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ATTUALITÀ
Mi chiamerò Federica
Barbara Cremoncini · Fuori Binario n. 273, Maggio 2025, pagina 9
!Attualità - pagina 9
Sezione: ATTUALITÀ | Autore: Barbara Cremoncini
Una vita non facile in un corpo che non sente suo, ha trovato a Fuori Binario "tanti cuori" che l'hanno accettata e aiutata
Federica aiuta Consuelo a chiudere le pratiche, a Fuori Binario è appena finita la distribuzione dei pacchi alimentari e bisogna registrare i documenti delle persone che li hanno ritirati. Si muove con sicurezza ed efficienza, contenta di poter essere d'aiuto. Non è da tutti, dopo una mattinata passata ad accudire anziani in una Rsa del centro di Firenze. Non è da tutti aver ancora voglia di aiutare. "Qui ho trovato persone che mi hanno dato tanto, qui ci sono i miei amici, la mia vita di oggi. Con loro sono riuscita ad aprirmi, mi hanno visto piangere e stare male. Grazie a loro ho ritrovato la voglia di vivere".
La vita, per Federica, non è stata mai facile. Mai, fin dall'inizio. Fin dal momento in cui ha realizzato di non sentirsi bene nel corpo in cui era nata, così come con quel nome che, presto, potrà cambiare. Sui documenti per ora è Riccardo, ma ancora per poco. "Ho deciso di cominciare il percorso per il cambio di sesso, so che mi farà stare bene. Oggi sono a metà strada, fra poco comincerò a fare gli ormoni e poi voglio fare anche l'intervento. E sarò Federica: l'ho scelto, questo nome, perché piaceva tanto a mia nonna, che non c'è più e mi manca, lei era la mia forza e il mio scudo".
Federica si vede già proiettata nella sua nuova vita. Ora che sta per concludere il corso per operatore socio sanitario può aspirare ad un vero lavoro, un lavoro che le piace perché ha scoperto che aiutare le persone la fa stare bene. E poi anche a una sua casa, lei che una casa non l'ha avuta quasi mai. A Monza, dove ha vissuto fino a sette anni fa, sua madre, una donna forte e in gamba, che andava avanti da sola senza uomini, si è vista portare via tre figli su quattro. "Sono stata in affido e poi per più di dieci anni in comunità. Alle superiori andavo all'alberghiero, ma non ho finito. Ho scoperto di avere l'epilessia, quindi sono cominciate le cure, i farmaci e alla fine, per ridurre gli effetti della malattia, mi hanno dovuto operare. A Milano facevo cose brutte, per strada, in pratica mi prostituivo, per soldi, per qualsiasi cosa, un tatuaggio, un pacchetto di sigarette. Ho incontrato uomini che mi hanno fatto del male, io non riesco a dire di no, ho un problema a controllare il mio istinto e le persone se ne sono approfittate. Riccardo il bravo ragazzo ne ha combinate tante... Ma poi ho detto basta, ci vuole uno stacco. E ho seguito mia sorella in Toscana. Le voglio bene, andiamo d'accordo, adoro le sue bambine".
Anche qui però sono alti e bassi. "Ho portato le pizze, ho lavorato in un negozio, ma sono anche tornata per strada, per soldi. Poi nel 2023 sono stata investita da una macchina, non lavoravo e non potevo più pagare l'affitto. Così sono stata dove capitava e poi all'albergo popolare".
L'albergo è a due passi da via del Leone, la sede di Fuori Binario. E da qui si è messa in moto una catena, "tanti cuori" dice Federica. Persone che l'hanno accettata, accolta e anche concretamente aiutata. Attivando i servizi, le cure mediche, il percorso per la transizione di genere, un nuovo posto in una residenza a Campi, il corso per Oss.
Ci tiene a elencare i nomi di tutti, li ripassa per essere sicura di non dimenticare nessuno: Francesco, Cristiano, Consuelo, Marco del centro La Fenice, e poi ancora Ornella, Mariella, Sabrina... Sono la sua realtà di oggi. Non è detto che quella di ieri sia del tutto alle spalle, ammette. "Ma vedremo. Mia nonna diceva: quando avrai tutto davanti, vedrai". E davanti c'è Federica, che non è più un sogno ma aspetta il compimento della sua vera identità. E tutte queste persone, la sua assicurazione sulla vita.
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Uscito sul numero 273 (Maggio 2025), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
