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ATTUALITÀ
La geometria dell'esclusione
Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 270, Febbraio 2025, pagina 5
!Attualità
Autore: Francesco Martinelli
Firenze allarga la "zona rossa" in nome della sicurezza. I "soggetti pericolosi" saranno esiliati in periferia.
Per chi come me vive una vita in comune ed in comunione con gli ultimi di un segmento cittadino che va da A a B, ma a cui le istituzioni non danno importanza. Per noi che siamo la gente di strada, noi che siamo nelle vie, nelle piazze di questa città tutti i giorni, ma siamo ancora invisibili e spesso senza residenza. Invisibili fino a quando?
Sembra che il ministro Piantedosi e la sindaca Funaro siano d'accordo nel privilegiare il bene dei cittadini e la sicurezza. Il 30 di settembre si erano riuniti a Firenze insieme al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dalla prefetta Ferrandino. Avevano disposto, tra le altre cose, il divieto di stazionamento nel parco delle Cascine, della Fortezza da Basso, della stazione centrale di Santa Maria Novella e zone limitrofe per tutti coloro "che si rendano responsabili di condotte aggressive, determinando un concreto pericolo per la sicurezza pubblica".
Dal sito del Ministero dell'Interno, apprendiamo che il Viminale, nella persona del ministro Piantedosi, ha poi inviato una direttiva ai prefetti per individuare "aree urbane dove vietare la presenza di soggetti pericolosi con precedenti penali, e quindi disporne l'allontanamento". Questo per "garantire la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte dei cittadini". Mi viene da dire cittadini di serie A (quei pochi punti iniziali che formano il segmento cittadino) perché noialtri (la moltitudine dei punti che tendono oltre, verso il punto B) non parteciperemo a questo giubileo.
A proposito, mi viene in mente la prima volta che ho sentito parlare di "zona rossa": era proprio il Giubileo del 2000, poi c'è stato il G8 a Genova con il Social Forum nel 2001. I risultati li conosciamo tutti. Per esperienza personale quando sento dire che una zona è rossa (con il beneplacito dei rivoluzionari bolscevichi) vuole dire che ci devo stare lontano. Tuttavia può capitare, come ora a Firenze, che un punto B venga fermato alla stazione e sottoposto ad un controllo dei documenti e magari ad una perquisizione, tanto per non farci mancare niente. Eppure non c'è un Giubileo, né un G8 o chissà cos'altro in questa città, e queste misure "al fine di accrescere gli standard di prevenzione e repressione" fanno strano.
Ho avuto modo di leggere un ordine di allontanamento della questura: è talmente generico che comprende molteplici reati raggruppati insieme, col risultato di vietare "lo stazionamento" in tre principali zone – che sono appunto la Stazione, le Cascine e la Fortezza, con tutto ciò che gli sta intorno. Si definisce, di conseguenza, zona rossa tutta l'area che va da via Strozzi fino ed oltre piazza Paolo Uccello, creando un perimetro immenso che per un senza dimora vuol dire essere esiliato in periferia. Puoi esserti fatto una canna come trasportare armi e finisci lì, nel solito fogliolino, al solito punto, nella solita parentesi. Il ministro batte più volte sul fatto che tutto ciò arginerà le piazze di spaccio. A me pare invece che si stiano progettando dei ghetti.
Dall'inizio di quest'anno abbiamo già iniziato la conta dei detenuti morti, suicidi o meno, con la città di Firenze in perfetto allineamento con gli altri istituti di pena d'Italia. Credo che l'istituzione di zone rosse, così come quella del carcere, non sia la soluzione per il raggiungimento di "quell'ordinato vivere civile che rappresenta il naturale obiettivo di uno Stato di diritto" che l'ordinanza si prefigge. Ci volete nascosti dietro un dito, un dito che non è nemmeno vostro, signori del Comitato; noi ve ne porgiamo un altro, con cui vi lasciamo liberi di far ciò che più vi piace.
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Uscito sul numero 270 (Febbraio 2025), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
