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Archivio › Fuori Binario n. 273 · Maggio 2025 › pagina 10

CULTURA

Raccontare per ricordare

Laura Tabegna · Fuori Binario n. 273, Maggio 2025, pagina 10

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Sezione: CULTURA | Autore: Laura Tabegna

Il progetto "Vite in autostop" costruisce "biblioteche umane" per recuperare la forza dell'incontro e del racconto orale

Il primo passo è superare il muro del silenzio. Poi arriva un simbolo, che sblocca la memoria e apre la narrazione del ricordo. Cosa significa raccontare la propria vita in trenta minuti a uno sconosciuto? C'è chi focalizza il tema su un conflitto familiare, chi racconta una storia già nata con un destino sbagliato, chi ha attraversato l'inferno di un viaggio della speranza ma preferisce definire la propria biografia con l'unico ricordo felice che custodisce. Ogni vita merita di essere raccontata e ascoltata. Ogni essere umano può far parte di una libreria vivente. Il progetto "Vite in autostop" dell'associazione Sconfinando punta proprio ad aiutare le persone a recuperare ricordi, rielaborare il senso della propria vita, per poi trasmetterlo oralmente a un lettore sconosciuto, scoprendo la bellezza del raccontare guardandosi negli occhi. Questo scambio di energie crea un circuito virtuoso che lavora in profondità nella coscienza. L'associazione ha già contribuito a formare tante "biblioteche umane", lavorando con varie comunità, dal carcere ai bambini, dai migranti ai residenti delle periferie.

Sconfinando nasce nel 2008 tra Firenze e il Valdarno grazie a un gruppo di giovani con competenze che vanno dall'antropologia all'architettura, dal trekking alla riqualificazione urbana e l'attività socio-culturale. Nel 2018 l'associazione abbraccia l'idea della Human Library, partita da Copenaghen e diffusa a livello internazionale per recuperare la forza del racconto come antidoto alla dissociazione provocata dai cellulari.

Dal 2020 Sconfinando decide di elaborare un proprio metodo, che attraverso il gioco raggiunge spazi sommersi della memoria profonda. "Gli strumenti che utilizziamo – spiega Eleonora Antonelli, presidente dell'associazione – sono mappe immaginarie con luoghi simbolo ed elementi chiave, come ad esempio la tenda-rifugio, la strada-prospettiva, il faro-sostegno, la foresta-mistero. Ogni volta che organizziamo un'attività si parte con una fase di preparazione attraverso giochi (carte, percorsi con dadi, teatro sociale di improvvisazione). Le storie cominciano ad emergere grazie agli elementi chiave suggeriti dai simboli, che fanno leva su archetipi profondi. Si comincia a imbastire la storia con quattro ricordi. Questa pratica aiuta la memoria come una ginnastica. Anche chi ascolta è attivo. Si tratta di un esercizio per sé stessi, per ritrovarsi".

Per saperne di più visitate il sito www.sconfinandointoscana.it

Pagina 10 del numero 273 Uscito sul numero 273 (Maggio 2025), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero