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Brevi - Una Rete contro la legge-manganello / Quando occupare salva la vita
Vari (Valentina Baronti) · Fuori Binario n. 270, Febbraio 2025, pagina 5
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Una Rete contro la "legge-manganello"
Il governo italiano ha avviato una nuova offensiva contro i diritti fondamentali di manifestare, scioperare e lottare. Con il disegno di legge 1660, noto come legge-manganello o anti-Gandhi, l'esecutivo mira a criminalizzare ogni forma di dissenso e protesta, ampliando il controllo sociale e la repressione. Il progetto di legge, discusso dal 10 settembre 2024, introduce nuove aggravanti di pena, colpendo chi partecipa a manifestazioni contro la guerra, contro la speculazione edilizia, le grandi opere e la catastrofe ecologica. La legge prevede pene severissime per chi blocca strade o ferrovie, occupa case sfitte, o si oppone alle ingiustizie sociali. Si mira così a garantire l'economia di guerra e reprimere ogni forma di resistenza popolare. Lo scorso gennaio a Rete Liberi/e di Lottare, costituitasi per contrastare la legge liberticida, si è riunita a Firenze presso il Centro Popolare Autogestito con l'obiettivo di costruire un'alleanza tra sindacati, movimenti sociali ed ecologisti, attivisti e cittadini, per fermare la legge prima che venga approvata e di resistere qualora entri in vigore.
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Quando occupare salva la vita
Autore: Valentina Baronti
Pene ridotte per il collettivo Robin Hood a Milano. Assoluzione per gli attivisti No Borders in Val di Susa.
Occupare case sfitte o edifici abbandonati è legittimo, perché risponde dal basso alla grave crisi degli alloggi e, in alcuni casi, salva vite. I movimenti di lotta per la casa lo sanno da tempo, ma ora a ribadirlo sono anche due importanti sentenze della Corte d'appello. La prima è del novembre scorso, nei confronti degli attivisti di No Borders per l'occupazione di una ex casa cantoniera a Oulx, in Val di Susa, trasformata in un rifugio per i migranti che tentano di passare la frontiera. Sono stati assolti sulla base dell'articolo 54 del codice penale, in base al quale non è punibile chi commette un fatto perché "costretto dalla necessità di salvare sé o altri da un pericolo di un danno grave alla persona". Quindi non sono punibili perché hanno salvato vite. L'altra sentenza risale al dicembre scorso, nei confronti del comitato "Robin Hood" di Milano che dal 2014 sostiene le occupazioni delle case popolari sfitte nel quartiere del Giambellino. Per loro è caduta l'accusa di associazione a delinquere e le pene sono state radicalmente ridimensionate. Mentre negli altri gradi di giudizio erano stati condannati da un anno e tre mesi fino a cinque anni e sette mesi, ora le pene sono da nove mesi a un anno e sono state riconvertite in lavori socialmente utili.
Due sentenze che costituiscono un precedente importante. Nel caso di Milano, la Corte ha stabilito che non c'è reato di associazione a delinquere, perché "il fatto non sussiste", confermando così la finalità sociale e politica dell'azione, perché lo scopo non è il guadagno o lo sfruttamento, bensì la solidarietà e il mutuo appoggio. Ancora più significativo il precedente della Val di Susa, dove sono stati assolti.
Il tema dell'abitare è particolarmente caldo nelle città italiane, soprattutto in quelle turistiche. In Italia ci sono 100mila case popolari sfitte e i centri di accoglienza per i migranti non sono sufficienti, soprattutto nelle zone di frontiera. Esperienze come queste sono la risposta dal basso a una crisi di cui la politica e le istituzioni non si occupano. Al Giambellino, grazie all'azione del comitato "Robin Hood" non si è solo dato un tetto a chi non ce l'aveva, ma si sono organizzati doposcuola, corsi di calcio, mensa e anche un ambulatorio popolare. Insomma, si sono dati tutti quei servizi da cui gli ultimi sono esclusi e si è creata quella comunità mutualistica, che rivendica spazi sociali e se li prende.
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Uscito sul numero 270 (Febbraio 2025), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
