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AMBIENTE

OGM o TEA, il rischio è lo stesso

Giovanni Pandolfini · Fuori Binario n. 272, Aprile 2025, pagina 12

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Sezione: AMBIENTE | Autore: Giovanni Pandolfini

Le chiamano Tecniche di Evoluzione Assistita e producono organismi ingegnerizzati che verrebbero immessi in natura

"Gli OGM attualmente sul mercato sono il risultato di una visione riduzionista e determinista dei processi biologici e, grazie alla loro brevettabilità, favoriscono la privatizzazione degli organismi viventi da parte di alcune multinazionali". Inizia così un articolo del biologo Gianni Tamino sul blog "Cambiare il campo", che in modo chiaro e semplice sintetizza il nocciolo di questa ennesima manovra mistificatoria di estrattivismo, con l'obiettivo (ovviamente non dichiarato) da parte del capitale finanziario di appropriarsi dell'intero genoma.

Sono passati ormai molti anni da quando l'Europa mise al bando gli organismi geneticamente modificati, dopo estese proteste del mondo ambientalista, imboccando la strada del principio di precauzione. In altre zone del mondo globalizzato si produce con piante OGM ma in molti Stati europei ne è stata vietata la coltivazione ed è stato imposto l'obbligo di dichiararne la presenza e la tracciabilità in caso di prodotti di importazione.

Oggi con la scoperta di nuove tecnologie di modificazione genetica che a differenza dei vecchi OGM non utilizzano più metodi di transgenesi (con DNA proveniente da organismi di specie diverse) ma si concentrano su metodi di cisgenesi e genoma editing (interventi sul DNA di stessa specie) si pretende di deregolamentare l'attuale normativa secondo l'assunto "non sono OGM".

Queste nuove tecnologie si chiamano NBT (new breeding techniques) in Italia identificate con TEA (tecniche di evoluzione assistita). Durante lo scorso anno la Commissione Europea ha presentato una proposta che mira a deregolamentare la normativa attuale per le NBT viste come non più equiparabili agli OGM. In Italia la Commissione Agricoltura del Senato ha approvato un emendamento a Decreto Siccità che prevede addirittura la sperimentazione in campo di queste nuove tecnologie con il solito presupposto della non equiparazione agli OGM. L'Europa ancora non si è pronunciata in merito ma in Italia si stanno già immettendo nell'ambiente questi nuovi OGM detti TEA con la presunzione che siano tutt'altra cosa.

Una grossa parte del mondo della ricerca nel campo delle biotecnologie sta dicendo che dal punto di vista della pericolosità nell'immissione nell'ambiente di questi organismi ingegnerizzati potrebbe essere di scarsa rilevanza la differenza fra transgenesi e cisgenesi e genoma editing e che pertanto dovrebbe ancora valere il principio di precauzione mentre rimangono inalterati gli aspetti di non poco conto come l'erosione genetica (diminuzione della biodiversità) e il pericoloso adattamento dei patogeni (insetti compresi) che vincolerebbero la produzione del cibo sempre di più ad apparati complessi gestiti da pochi soggetti economici sempre più forti.

Il dibattito è assente. Media e politica istituzionale tacciono. I grandi sindacati agricoli sono conniventi con la storiella dell'innovazione necessaria per un futuro più produttivo e più sostenibile che ormai come un mantra ci trasciniamo dietro dalla rivoluzione verde degli anni Settanta.

Nel tentativo, a livello locale, di smuovere un dibattito pubblico, fra le altre innumerevoli iniziative di divulgazione e sensibilizzazione stiamo promuovendo, insieme al Consigliere Comunale Dimtrij Palagi di Sinistra Progetto Comune una proposta di delibera del Comune di Firenze che si porrebbe come territorio libero da OGM vecchi e nuovi. Vedremo in seguito come le nostre istituzioni locali decideranno di assumersi le loro responsabilità nei riguardi dell'ennesima imposizione dall'alto di profitti per pochi e disagi (leggi anche devastazioni) per tutti.

Altre info su: cambiareilcampo.org

Pagina 12 del numero 272 Uscito sul numero 272 (Aprile 2025), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero