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CULTURA
Choreos dà voce ai diritti
Laura Tabegna · Fuori Binario n. 270, Febbraio 2025, pagina 7
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Autore: Laura Tabegna
"Esercizio di democrazia" e comunità aperta, il coro arcobaleno propone concerti-spettacolo legati a temi politici e civili.
"Il coro è davvero un grande esercizio di democrazia. È fondamentale ascoltare gli altri e si canta tutti insieme, chi è più capace e chi lo è meno". C'è un coro arcobaleno che ha resistito alla tempesta del Covid per poi rispuntare dopo il lockdown più forte di prima. Le parole di David Speranzi, presidente di Choreos, sintetizzano perfettamente lo spirito del gruppo di voci che abbraccia indiscriminatamente tutti i generi, musicali e sessuali. Nato a Firenze nel 2018 all'interno dell'associazione Ireos, diventata associazione di promozione sociale nel 2020, Choreos ha sede nel Circolo 25 aprile in via del Bronzino a Firenze, nel quartiere 4, da cui ha ricevuto il "Quattrino d'oro" per l'impegno nei diritti civili attraverso la cultura.
Choreos può contare su ottanta associati, ma con una caratteristica che Speranzi riassume così: "Non siamo soltanto della gente che canta". Si tratta di un coro politico e civile, di una comunità aperta di persone, di una realtà nata per promuovere i valori Lgbtqia+ e che dà voce a tutti i diritti. Il direttore è Simone Faraoni, capace di arrangiare i pezzi in maniera tale da "cucirli" addosso al suo coro. Ogni concerto è un vero e proprio spettacolo, dove l'intonazione e il repertorio sono in armonia con un tema civile. Si spazia dalla musica popolare alla classica, fino al pop. Certe volte tutto questo si mescola in un 'unicum'. Ne è dimostrazione la partecipazione al Cromatica festival 2024 al Petruzzelli di Bari, organizzato dall'associazione nazionale di cori arcobaleno. Il brano del coro fiorentino s'intitolava: "Versailles, no Bari", giocando sulle parole e citando il film anime su Lady Oscar diretto da Ai Yoshimura, "Versailles no bara". Il direttore Faraoni ha legato tre canzoni su un 'fil rouge', anzi arcobaleno, queer. L'icona manga 'ante litteram' dei valori Lgbtqia+ è diventata protagonista di un tris composto da una canzone d'amore francese del '500, un canto popolare intitolato "La donna guerriera" e la sigla di Lady Oscar, appunto.
'Nomen omen': come ha spiegato Speranzi, una delle caratteristiche di Choreos, che si diverte e fa divertire, è anche quella di svolgere l'antico ruolo del coro greco. Lo spettacolo "Sulla mia pelle" unisce la musica alla lettura di testimonianze di omolesbobitransfobia. "L'esperienza di sopraffazione vissuta e letta dal singolo – spiega David Speranzi –, attraverso il coro viene rivissuta in maniera collettiva e quindi catartica. Tante voci che, oltre a meritare un coro, diventeranno presto un libro".
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Uscito sul numero 270 (Febbraio 2025), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
