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CULTURA

Una favola chiamata Africa

Laura Tabegna · Fuori Binario n. 274, Giugno 2025, pagina 10

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Sezione: CULTURA | Autore: Laura Tabegna

A Firenze festival e laboratori per raccontare fuori dagli stereotipi un continente complesso

"Noi non vogliamo, non vogliamo affatto intendere, che quel che ci accingiamo a raccontare sia vero". I cantastorie ashanti iniziano così le loro storie, per condurre i bambini nel luogo dell'immaginario, un po' come succede nelle fiabe europee con "C'era una volta in un paese lontano lontano".

Negli antichi racconti raccolti dal Premio Nobel per la pace Nelson Mandela, si narra di leoni e sciacalli, di principesse e incantatori di serpenti. Si parla di coraggio, di magia, di potere, ma mai di immigrazione. Perché allora, quando parliamo di Africa in Europa, non riusciamo a uscire dalla retorica dell'Africa "povera, disperata e folklorica" e capire la meravigliosa complessità di questo continente? Perché non cominciamo ad ascoltare un'altra Africa? Questa domanda è alla base dell'impegno di Matias Mesquita.

Nato in Angola, naturalizzato fiorentino, Mesquita ha fondato il Kibaka film Festival e Kibaka Africa Books e coordinato il progetto "Anch'io sono fiorentino", che dà voce ai ragazzi italiani di seconda generazione nati da genitori stranieri. La summa di tutte queste iniziative è la rassegna "Africa a portata di mano", organizzata a maggio in collaborazione con il Comune di Firenze, Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria, Quartiere 1, Associazione Progetto Arcobaleno, Casa delle Donne a Firenze e The Luloloko Ateliers.

Il sogno di Matias, però, è di realizzare un evento di livello nazionale. "Vorrei un festival che si facesse sentire anche fuori da Firenze: tre giorni di concerti, cinema, musica, libri, danza, in un grande spazio, per raccontare l'Africa in tutte le sue declinazioni, come succede a Milano con il DiverCity, ideato dal medico e attivista di origini camerunensi Andy Nganso, e a Brescia con l'AfroBricks. Mi piacerebbe – continua Mesquita - che si parlasse della cultura africana oltre il tema dell'immigrazione, che rappresenta un argomento importante e sentito, ma che deve essere soppesato con altro per non diventare uno stereotipo e portarci all'equivalenza tra Africa e povertà". Dai titoli proposti al Kibaka abbiamo tanti punti di vista: dalle banlieue parigine al villaggio costiero africano dove si venera una dea sirena, una sorta di Partenope africana.

Con i laboratori di lettura, musica, danza e pittura organizzati al Museo di Preistoria alle Oblate, anche i bambini possono scoprire l'anima dell'Africa. "Molto spesso – continua Matias – ci sono seconde generazioni che non hanno mai visto la terra dei loro genitori. Le fiabe sono un buon modo di trasmettere la magia dell'Africa". Forse anche gli adulti dovrebbero partire dalle favole per riscoprire l'Africa. La nostra Africa.

Pagina 10 del numero 274 Uscito sul numero 274 (Giugno 2025), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero