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Archivio › Fuori Binario n. 269 · Gennaio 2025 › pagina 9

CULTURA - LA VITA MESSA A NUDO

Caravaggio, una verità scandalosa

Tomaso Montanari · Fuori Binario n. 269, Gennaio 2025, pagina 9

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Rubrica: LA VITA MESSA A NUDO — ARTE E POVERTÀ | Autore: Tomaso Montanari

Due pellegrini sporchi e miseri e per modella una prostituta

"Nella prima cappella della chiesa di Sant'Agostino Caravaggio fece una Madonna di Loreto ritratta dal naturale con due pellegrini uno coi piedi fangosi l'altra con una cuffia sdrucita e sudicia, e per queste leggerezze in riguardo delle parti che la gran pittura ver deve, dai popolani ne fu fatto estremo schiamazzo".

È Giovanni Baglione a darci il resoconto più avvincente di ciò che succede nella navata sinistra per chi entra nella basilica agostiniana di Campo Marzio a Roma, piantata nel dedalo di vie che Caravaggio e i suoi amici percorrono quasi ogni notte. Possiamo pensare che la scelta del tema dipenda dal committente, Ermete Cavalletti: nel suo testamento dispone che questa cappella sia dedicata a Santa Maria di Loreto. Egli era profondamente legato al culto di Loreto: come volontario faceva parte dell'Arciconfraternita della Trinità dei Pellegrini che, in occasione del Giubileo dell'anno 1600, si prodigava nel trovare un letto e un pasto ai poveri che arrivavano a Roma da tutto il mondo di allora. Della casa di Maria, secondo la tradizione conservata a Loreto, vediamo però solo un dettaglio: la porta. Perché Maria è ianua coeli, porta del Cielo: ma anche per un'altra ragione, come vedremo tra poco. Davanti a lei si inginocchiano due pellegrini, con le mani giunte: il primo di loro «è un povero scalzo ai piedi e alle gambe con la mozzetta di cuoio e il bordone appoggiato alla spalla ed è accompagnato da una vecchia con la cuffia in capo», dice un biografo dell'artista. I piedi sporchi rozzamente esposti al popolo fanno scandalo: perché lo scandalo della povertà non è nascosto, ma reso ineludibile.

Non sono scelte gratuite: sono pellegrini poveri, in carne ed ossa, proiettati nello spazio sacro, messi sullo stesso piano della Vergine. Non era forse stato detto: «gli ultimi saranno i primi?». Ma Caravaggio è ancora più eversivo: anche la Vergine è una povera donna del suo tempo. È Lena Tognetti: donna di Caravaggio, ma anche prostituta, che lavorava aspettando i suoi clienti in piedi, appoggiata alla porta di casa sua in piazza Navona (a pochi metri da quell'altare). Grande fu lo scandalo, ma il quadro rimase lì. E oggi ci rammenta che il Vangelo non è dei ricchi, ma dei poveri; non dei padroni, ma degli schiavi; non dei santi, ma dei peccatori. Come Masaccio prima di lui, Caravaggio diceva la verità, anzi la dipingeva: un peccato imperdonabile, sempre contestato a chi si schiera dalla parte dei poveri. Dalla parte del torto: quella giusta.

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Madonna dei Pellegrini. Olio su tela, 1605-06. Roma, Sant'Agostino.

Pagina 9 del numero 269 Uscito sul numero 269 (Gennaio 2025), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero