Archivio › n. 273

Archivio › Fuori Binario n. 273 · Maggio 2025 › pagina 3

ESPERIENZE

AlLegria, il futuro è qui

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 273, Maggio 2025, pagina 3

!Esperienze

Sezione: ESPERIENZE | Autore: Valentina Baronti

Legri, frazione di Calenzano: 210 soci per la seconda cooperativa di comunità della Toscana, che dà lavoro a tredici giovani

La strada che porta a Legri è senza uscita. Oltre il paese ci sono solo boschi, uliveti e pascoli. Ci si arriva uscendo dalla piana industriale, ci si lascia alle spalle i piloni dell'autostrada del Sole e si serpeggia lungo il torrente Marinella, che solo poche settimane fa si è ingrossato fino a travolgere argini, muri di contenimento e perfino la terrazza di un ristorante. Piove e l'acqua scorre torbida lungo un letto pietroso, troppo grande per quel corso d'acqua. La crisi climatica e l'abbandono del territorio si vedono anche solo in questo paesaggio fluviale, improvvisamente svuotato dal verde, che in tanti punti nascondeva il fiume alla vista. Un tragitto di sette chilometri, che in qualche modo ci prepara a incontrare chi della cura del territorio ha fatto la sua missione.

Marco Morandi, della Cooperativa di Comunità AlLegria ci accoglie all'emporio. Quando arriviamo sta tagliando un pezzo di pecorino di un pastore della zona. Nell'altra stanza ci sono una ventina di giovani universitari che stanno lavorando a un workshop sulla comunicazione nella cooperazione. Ci sediamo a un tavolino: "Qui possiamo stare tranquilli per un'oretta, poi ci dobbiamo spostare, perché questo è il tavolo delle carte e nel tardo pomeriggio arrivano gli anziani del paese per giocare". Marco è un giovane pianificatore urbanista, guida ambientale e contadino. È nato e cresciuto a Sesto Fiorentino, ma con Legri ha sempre avuto un legame, per via di un'oliveta di famiglia di cui si prende cura: "Vengo da un quartiere di periferia piuttosto degradato, qui ho ritrovato il valore e la forza delle relazioni. Conoscevo l'esperienza delle cooperative di comunità e qui ho trovato un terreno già fertile, un contesto associativo radicato, anche se aveva le sue criticità".

I locali in cui si trova la Bottega dell'Allegria sono un centro civico comunale, nato all'inizio degli anni Duemila come luogo di aggregazione. Quando chiuse anche l'ultimo negozio del paese, il centro civico iniziò anche a fornire servizi e diventò l'embrione di quello che è oggi: un vero e proprio spazio condiviso, in cui poter trovare prodotti locali, passare per un caffè e fermarsi per l'intera mattinata, leggere, mangiare una pizza, pagare un bollettino, ricevere un pacco, fare una fotocopia, ascoltare un concerto o vedere uno spettacolo teatrale.

Ma c'è molto di più. Il progetto della cooperativa di comunità di Legri tiene insieme la socialità con la cura del territorio, i servizi con la vocazione agricola ed è praticamente l'unica opportunità di lavoro nella frazione: "Abbiamo 210 soci, di cui l'80% sono legresi. Il paese in totale ha 600 abitanti e praticamente in ogni famiglia c'è un socio. Siamo la seconda cooperativa di comunità della Toscana, dopo quella storica di Monticchiello. I soci lavoratori sono 13, di cui 10 donne. Otto di loro hanno meno di 30 anni". In quel momento entrano Patrizia ed Enrico, madre e figlio. Sono entrambi di Legri. Lui, 21 anni, si allontana per preparare l'impasto della pizza per il fine settimana, 48 ore di lievitazione e un misto di farine che lo rende più digeribile. Prodotti di qualità, del territorio e con un prezzo contenuto, per dare a tutti la possibilità di mangiare bene e in buona compagnia. Patrizia faceva la cuoca al mercato centrale a Firenze: "Lavoravo per mandare i titolari alle Seychelles. Ora lavoro per la mia comunità".

La cooperativa di comunità è una cosa complessa, fatta di legislazioni regionali che non permettono la creazione di reti nazionali, di cavilli burocratici che rischiano di bloccare alcuni progetti, di bilanci e decisioni assembleari. Ma forse il succo è tutto lì, come dice Patrizia: fare un lavoro utile, mettere la propria fatica, il proprio corpo e la propria competenza per un progetto collettivo, che contribuisca a tenere vivi i posti più periferici, che dia opportunità non solo a chi lavora in cooperativa, ma anche a quei contadini e quei pastori che grazie all'emporio non hanno abbandonato la collina e hanno trovato una ragione per rimanere. "E poi la cooperativa di comunità è una palestra di democrazia – conclude Marco –. Il nostro è stato un percorso lungo, nato dall'esperienza ventennale del centro civico. Durante la pandemia la gente di qui si è resa conto di quanto questo presidio fosse importante e allora abbiamo iniziato a coinvolgerli, prima in una serie di camminate per conoscere il territorio e poi con una lettera di intenti che abbiamo incassettato porta a porta. E non ci siamo limitati al centro del paese, ci siamo arrampicati fino all'ultima casa in collina, per arrivare a tutti. L'idea della cooperativa poi è nata da sola, proprio da quella comunità che eravamo riusciti a riaggregare".

La strada per Legri è senza sfondo, ma percorrendola tutta si arriva a un emporio che è un po' un bar, un po' una bottega, un po' un centro servizi, un po' una sala riunioni. La strada finisce ma il futuro è lì, in quel posto piccolo piccolo che sa di comunità.

---

Cosa fa la cooperativa

I filoni di attività sono quattro. I servizi di comunità e quindi il bar, l'emporio polifunzionale, la pizzeria. La socialità e quindi le attività culturali, la riscoperta delle antiche feste contadine. La vocazione agricola e quindi il collegamento con le aziende del territorio che vendono i propri prodotti alla bottega, corsi di formazione agricola e anche un trattore condiviso, con il quale svolgere i servizi in quei piccoli appezzamenti che non hanno quel tipo di mezzo. Il territorio e quindi iniziative per conoscerlo e valorizzarlo, come le camminate, la pulizia di sentieri e fonti, la ricerca collettiva di erbe selvatiche. Informazioni e prossime iniziative sui canali social di AlLegria – Cooperativa di Comunità. (v.b.)

---

CCCQ, centro culturale contadino Querciamencola

Il centro culturale contadino Querciamencola si trova alle pendici di Monte Morello, poco prima del centro abitato di Legri ed è uno dei tanti frutti della cooperativa di comunità. L'idea nasce all'interno del percorso della cooperativa, tanto che la stessa è tra i soci fondatori dell'associazione CCCQ con un suo delegato. L'obiettivo è creare, nella casa colonica dell'antico podere dei Salviati, un centro culturale che recuperi le tradizioni contadine e rivaluti il territorio. Il progetto è appena nato, ma ha già le idee chiare: restauro degli edifici rurali, degli annessi e dei terreni agricoli, dei boschi e dell'area botanica di Querciamencola, inaugurata nel 1996 ma da alcuni anni in stato di abbandono; sistemazione della sentieristica collegata all'area di Querciamencola come porta di accesso a Monte Morello; museo della civiltà contadina; sosta e ospitalità temporanea; soggiorni mirati alla vita all'aria aperta e al contatto con la natura e gli animali, per minori, giovani, famiglie, anziani e persone fragili. L'associazione porta avanti anche progetti alla Bottega dell'AlLegria, come i corsi sulle erbe selvatiche commestibili e l'ormai tradizionale "cena degli erbi boni", che viene organizzata da più di dieci anni dalla parrocchia di Legri e che ora è diventato uno dei tanti eventi dell'emporio di comunità. "Legri si conferma – si legge nella presentazione dell'associazione CCCQ – come luogo fecondo di incubazione, 'gemmazione' e avvio di iniziative e progettualità sociali e ambientali". (v.b.)

Pagina 3 del numero 273 Uscito sul numero 273 (Maggio 2025), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero