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ATTUALITÀ
La strada verso il prossimo
Jacopo Stefani · Fuori Binario n. 269, Gennaio 2025, pagina 5
!Attualità
Autore: Jacopo Stefani
Autobiografia di Mihai, diffusore di Fuori Binario, manutentore al Cimitero degli inglesi, attivista per la comunità rom
Mihai Copalea diffonde Fuori Binario in strada da oltre dieci anni. Non solo. È padre di quattro figli; lavora da tempo al mantenimento del Cimitero degli Inglesi; è impegnato in attività solidali come la gestione di fondi per il sostegno ad altre famiglie della sua comunità; e, dal mese scorso, è anche un autore. La sua autobiografia, La strada verso il prossimo – La mia vita fra Italia e Romania, è stata presentata lo scorso 7 dicembre al Cimitero di Piazzale Donatello.
Il libro è agile, ma denso di contenuti. Racconta la storia di Mihai fin dai primi, difficili anni in Romania, terzo di undici figli di una famiglia della comunità rom. La povertà e le difficoltà dei genitori rendono impossibile la scuola e una stabilità materiale. Dopo un grave infortunio che colpisce il padre e il ricongiungimento con la madre, Mihai nel 2008 viene scelto per accompagnarli in Italia, in cerca di migliore fortuna.
È ancora piccolo, ma non troverà l'accoglienza che spera. Con i genitori si rassegna a vivere nel campo rom dell'Osmannoro, insieme a persone di varie etnie e provenienze; poi il sindaco Renzi ne ordina la cancellazione senza che siano previste alternative per chi vi dimora. A quel punto si spalanca il baratro dell'indigenza: per anni la piccola famiglia composta dai genitori, da Mihai e dal suo gemellino è senza dimora, per lo più intorno a Santissima Annunziata, dormendo all'addiaccio e sopravvivendo grazie a lavori saltuari e all'aiuto della Caritas.
Ma la sua non è una storia di rassegnazione, ed è illuminata dalla grande resilienza di questa comunità e, insieme, dall'attenzione di tanti fiorentini che si adoperano per aiutarli. Fra tutti spicca la figura di Suor Julia Bolton Holloway, ex professoressa universitaria, scrittrice e, da molti anni, custode del Cimitero degli Inglesi. Suor Julia entra in contatto con la comunità rom, scopre il razzismo e la marginalità a cui è condannata e decide di valorizzarne le straordinarie capacità pratiche per realizzare la riqualificazione del Cimitero, all'epoca in stato di degrado.
Nascono così progetti di alfabetizzazione per i bambini, mentre i genitori iniziano a lavorare al restauro del giardino e delle tombe, assunti con regolari contratti. Quando Mihai compie 18 anni, dopo anni di scuola di italiano, inizia anche lui a lavorare al progetto collettivo. Poi la collaborazione con Fuori Binario, l'espandersi del giro delle conoscenze e, piano piano, un percorso di riscatto che oggi, con il suo libro, ha toccato un'ulteriore tappa.
Cosa manca ancora? Per esempio la certezza abitativa. In una città con i problemi di Firenze, piagata da prezzi sempre più alle stelle causati da speculazione e overtourism, non è difficile immaginare quanto sia difficile trovare qualcuno che affitti un monolocale a un prezzo accettabile, diciamo 3-400 euro, a una persona di etnia rom. Mihai non demorde e continua a cercare. Forse tra voi lettori c'è qualcuno disposto a venirgli incontro e in grado di segnalargli l'occasione giusta.
Certamente si ricorderanno di lui molte delle persone intervenute il 7 dicembre, fra le quali non pochi membri dell'Associazione Aureo Anello, che unisce nel sostegno al Cimitero persone della comunità Rom, studiosi e membri di famiglie storiche fiorentine. Dopo la presentazione del libro, si è tenuto un pranzo conviviale, cucinato da Mihai e la sua famiglia, in cui spiccavano dei deliziosi sarmale. Specialità romena, simbolo di quanto l'apparente diversità e marginalità può spesso essere fonte di incontri fra valori. Chi leggerà il libro, potrà averne un'ulteriore riprova.
> Quando conobbi Suor Julia, lei aveva già iniziato ad aiutare diverse famiglie rom; ogni tanto offriva loro un lavoretto al Cimitero degli inglesi, e soprattutto faceva scuola di italiano ai bambini. Faceva parte dello sforzo dell'Associazione Aureo Anello, che aveva fondato per dare un futuro al Cimitero e insieme offrire un'opportunità a persone come noi. [...] > > Ricordo ancora la prima volta che scrissi e lessi il Padre nostro a memoria, su un foglio bianco. Com'ero contento, e com'era contenta Suor Julia! Era come un miracolo. Quella volta per festeggiare ci portò il gelato. Ci mettemmo tutti a mangiarlo, ma ecco che diversi di noi, e poi quasi tutti, cominciamo a lamentarci per il dolore. Tanti si misero a piangere! La suora era preoccupatissima e ci chiedeva "cos'è successo? Cos'è successo?" Era che avevamo i denti infiammati e molto sensibili, perché a casa chi ce l'aveva lo spazzolino per lavarseli! Decidemmo che il gelato non l'avremmo comprato più. [...] > > La mia amicizia con Suor Julia è nata così, andando da lei tutte le domeniche per i primi quattro anni che stetti qui. Alla fine avevo davvero un po' imparato a leggere e scrivere. Col passare del tempo ho sentito sempre più affetto e fiducia per lei. Piano piano mi sono affezionato moltissimo, e penso, mettendomi una mano sul cuore, che sia stata una delle persone più importanti della mia vita nel mantenermi sulla strada giusta. > > Vedendo come si comportava e ciò che faceva per noi, pensai che anch'io dovevo continuare sulla sua strada, fare la mia parte. Desiderai mettermi a disposizione, e più avanti, nel mio piccolo, ci sarei riuscito. > > (estratto dal libro "La strada verso il prossimo. La mia storia fra Italia e Romania", di Mihai Copalea)
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Uscito sul numero 269 (Gennaio 2025), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
