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Archivio › Fuori Binario n. 269 · Gennaio 2025 › pagina 10

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Vari (Mariella Marzuoli, Clara Baldasseroni) · Fuori Binario n. 269, Gennaio 2025, pagina 10

!Attualità

Pagina: 10

Un Premio per Fuori Binario

Difendere la libertà di informazione vuol dire difendere la democrazia: è il messaggio che emerge dalla tradizionale festa degli auguri natalizi dell'Associazione Stampa Toscana. Quest'anno alla cena c'era anche una delegazione di Fuori Binario composta da Clara Baldasseroni, Francesco Martinelli e Cristiano Lucchi. Hanno ritirato il premio "Giornalisti Toscani 2024" dedicato al nostro progetto di giornalismo redistributivo. Questa la motivazione: "A Fuori Binario, storico giornale di strada fiorentino, presidio di informazione e di aiuto, anche economico, per chi lo vende in strada con l'obiettivo di emanciparsi dall'elemosina e costruire una propria prospettiva di professionalità e autonomia". La redazione tutta ringrazia il sindacato dei giornalisti per il riconoscimento e la gratificazione ricevuta, vero carburante per realizzare un giornale sempre migliore.

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Interno carcere, anni Settanta

Un applauso interminabile ha accolto l'anteprima del film Pensando ad Anna nella sala gremitissima del cinema La Compagnia di Firenze, durante il Festival dei Popoli. Ispirato all'autobiografia di Pasquale Abatangelo, scritto e diretto da Tomaso Aramini, il film fa luce sulle lotte carcerarie degli anni Settanta.

È il racconto di vent'anni passati in carcere di un giovane che, dopo dieci anni di collegio, condividendo la vita hippy di fine anni Sessanta, si ritrova in galera per reati minori. È qui che diventa un delinquente politicizzato, poi fra i fondatori dei Nuclei Armati Proletari. La narrazione, dura e coinvolgente, apre uno squarcio sul trattamento riservato in quegli anni ai detenuti politici, sulle carceri speciali, sulle violenze fisiche e psicologiche rivolte ai carcerati ma anche ai loro familiari.

Si tratta di un documentario intervista, di un film di finzione, ma anche di un'esperienza di tipo teatrale. Tutt'e tre le cose. La macchina da presa, condotta da Peter Zeitlinger, ha inseguito i movimenti e le reazioni dell'intervistato con brevi piani-sequenza a ottica grandangolare, per immergere lo spettatore nella dinamica dell'esperimento, costruendo un montaggio interno che ha misurato le emozioni e le oscillazioni della coscienza di Pasquale.

Pensando ad Anna è anche il racconto di una struggente storia d'amore, quella che ha legato Pasquale alla moglie Anna, che gli è stata vicina per tutto il tempo. Gli attori Luca Iervolino e Tiziana De Giacomo interpretano in modo davvero credibile i due protagonisti. Il film, che ha richiesto una preparazione di tre anni, è stato girato in due settimane nell'ex ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli. In uscita a gennaio, speriamo che abbia un'ampia diffusione. (Mariella Marzuoli)

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Liberi di protestare

Il 6 marzo del 2018, centinaia di persone si riversano in strada in segno di protesta per la morte di Idy Diene, cittadino senegalese ucciso a colpi di pistola da Roberto Pirrone. Ci sono momenti di forte tensione, con i tafferugli scoppiati sul ponte Vespucci dopo una contestazione al sindaco Dario Nardella (bersaglio di uno sputo). A distanza di quasi sei anni da quei fatti, si è arrivati alla sentenza: tutti assolti i 9 imputati. Sono cadute le accuse formulate dalla procura, che aveva contestato reati anche gravi come istigazione a delinquere, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. L'assassino di Idy Diene, 63 anni, quel giorno era uscito di casa deciso a farla finita, ma gli era mancato il coraggio e, dopo aver esaminato altri possibili bersagli, aveva deciso di scaricare i colpi su di lui. Sotto shock, la comunità senegalese scese in strada parlando di odio contro gli stranieri e razzismo: in quel contesto maturò la protesta. Nessun reato, però, ha stabilito ora il tribunale fiorentino riguardo i tafferugli.

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Scatti di normalità

Andrea Petinari è un fotografo che si occupa di temi sociali. Ha avviato un progetto per dare voce a chi non appare sui giornali. Le sue foto e le sue interviste raccontano di persone normali, uomini e donne che affrontano difficoltà quotidiane con dignità, ma senza ricevere il riconoscimento che meritano. Andrea non si limita alla superficie, ma esplora le storie dietro i volti di chi lotta per vivere, fotografando e parlando con persone che vivono ai margini, con coloro che affrontano la precarietà, la solitudine o l'invisibilità sociale. Ogni ritratto è una prova di resilienza; ogni scatto invita a pensare a una società che ignora chi non è sotto i riflettori. Il lavoro di Petinari è un atto artistico e una denuncia, un richiamo a guardare oltre le apparenze e a riconoscere l'umanità vicino a noi. Lo trovate su Instagram @andrea_petinari

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Canti di lotta senza tempo — CoroSoccorsO

Il CoroSoccorsO è un coro popolare antifascista composto da 13 persone, 9 donne e 4 uomini: Daniele, Antonella, Aida, Caterina, Brunetta, Maria, Angela, Barbara, Annalisa, Marianna, Francesco, Gino e Samuel. Il repertorio è vario, ci sono canzoni popolari, pezzi degli anni '70 scritte dal Collettivo Victor Jara, l'attivista e musicista cileno fatto uccidere da Pinochet. È nato nel mese di ottobre 2022 a Londa, in seguito a un flashmob dove si cantava per protestare contro la costruzione di un parcheggio in un giardino pubblico. Alcuni dei partecipanti decisero di continuare a cantare insieme: "Avevamo voglia di stare insieme e volevamo farlo con qualcosa di vivo. Le canzoni non cambiano il mondo, ma possono denunciare l'ingiustizia. Ed è bello cantare insieme canzoni che aiutano noi e chi ci ascolta e che possono dare un momento di serenità, solidarietà, riflessione, leggerezza".

Il sistema, che richiama l'attenzione verso problemi sociali, con leggerezza e ironia, attraverso canzoni come "La colpa è del diavolo" e "La strega". Risentire oggi queste canzoni ci ricorda che c'è ancora bisogno di quella forza e di quel coraggio e che, con creatività e un tocco di satira, si può affrontare la verità cantando. Daniele Trambusti, che face parte del Collettivo Victor Jara, è oggi il direttore artistico del CoroSoccorsO: "Un futuro dietro le spalle – racconta - gli ideali che animano le manifestazioni degli studenti di oggi, sono gli stessi dei giovani che riempivano le piazze per costruire un mondo migliore negli anni '60 e '70". (Clara Baldasseroni)

Per info e contatti si può seguire la pagina FB Coro SoccorsO o scrivere all'indirizzo mail corosoccorso@gmail.com

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CPR bocciati dall'Europa

L'organo antitortura del Consiglio d'Europa (CPT - Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti) ha bocciato i centri di permanenza per i rimpatri in Italia, definendoli "non idonei". Tra le motivazioni, la loro gestione e le condizioni di vita dei migranti lì trattenuti. Tra gli aspetti negativi riscontrati, le pessime condizioni materiali, l'assenza di un regime di attività, l'approccio sproporzionato alla sicurezza, la qualità variabile dell'assistenza sanitaria e la mancanza di trasparenza da parte degli appaltatori privati. In pratica gli stessi elementi per cui ha messo in discussione i centri in Albania.

L'analisi è contenuta nel rapporto sulla visita condotta dal CPT tra il 2 e il 12 aprile scorso, in quattro dei nove centri presenti in Italia: via Corelli a Milano, Gradisca d'Isonzo, Palazzo San Gervasio a Potenza e Ponte Galeria a Roma. Centri che sono stati oggetto di inchieste giornalistiche e che ora vengono anche bocciati dall'Europa. E il governo italiano? Continua a fare finta che vada tutto bene?

Pagina 10 del numero 269 Uscito sul numero 269 (Gennaio 2025), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero