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STORIE

Fuori Binario, fuori dal giro

Barbara Cremoncini · Fuori Binario n. 274, Giugno 2025, pagina 9

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Sezione: STORIE | Autore: Barbara Cremoncini

Da una pena alternativa nasce la seconda occasione di Neri che in via del Leone ha trovato il posto giusto e degli amici

Tutto, nella vita di Neri, ha sempre ruotato attorno al corpo e all'efficienza fisica. Fin da quando, in seconda media, ha cominciato a frequentare una palestra di lotta greco-romana, arrivando anche a vincere nella sua categoria. Poi gli allenamenti, la carriera come addetto alla sicurezza e nei servizi di vigilanza, le esperienze "indimenticabili" dei grandi concerti, quelle da operaio, elettricista, giardiniere e il lavoro con gli animali, soprattutto cani di grossa taglia, come addestratore o dog-sitter. È stato proprio questo approccio fisico, dice, a garantirgli un lavoro fino ad oggi, oggi che ha più di cinquant'anni e comincia a preoccuparsi per il futuro.

Ma è stata questa fisicità, in qualche modo, anche a tradirlo, a farlo entrare in quello che lui chiama "il giro dei cazzotti", un giro dove le risse erano all'ordine del giorno e a volte spuntavano i coltelli.

Poi, un periodo più nero degli altri, una serata più storta. "Ero sotto pressione, mi ero lasciato, dovevo badare ai miei genitori anziani e malati, non riuscivo a dormire". I nervi che saltano. "Ho perso il controllo, ho fatto un casino", così si è ritrovato in questura, denunciato e poi condannato.

La pena ha la possibilità di scontarla facendo lavori socialmente utili e così comincia a cercare. Non vuole un posto qualsiasi. "Il mio lavoro di guardia giurata mi ha fatto conoscere bene certi ambienti e lì non ci volevo andare. Ma molti mi hanno detto no. Chi è che vuole un pregiudicato nella sua associazione? L'alternativa era Sollicciano".

L'ancora di salvezza arriva con Fuori Binario. "Proprio il giorno prima dell'udienza del tribunale di sorveglianza mi hanno preso qui e così sono riuscito a evitare il carcere, a restare fuori". Nella sede di via del Leone ha lavorato nove ore al giorno. "Non solo quello che prevede la legge, ma anche di più, mi sono appassionato: ho fatto di tutto ma soprattutto aiutato a ripulire e riordinare, montato librerie, sistemato archivi". Mostra con orgoglio una stanza pulita e piena di faldoni, in ordine su scaffali che arrivano al soffitto. Ci sono una scrivania, un computer. "È la mia preferita, mi hanno dato la chiave".

Sì, perché, ormai, la pena è scontata dallo scorso settembre ma l'aria di questo posto, la gente, le attività, le idee, l'entusiasmo, gli sono rimasti addosso.

"Ho un passato di dipendenza, sono stato in comunità, al Sert, ma ne sono uscito da molti anni ormai. Questo posto mi piace perché è pulito, mi aiuta a stare fuori dal giro dei tossici e anche dal giro dei cazzotti". Qui Neri, oltre a sentirsi partecipe di un progetto, ha trovato anche un sostegno concreto. Persone che lo aiutano a sbrogliare la matassa ancora complicata della sua vita, impigliata in pendenze giudiziarie e inenarrabili vicende burocratiche. "Ho fatto domanda per un tirocinio retribuito, ma sono mesi che aspetto e ancora non si sblocca".

Il futuro e il lavoro lo preoccupano. "Non so quanto ancora potrò contare sulla mia forza fisica. Mi hanno tolto l'autorizzazione della Prefettura, i servizi di vigilanza non posso più farli".

Ma su una cosa tiene duro. Ha evitato la galera, ora vuole stare lontano dai guai. E sembra un gioco di parole: Fuori Binario, fuori dal giro. Sì, fuori.

Pagina 9 del numero 274 Uscito sul numero 274 (Giugno 2025), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero