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Archivio › Fuori Binario n. 269 · Gennaio 2025 › pagina 6

LAVORO

Donne in carcere

Cristina Niccoletti · Fuori Binario n. 269, Gennaio 2025, pagina 6

Autore: Cristina Niccoletti

Come vivono le detenute a Sollicciano?

La funzione del carcere, sia femminile che maschile, dovrebbe essere quella di riabilitare i detenuti e detenute, offrendo un percorso di crescita e consapevolezza personale al fine di rientrare nella società. Se associamo il carcere solo alla punizione, non è possibile rompere il ciclo esclusione-recidività. Invece un rapporto riabilitativo con educatori, supporto psicologico, e formazione professionale riducono i tassi di recidiva. Gli istituti penitenziari devono migliorare le condizioni di vita al loro interno. Sono temi ribaditi anche dalla relazione 2023 del Tribunale di sorveglianza sulla situazione carceraria di Firenze, in cui in particolare ci si concentra sulla mancanza di accesso ai servizi di base, al sovraffollamento, alla mancanza di assistenza sanitaria.

Le persone detenute in Toscana sono circa 3.000, di cui solo il 2,4 per cento è donna. Perché le donne delinquono molto meno degli uomini? È una domanda a cui è difficile rispondere.

Detto ciò le sezioni femminili sono leggermente più vivibili rispetto alle maschili. È il caso di Sollicciano a Firenze che ospita una cinquantina di donne. Recentemente sono stati fatti lavori di ristrutturazione e sono stati chiusi una sezione penale e una sezione nido per l'assenza di detenute madri. È stata invece riaperta, all'occorrenza, la sezione per donne transgender chiusa dal 2021. Tuttavia anche per le donne in carcere, oltre alle carenze infrastrutturali, mancano formazione e lavoro.

A differenza delle sezioni maschili, le donne possono usufruire di un ambiente separato dotato di doccia e bidet. Le docce comuni non vengono utilizzate, ma usate come lavatoi. È presente un'area verde dotata di giochi per bambini. Nonostante tutto questo non sono rari i casi di autolesionismo.

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Ricominciare dalle bambole

La Poesia delle Bambole è un progetto dell'Associazione Pantagruel di Firenze, iniziato nel 2001, con un corso di formazione all'interno delle sezioni femminili del carcere di Sollicciano, come momento di creatività ma anche come risposta ai bisogni economici e terapeutici di chi lo frequenta.

Le operatrici insegnano ad un gruppo di ragazze detenute a fare le bambole create nelle scuole Waldorf, le scuole che mettono in pratica la pedagogia di Rudolf Steiner.

"La Poesia delle Bambole", oltre a coinvolgere un gruppo di donne detenute nel carcere di Sollicciano, seguite da alcune volontarie e collaboratrici, vede l'attribuzione di borse lavoro destinate a donne ex detenute o detenute in misura alternativa impiegate nel laboratorio esterno, che si trova in via di Mezzo 39R a Firenze. Qui è anche possibile acquistare le creazioni fatte a mano del laboratorio, tra cui bambole e pupazzi di ogni foggia e dimensione.

Per altre informazioni sull'associazione www.asspantagruel.org.

Pagina 6 del numero 269 Uscito sul numero 269 (Gennaio 2025), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero