiasi posizione "super partes". (Cam)

Sesto Fiorentino contro il genocidio

Il Comune di Sesto Fiorentino ha deciso di sospendere la vendita di farmaci israeliani nelle farmacie comunali, aderendo alla campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro lo Stato di Israele. Un atto di protesta simbolico ma significativo contro quello che sempre più organizzazioni internazionali – tra cui l'ONU e la Corte Penale Internazionale – definiscono "il genocidio del popolo palestinese a Gaza".

La scelta del Comune non è isolata: rientra in un movimento globale che punta a colpire economicamente Israele per costringerlo a fermare l'occupazione e le violenze in Palestina. "Non possiamo restare indifferenti di fronte a quello che sta accadendo a Gaza – ha dichiarato Falchi – dove migliaia di civili, tra cui bambini, vengono uccisi con il sostegno politico e militare dell'Occidente". L'Italia, infatti, è tra i Paesi che continua ad armare Israele, nonostante le condanne dell'ONU per i crimini di guerra.

Soddisfatto il movimento BDS: "il boicottaggio è uno strumento nonviolento che ha contribuito a porre fine all'apartheid in Sudafrica e oggi può fermare il genocidio in Palestina".

La casa prima di tutto - In Finlandia non si dorme più in strada

Negli ultimi anni, la Finlandia ha attirato l'attenzione internazionale per il suo approccio innovativo nella lotta al fenomeno dei senza dimora. Adottando il modello "Housing First - La casa prima di tutto", il paese ha ridotto drasticamente il numero di persone che vivono in strada. Si tratta di una politica innovativa che fornisce immediatamente una casa stabile e permanente, accompagnata da supporto sociale personalizzato, invece di richiedere che le persone risolvano prima i loro problemi (come dipendenze o disturbi mentali) per ottenere un alloggio. L'idea di base è semplice: la casa è un diritto umano fondamentale, e solo avendo un tetto sulla testa si possono affrontare con successo le altre difficoltà. Un metodo che funziona.

La Finlandia ha adottato ufficialmente l'Housing First nel 2008, integrandolo nelle politiche nazionali. Il governo, in collaborazione con organizzazioni non profit e comuni, ha investito nella costruzione e riqualificazione di alloggi destinati ai senzatetto, garantendo contratti di affitto regolari e supporto continuo. I risultati sono stati straordinari. Oltre 4.500 persone hanno ottenuto una casa stabile. Il numero di senzatetto è diminuito del 35% tra il 2008 e il 2021 e nelle grandi città, come Helsinki, il fenomeno è quasi scomparso. A differenza di altri paesi europei, dove i senzatetto sono spesso costretti a dormire in ostelli, centri di accoglienza o alberghi popolari (quando va bene) in Finlandia l'80% delle persone assistite mantiene la propria abitazione a lungo termine.

Sono molti i vantaggi derivati da questo ribaltamento delle politiche sociali: La casa non è un premio, ma il punto di partenza per la riabilitazione. Ogni persona riceve assistenza psicologica, medica e lavorativa su misura. Infine esistono programmi specifici di prevenzione, che aiutano chi rischia di perdere la casa, evitando nuovi casi di homelessness. L'Housing First è infine una politica economicamente vantaggiosa, visto che riduce i costi sanitari, legali e di emergenza legati al fenomeno dei senzatetto. La Finlandia dimostra così che è possibile stare dalla parte dei più poveri, ma che serve volontà politica, investimenti e un cambio di prospettiva. Altri paesi, tra cui l'Italia (anche Firenze), stanno sperimentando modelli simili, ma spesso con meno coerenza e risorse, visto e considerato che per la politica italiana, a tutti i livelli, i poveri non sono una priorità. Non quanto il riarmo almeno.

Semi di resistenza - Una mostra fotografica sul lavoro di MEDU

Fino al 12 luglio la biblioteca Piero Thouar in piazza Tasso ospita la mostra "Semi di resistenza", con fotografie di Silvia Berlingozzi che raccontano il lavoro quotidiano della clinica mobile di Medici per i Diritti Umani.

Il camper di MEDU - "Un camper per i diritti" - si muove tra Firenze, Pistoia e Prato dal 2004, con l'obiettivo di raggiungere i più vulnerabili, come le persone che vivono in strada o in insediamenti informali, e offrire una prima assistenza sanitaria e un orientamento sui servizi. Il progetto promuove la tutela della salute, la conoscenza dei diritti fondamentali e l'accesso ai servizi sociosanitari presenti sul territorio, e si basa sulla presenza di un team multidisciplinare, composto da un coordinatore di progetto, un coordinatore clinico, mediatori linguistico-culturali e un ampio gruppo di volontari, tra cui medici e operatori socio-legali.

Attraverso il linguaggio della fotografia e le testimonianze raccolte dagli operatori, questa esposizione vuole raccontare le storie di chi spesso resta invisibile, e avvicinare la cittadinanza alle dinamiche che portano alla marginalità e alla negazione dei diritti fondamentali, come quello alla salute. Problemi che colpiscono un numero crescente di persone, anche nel territorio fiorentino.

A Firenze la sede di MEDU è in via Monsignor Leto Casini, 11 (ex FILA). co-firenze@mediciperidirittiumani.org - https://mediciperidirittiumani.org/

Fine Vita, firmare per una legge dal basso

È partita anche a Firenze la raccolta firme per una proposta di legge che mira a legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l'eutanasia, garantendo il pieno coinvolgimento del Servizio Sanitario Nazionale. L'iniziativa, promossa da realtà come l'Associazione Luca Coscioni e altre, punta a colmare il vuoto legislativo su un tema chiave delle nostre esistenze.

La proposta prevede che i maggiorenni capaci di intendere e volere, affetti da malattie irreversibili o sofferenze insopportabili, possano richiedere l'accesso a misure di morte medicalmente assistita, con garanzie di tutela e controllo pubblico. Il Servizio Sanitario Nazionale avrebbe un ruolo chiave nel garantire percorsi sicuri, evitando disparità tra chi può permettersi cure all'estero e chi no. "È una questione di dignità e libertà", sostengono i promotori, ricordando casi come quelli di Dj Fabo e di altri italiani costretti a rivolgersi a cliniche svizzere. Per tutte le altre informazioni è possibile visitare il sito https://www.associazionelucacoscioni.it/

La lotta 8x5 diventa un film

Dopo "E tu come stai?", il film dedicato alla ex Gkn, Filippo Maria Gori torna con un progetto di film-documentario sul lavoro. "Una vita più bella", sostenuto dall'Istituto Ernesto De Martino e dall'archivio Aamod di Roma, racconterà la storia della vertenza "8X5", attraverso i volti, i racconti, le esperienze di vita degli operai dei macrolotti pratesi e dei giovani sindacalisti e sindacaliste dei SUDD Cobas che accompagnano la loro lotta.

Le storie di Emma, Riccardo e Sofia si intrecciano con quelle di Abbas, Mehdi e Faisal, tra scioperi, tendate, picchetti, cortei, momenti conviviali e iniziative mutualistiche, tra cui una scuola di italiano. "Senza paura - si legge nel progetto-, per un tempo di vita che non attende l'esito delle vertenze per liberarsi". Una vita più bella appunto. Bella come la lotta di classe.

Pagina 11 del numero 275 Uscito sul numero 275 (Estate 2025), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero