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ATTUALITÀ
Carcere, che fare?
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 273, Maggio 2025, pagina 8
!Attualità
Sezione: ATTUALITÀ | Autore: Clara Baldasseroni
Il carcere è uno strumento d'isolamento e abbandono sociale, non serve a diminuire il numero di reati – i dati delle statistiche lo dimostrano – ma a rassicurare alcune derive securitarie a cui non interessa la sofferenza di chi ci vive recluso. L'abitudine sta portando all'accettazione passiva di un luogo separato, un mondo impenetrabile, invisibile, senza umanità, ingiusto.
Dall'altra parte in molti capiamo che il carcere non è la soluzione, che colpisce persone in difficoltà per reati lievi legati prevalentemente alla microcriminalità assumendo sempre più la funzione di un centro d'accoglienza. Il sovraffollamento ha raggiunto un picco massimo del 130%, e se i posti sono poco più di 50 mila, le presenze sono più di 60 mila. La maggior parte sono giovani, un terzo sono italiani mentre sta aumentando il numero di non-italiani.
Il volontariato è l'unica presenza che offre un tramite con l'esterno, mentre servirebbe un collegamento maggiore soprattutto per colmare la necessità di servizi. All'interno i pochi psicologi e psichiatri sono difficili da incontrare e non riescono a risolvere i problemi legati alla psichiatria, dipendenza di alcol e tossicodipendenza.
Chi esce dal carcere ha poca speranza di trovare un lavoro attraverso un percorso di reinserimento e la possibilità di misure alternative sembra dedicata a pochi fortunati di transito.
La legge "svuota carceri" approvata quest'estate è risultata parziale e demagogica. Tra le proposte quella di aumentare le guardie carcerarie di 1000 unità per contrappasso, invece di: mirare a un personale qualificato per il recupero, e investire per ridurre la povertà per diminuire l'incidenza dei reati.
Le strutture fatiscenti cadono a pezzi e in un tale contesto assume una forte eco la dichiarazione della sindaca Funaro che dopo il terzo morto a Sollicciano del 2025 ha avanzato una proposta sostenibile: "Sollicciano deve essere completamente riformato, buttato giù e ricostruito". Insieme all'assessore Paulesu hanno inviato una lettera al ministro Nordio per cercare una soluzione.
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Uscito sul numero 273 (Maggio 2025), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
